VIVERE TUTTO CON SERENA ATTENZIONE

«Non temete: vi annuncio una grande gioia» Luca 2,10

Seguendo la sua logica sconvolgente, Dio vuole che i primi destinatari del vangelo, che è “buona notizia”, siano dei poveri pastori, ai quali “improvvisamente apparve l’Angelo del Signore e la gloria del Signore li avvolse con la sua luce”. Sappiamo che i pastori, che noi idealizziamo, era gente sospetta e di cattiva fama. 

È notte, una luce sconosciuta illumina le tenebre, che coprono Betlemme. La luce non scende sul luogo dove si trova il bambino, ma avvolge i pastori, che ascoltano il messaggio. Il bambino rimane occulto nell’oscurità, in un luogo sconosciuto. Bisogna fare uno sforzo per trovarlo. I pastori erano persone vigilanti e per questo il messaggio poté arrivare loro: erano svegli. Noi dobbiamo diventare persone veramente vigilanti, sviluppando la sensibilità per vedere i segni silenziosi con cui il Signore vuole guidarci; per vedere gli indizi della sua presenza.   

A questi pastori poveri e quasi esclusi dalla società, Dio confida il suo messaggio. L’angelo invita i pastori a superare la naturale paura davanti alla presenza divina: “Non abbiate paura, perché vi porto una buona notizia, una grande gioia per tutto il popolo. Oggi nella città di Davide vi è nato un Salvatore, che è il Messia, il Signore”. La nascita di Cristo è la presenza di “Dio con noi”. La sua apparizione non è motivo di paura, ma di gioia, perché nasce il Salvatore. Non è un Dio lontano e inaccessibile, ma piuttosto vicino; non spaventa, ma attrae con la sua stessa debolezza e tenerezza. 

Queste sono le parole, che l’Impegno di Vita di questo mese ci ripete: “Non abbiate paura, vi porto una buona notizia”. È qualcosa di molto grande ciò che è successo. Tutti abbiamo motivo per rallegrarci. Questo bambino è nato per tutti. Non è solo per alcuni privilegiati: è per tutta la gente. Gesù è di coloro che lo seguono con fede e di coloro che lo hanno dimenticato, di coloro che confidano in Dio e di coloro che dubitano di tutto. Nessuno è solo nelle sue paure. Nessuno è solo nella sua solitudine, c’è Qualcuno che pensa a noi. I pastori, dopo aver ascoltato il messaggio dell’Angelo, si dissero l’un l’altro: “Andiamo a Betlemme… e andarono di corsa”. Ciò che era stato loro annunciato era così importante che dovevano andare immediatamente, era qualcosa che cambiava il mondo. È nato il Salvatore. Si affrettarono, senza indugio. 

Sarà che nella nostra vita ordinaria le cose stanno così o, nella lista delle priorità, Dio si trova frequentemente quasi all’ultimo posto?

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Vivere ogni giorno in un atteggiamento che ci permetta di scoprire Dio nei dettagli quotidiani della nostra vita, coltivando l’abitudine di ringraziare Dio prima e dopo i pasti.

 

Papa Francesco

Superare l’ansietà malata che ci rende superficiali

Stiamo parlando di un atteggiamento del cuore, che vive tutto con serena attenzione, che sa rimanere pienamente presente davanti a qualcuno senza stare a pensare a ciò che viene dopo, che si consegna ad ogni momento come dono divino da vivere in pienezza. Gesù ci insegnava questo atteggiamento quando ci invitava a guardare i gigli del campo e gli uccelli del cielo, o quando, alla presenza di un uomo in ricerca, «fissò lo sguardo su di lui» e «lo amò» (Mc 10,21). Lui sì che sapeva stare pienamente presente davanti ad ogni essere umano e davanti ad ogni creatura, e così ci ha mostrato una via per superare l’ansietà malata che ci rende superficiali, aggressivi e consumisti sfrenati. Un’espressione di questo atteggiamento è fermarsi a ringraziare Dio prima e dopo i pasti. Propongo ai credenti che riprendano questa preziosa abitudine e la vivano con profondità. Tale momento della benedizione, anche se molto breve, ci ricorda il nostro dipendere da Dio per la vita, fortifica il nostro senso di gratitudine per i doni della creazione, è riconoscente verso quelli che con il loro lavoro forniscono questi beni, e rafforza la solidarietà con i più bisognosi. 

(Lettera Enciclica Laudatosi’, nn. 226-227)

 

CONTEMPLARE IL CREATORE CHE VIVE TRA NOI

LA MESSE È PRONTA, CERCA OPERAI

SFORZIAMOCI DI RENDERCI DEGNI DI TANTO DONO

NON SARÀ IL NUMERO DEGLI APOSTOLI A CAMBIARE IL MONDO, MA LA LORO QUALITÀ

MATURARE UNA SANA UMILTÀ

LA NOSTRA MISSIONE È DA DIO AI FRATELLI PER PORTARLI A DIO

AIUTACI A GUARDARE IL MONDO CON OCCHI SAPIENTI

LA SOBRIETÀ È LIBERANTE

Aspettava da me qualche cosa: un sorriso. Glielo diedi.

UN RITORNO ALLA SEMPLICITÀ

PERDONA, SOPPORTA, COMPRENDI, AIUTA E PER TUTTI ABBI UN SORRISO

NON PRETENDETE DI AVERE PER FRATELLI DEGLI ANGELI

LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO

UNITI TRA VOI COL CRISTO PRESENTE SARETE UNA POTENZA

ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ

Non posso realizzare una santità individuale! Dobbiamo farci santi insieme.

Vorrei pregarvi in nome della Madonna: state uniti insieme!

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù

ABBIAMO BISOGNO DI UN CLIMA DI FAMIGLIA

TUTTI RESPONSABILI DELLA SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA

IL SEGRETO PER CONSERVARE LO SPIRITO DELLA FAMIGLIA È L’IMPEGNO DI VITA

CANTARE CON MARIA LA MISERICORDIA DEL PADRE

AFFIDARE CHIESA, UMANITÀ E COSMO ALLA SIGNORIA DI CRISTO

INTRODURRE TUTTI NEL GRANDE MISTERO DELLA MISERICORDIA

SCOPRIRE CRISTO NEL POVERO

APRIRE IL CUORE A CHI VIVE NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI

Essere pellegrini della misericordia

VIVERE E ANNUNCIARE LA MISERICORDIA

ESSERE UNA CHIESA AVVOLTA DALLA TENEREZZA

MISERICORDIOSI COME IL PADRE

LA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

TENERE FISSO LO SGUARDO SULLA MISERICORDIA

Contemplare Gesù, volto della misericordia

INDUSTRIALI DEL BUON DIO

GESÙ NON SI È FERMATO AI PIEDI DEL CALVARIO

CARMELI AMBULANTI

TUTTO ALLA PRESENZA DI GESÙ

NON USCIRE A SPARLARE DEL CRISTO

MARE IN TEMPESTA, NON TEMERE, INVOCA MARIA!

MAI NESSUNO MI HA VOLUTO BENE

APOSTOLO "CHI PERDE TEMPO TRADISCE LE ANIME"

PARLARE DELLE COSE NOSTRE

IL LAVORO UNA COSA SANTA

LA FIRMA IN BIANCO

DIO AL TELEFONO

CURA DEL SOLE

CARMELI AMBULANTI

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