CON CRISTO NEL LAVORO

CON CRISTO NEL LAVORO «Gli ultimi saranno i primi» - Matteo 20,16 Il passo del Vangelo, che illumina questo mese, narra la parabola del padrone che esce in diversi momenti del giorno in cerca di lavoratori per la sua vigna e alla fine del giorno dà la stessa paga a tutti, anche a quelli che hanno lavorato una sola ora. Questo strano comportamento del padrone provoca la reazione di quelli che hanno lavorato tutto il giorno, i quali mormorano, perché sentono questo comportamento come una “ingiustizia”. In realtà questa “ingiustizia” del padrone serve per provocare in chi ascolta la parabola un salto di prospettiva, perché qui Gesù non vuole parlare del problema del lavoro e del giusto salario, ma del Regno di Dio. Con questa parabola Gesù vuole aprire i nostri cuori alla logica dell’amore del Padre, che è gratuito e generoso. Si tratta di lasciarsi meravigliare e affascinare dai…

CON CRISTO NELLA FAMIGLIA

«Il seme germoglia e cresce» - Marco 4,27 Questa parabola, proposta per l’impegno di vita di questo mese, fa centrare l’attenzione sul fatto che il seme gettato nella terra nasce e cresce da sé, sia che il contadino dorma o stia sveglio. Egli confida nella potenza interna del seme e nella fertilità del terreno. Nel linguaggio evangelico il seme è simbolo della Parola di Dio, la cui fecondità è ricordata da questa parabola. Come l’umile seme si sviluppa nella terra, così la Parola opera con la potenza di Dio nel cuore di chi l’ascolta. Dio ha affidato la sua Parola alla nostra terra, ossia, a ciascuno di noi, con la sua concreta umanità. Possiamo avere fiducia, perché la Parola di Dio è creatrice, destinata a diventare “spiga piena di grani”. La Parola, se è accolta, sicuramente dà i suoi frutti, perché Dio stesso la fa germinare e maturare mediante vie,…

UNITI NELLA CARITÀ

«Siete benevoli gli uni verso gli altri» - Efesini 4, 32 “Siate benevoli gli uni verso gli altri” con questa breve espressione della lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo, in carcere a motivo della sua fede, esorta Giudei e pagani a cercare una riconciliazione per riportarli all’unità. I problemi affrontati in questa lettera sono vari, siamo in un contesto cosmopolita, dove regna la convivenza di culture e religioni e la mescolanza di riti e credenze appartenenti a culti diversi è frequente. L’intento di Paolo è far emergere la consapevolezza di una Chiesa orientata all’unità, immaginata come un unico edificio, che ha come fondamento gli apostoli e come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù (2,20), e come un solo corpo, quello dell'unico Signore, alimentato da una sola fede e dalla grazia di un solo battesimo (4,3-6)e che cresce nella carità (4,15-16): in Cristo Gesù non può più esistere barriera tra Israele e…

AMARE GESÙ E FARLO AMARE

«Il seminatore andò a seminare» - Marco 4, 3 Siamo chiamati a seminare, anche se non si vedono i frutti… “Ascoltate! Il seminatore uscì a seminare”. Conosciamo questo invito. Gesù chiede la nostra attenzione: “Ascoltate!”. E, con la nostra attenzione fissa su di lui, ci dice una frase alquanto ridondante, no?: “Il seminatore uscì a seminare”. Però Gesù non ha l’abitudine di essere ridondante. È un richiamo sullo stile di: “Calzolaio alle tue scarpe”. Potremmo dire: “Missionario alla tua missione”.Il seminatore di questa parabola non esce a seminare per lamentarsi della troppa pioggia o del troppo sole. Non esce a calcolare se in realtà vale la pena gettare la semente “lungo la strada”, “in una pietraia con poca terra”, “fra sterpi” o “in terra buona”. Un seminatore serio non spreca la sua semente. Però il nostro seminatore è più fiducioso che serio. Ha fiducia nella semente, che porta dentro, e…

PENSA CHE STAI SERVENDO GESÙ

PENSA CHE STAI SERVENDO GESÙ Dovete anche voi lavarvi i piedi l’uno l’altro” - (Gv 13,14) L'Evangelista Giovanni racconta il gesto di Gesù di lavare i piedi ai discepoli nel contesto dell’ultima cena per introdurci al significato più profondo del mistero dell’Eucaristia. Essa è il Corpo donato del Figlio, che ci salva consegnando se stesso per noi. Questa offerta di sé non si limita al momento in cui Gesù condivide il pane con i suoi, ma si concretizza in uno stile di vita diaconale, cioè di servizio. Così il gesto di lavare i piedi diviene una luce folgorante che ci mostra il volto autentico di Dio. In Gesù, noi conosciamo un Dio che si china ai nostri piedi per accudirci e purificarci dalle nostre miserie e dal nostro peccato. Gesù si manifesta dunque come servo che agisce concretamente per prendersi cura delle necessità dei fratelli. Egli stesso ci invita a…

VIVERE TUTTO CON SERENA ATTENZIONE

VIVERE TUTTO CON SERENA ATTENZIONE «Non temete: vi annuncio una grande gioia» Luca 2,10 Seguendo la sua logica sconvolgente, Dio vuole che i primi destinatari del vangelo, che è “buona notizia”, siano dei poveri pastori, ai quali “improvvisamente apparve l’Angelo del Signore e la gloria del Signore li avvolse con la sua luce”. Sappiamo che i pastori, che noi idealizziamo, era gente sospetta e di cattiva fama. È notte, una luce sconosciuta illumina le tenebre, che coprono Betlemme. La luce non scende sul luogo dove si trova il bambino, ma avvolge i pastori, che ascoltano il messaggio. Il bambino rimane occulto nell’oscurità, in un luogo sconosciuto. Bisogna fare uno sforzo per trovarlo. I pastori erano persone vigilanti e per questo il messaggio poté arrivare loro: erano svegli. Noi dobbiamo diventare persone veramente vigilanti, sviluppando la sensibilità per vedere i segni silenziosi con cui il Signore vuole guidarci; per vedere gli…

LA MESSE È PRONTA, CERCA OPERAI

LA MESSE È PRONTA, CERCA OPERAI “Quando l'ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle” - Luca 15,5 Conosciamo tutti l’immagine del Buon Pastore che si carica sulle spalle la pecorella smarrita. Il racconto vede da una parte i peccatori che si avvicinano a Gesù per ascoltarlo e dall’altra parte i dottori della legge, gli scribi sospettosi che si discostano da Lui per questo suo comportamento. Una domanda introduce la parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?» (v. 4). Si tratta di un paradosso che induce a dubitare dell’agire del pastore: è saggio abbandonare le novantanove per una pecora sola? E per di più non al sicuro di un ovile ma nel deserto? Cosa possono fare novantanove pecore indifese? Il paradosso comunque continua dicendo che il…

SFORZIAMOCI DI RENDERCI DEGNI DI TANTO DONO

«La vostra tristezza si cambierà in gioia» - Giovanni 16,20 Nel versicolo proposto Gesù dice: Voi sarete triste, però la vostra tristezza si cambierà in gioia. La frequente allusione alla tristezza e alla sofferenza riflette l’ambiente delle comunità alle quali si rivolge Giovanni, che vivevano in una situazione difficile di persecuzione, che era motivo di tristezza. Gli Apostoli avevano insegnato che Gesù sarebbe ritornato presto, però il ritorno glorioso di Gesù stava ritardando e la persecuzione cresceva. Molti perdevano la pazienza: “Fino a quando?”. Perché una persona solo sopporta una situazione di sofferenza e di persecuzione quando sa che la sofferenza è camino e condizione per la gioia perfetta.Per questo il vangelo presenta il paragone molto bello del parto. Il dolore e la tristezza causati dalla persecuzione, anche se non offrono un orizzonte di miglioramento, non sono malesseri di morte, ma dolori di parto. Le madri sanno questo per esperienza.…
«Pieno di gioia, vende tutti i suoi averi» Matteo 13,44 Con la parabola del tesoro nascosto nel campo Gesù racconta una storia semplice e breve, che potrebbe succedere nella vita di ciascuno di noi. Siccome Lui non la spiega, ci invita a meditarla e a condividere con gli altri ciò che questa storia circa il Regno suscita in noi. Guardando il testo, possiamo condividere qualche punto: il primo è che il tesoro, il Regno, già è presente nel campo, già è presente nella vita. Però è nascosto e possiamo passare oltre senza accorgercene. Può succedere che non ci accorgiamo dei molti doni, che riceviamo durante la nostra vita, vivere distratti senza accorgerci di ciò che Dio ci regala, reclamando con tristezza ciò che ci manca. In secondo luogo, l’uomo che trovò il tesoro, lo fece per puro caso. No si aspettava di trovarlo, giacché non lo stava cercando. Però, scoprendo…
Go to top