TRINITÀ È COMUNICAZIONE

Gv 16, 12-15 – Solennità della Santissima Trinità Commento per lavoratori cristiani La nostra è per eccellenza l’epoca della comunicazione. In realtà, di comunicazione si vive da sempre, e la comunicazione è stata la misura dei salti epocali nella storia di tutto l’uomo. Ma oggi più che mai di comunicazione, anche, si muore. Si muore se la comunicazione è troppo violenta, troppo falsa, troppo giudicante, troppo offensiva e addirittura invadente. Ma si muore anche se la comunicazione è troppo emarginante, esclusiva e selettiva: nei destinatari, più che nei contenuti. Diventa facilmente manipolatrice e ingannevole. Insomma, menzognera e assassina, come il Maligno, perché usata male. In realtà, la comunicazione ha radici più profonde dell’uomo e della storia. Anzi, è nell’uomo perché egli è a immagine e somiglianza del Comunicatore per eccellenza: di Dio. È nella storia, perché la storia l’ha creata Dio, e lo ha fatto proprio con un atto comunicativo.…

UN AMORE ILLOGICO

Lc 24, 46-53 – Solennità dell’Ascensione del Signore C Commento per lavoratori cristiani Nel mistero del compimento delle promesse del Padre sta l’amore. L’amore è l’esperienza e il parametro di interpretazione di quanto accade nello sconcerto pasquale, nello stupore odierno dell’Ascensione, nell’attesa e nel sopraggiungere dirompente dello Spirito Santo. È amore divino. E quindi, intimamente illogico. Illogico perché sfugge al nostro controllo. Ma non per questo meno autentico: anzi, un amore così mostra e fa la verità anche dell’uomo. Dio è se stesso, sempre: “Dio è amore” (1Gv 4, 8.16). E chi si lascia coinvolgere nel suo dinamismo di amore diviene veramente uomo. Diviene se stesso chi si lascia amare da Dio. Illogico, però, è lo scorrere dei fatti, anche dentro lo stesso racconto di Luca: la conclusione del suo vangelo è una tappa che precede le vicende degli Atti e ad essi va collegata. Questi cominciano dove quello finisce…

L’AMORE DI DIO PER LA CITTÀ DELL’UOMO

Gv 14, 23-29 –VI Domenica di Pasqua C Commento per lavoratori cristiani È un tempo, il nostro, in cui abbiamo bisogno di una città vivibile. Di una città ‘risplendente della gloria di Dio’ (Ap 21,10), luminosissima, ci dice l’Apocalisse. Ma ne abbiamo bisogno oggi, non soltanto domani, lassù nel cielo. Non che questa esigenza sia solamente dei nostri giorni. Tanti autori ci hanno lasciato traccia dell’anelito a una città vivibile. E ne hanno intravisto la possibilità nell’adesione alla Legge di Dio. Si pensi, fra i tanti, agli scritti di sant’Agostino, circa 18 secoli fa. La Bibbia stessa ci fornisce testimonianza delle attese e delle insidie di una città umana, che cerca fraternità ma può anche rifiutarla, alla maniera di Caino. Tuttavia, risuona ancora più bruciante il paradosso della nostra epoca, che porta con sé l’eredità di un mondo e di secoli in cui l’umanità le ha provate tutte per dimostrare…

LA GLORIA SI MOSTRA NELLA NOTTE

Gv 13, 31-33a.34-35 – V Domenica di Pasqua CCommento per lavoratori cristiani Gesù ci parla oggi di gloria e di amore. Siamo nel contesto dell’ultima cena, dopo lo sconvolgimento della lavanda dei piedi. In tempo pasquale, non si tratta di un salto all’indietro, bensì di una riconferma: non c’è Resurrezione senza passione. La Pasqua è un unico mistero, di morte e di vita, di tenebra e di luce, di consegna e di pienezza. Come la vita nostra. Solo che con la Pasqua la vita con le sue contraddizioni tende definitivamente verso il polo della luce e della pienezza. Per comprendere il mistero, c’è da stare, però, dentro la contraddizione. Guardiamola con gli occhi di Gesù. Egli parla non appena Giuda “fu uscito (dal cenacolo)” (v. 31a). Pochi versetti prima, l’evangelista ci ha consegnato il dramma più atroce: si è compiuto il tradimento. Sì, perché il tradimento più duro da digerire…

L’ARTE DEL RISORTO

Gv 21, 1-19 – III Domenica di Pasqua C Commento per lavoratori cristiani Chissà se i galli di Galilea cantano come quelli di Gerusalemme, che sta in Giudea! E chissà se all’alba di quella pesca infruttuosa Pietro avrà sentito risuonare di nuovo quel canto sonoro di gallo! Non erano molto lontani dalla riva, con la barca, e soprattutto, erano molto simili i sentimenti. Una decina di giorni prima, la paura, il rinnegamento, l’angosciosa vergogna. Ora, però, la delusione e l’amarezza attanaglia il cuore di un gruppo, di una comunità intera, riunita a cercare di rivivere antichi ricordi e miti nostalgici del passato. Non più da solo, Pietro, ma a capo della comitiva, aveva provato a dimenticare e a ritornare al vecchio mestiere, di esperto e navigato pescatore. Una notte, un fallimento totale. Di nuovo. Sorprende, dal racconto di Giovanni, come sia perseverante nel cuore dell’uomo il senso di abbattimento, la…

DI CORSA VERSO LA VITA

Gv 20, 1-9 - Domenica di Pasqua CCommento per lavoratori cristiani Il riposo di Dio, nel giorno di sabato, là, nel giardino della creazione, per l’uomo è divenuto il riposo della morte. Dio ha voluto la più bella delle sue creature per poter conversare con lei, e riposare così, nell’intimità della condivisione. Ma tragica è stata la ribellione di Adamo! Tragica, però, non tanto da spegnere la passione del Creatore. Dio, infatti, dopo aver fatto di tutto per riportare a splendere di bellezza la sua creatura, ha voluto entrare pure in quel riposo tragico, e riposare nel sonno della morte. Per vincerla. Ha sconfitto così anche la paura della morte, che immobilizza l’uomo. Questi si agita frenetico, oggi più di ieri, per scappare da quella stessa morte che, ubriaco di sé, ha scelto rifiutando Dio. Terrorizzato, l’uomo non si accorge di spegnere la vita ancora, di rimanere bloccato in un…

IL MANTELLO DI DIO

Domenica delle Palme e della Passione del Signore - C Lc 22,14-23,56 Il Vangelo di Luca è il Vangelo della misericordia. Le parole di Gesù sulla croce sono un condensato della passione amorevole di Dio verso l’uomo, che non ha misura. Anzi, la misura è probabilmente e paradossalmente quella del nostro peccato: più abbiamo sbagliato, e più il Signore ci riempie di amore, per permetterci di ripartire, di rimetterci in cammino, di spogliarci dell’uomo vecchio e di rivestirci del nuovo. Ecco: di vesti e di mantelli la Parola di Dio di oggi ci regala uno stralcio. Si inizia proprio spogliandosi (cfr. Lc 19, 28-40). Dei mantelli si spoglia la folla festante che accompagna Gesù all’ingresso di Gerusalemme, mentre egli “camminava davanti a tutti” (19, 28), a indicare la strada, ad aprire la breccia, a portare a compimento l’amore che l’aveva fatto intraprendere “a muso duro” (cfr. Lc 9, 51) questa…

DENTRO I CONFINI DELL’UMANO

Lc 2, 1-14 – Natale del Signore – S. Messa della notte Commento per lavoratori cristiani La vita umana è fatta di limiti, di confini. Il tempo, lo spazio, i ritmi dell’esistenza ci trattengono, oppure ci muovono secondo i battiti della natura. Anche l’esperienza più stupefacente, quella di generare una vita, è soggetta a delimitazioni che non sono decise dalla donna. Nove mesi, più o meno, perché possa andare tutto bene. E in tutto questo l’uomo può decidere di ribellarsi, o presumere di impadronirsene. Del tempo, dello spazio, appunto, addirittura delle relazioni. Pretende di controllarle, pretende di contare e misurare, pretende di gestire a suo piacimento. Il censimento, in una precisa epoca storica, è simbolo di questo complesso di onnipotenza, che riporta l’uomo al peccato delle origini. Ma l’uomo e la donna possono anche decidere di affidarsi, di accompagnare da protagonisti le delimitazioni della storia e della legge. Imposte, ma…

LA FEDE DELLA CHIESA NEL RISORTO

Gv 20, 19-31 – II Domenica di Pasqua B Commento per lavoratori cristiani Gesù venne e ‘stette in mezzo’. In mezzo alla comunità riunita, in mezzo alla Chiesa. Costi quel che costi: in mezzo si può essere anche di impiccio, si potrebbe rischiare di dare fastidio. Ma Gesù Risorto ci sta, e non se ne va più. Perché desidera stare con noi. Perché desidera che noi stiamo con Lui. Per sempre. Gesù sta in mezzo, e consegna i doni dello Spirito: la pace, la missione, il potere di rimettere i peccati. Li regala gratuitamente alla Chiesa, senza chiedere permesso. Li affida a una comunità rinchiusa nel cenacolo per paura. Non a degli eroi, non a dei perfetti, ma a un gruppo di uomini e donne che ha un solo merito: quello di non essersi dispersi. Dopo il dramma della passione e della morte, dopo la vergogna e l’umiliazione del fallimento…

VOGLIAMO VEDERE GESÚ

Gv 12, 20-33 – V domenica di Quaresima B Commento per lavoratori cristiani ‘Vogliamo vedere Gesù!’. Nell’affanno della nostra esistenza, spesa fin troppo a cercare che qualcuno ci guardi, ci veda, ci riconosca, si alza oggi il grido più profondo dell’anima: ‘Vogliamo vedere Gesù!’. Ci prestano la loro voce alcuni pagani, convertiti al giudaismo perché instancabili cercatori di verità. Proprio come noi, ogni volta che non ci accontentiamo delle illusioni regalatici dal mondo. La Parola oggi risveglia il nostro desiderio: non di certezze, non di garanzie, ma di un incontro, di un volto. Di una alleanza, dunque, con Qualcuno che ci indichi la via della felicità. Il nostro è il desiderio di ogni uomo, di tutti i tempi, lo stesso che condusse il popolo di Israele per le vicissitudini dell’esodo e, tra un tradimento e l’altro, lo sospinse anche alla prova dell’esilio. Là, nella lontananza, simbolo di ogni nostra lontananza…
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