La nostra vita deve consumarsi, come una candela, tutta per il Signore

Quando San Pietro stava per scappare da Roma ha incontrato, secondo una leggenda, Nostro Signore che stava andando verso Roma e gli ha chiesto: “Dove vai, Signore?”, e Gesù: “Vado a morire un’altra volta!”.

 

Lasciamo stare la leggenda, ma la realtà è questa. Se l’andata di un apostolo verso un luogo di missione è considerata come: “Io vado per essere immolato!”, allora è realtà, altrimenti è poesia. Non c’è niente da fare!

 

Quando il Signore mi ha chiamato, ancora bambino, al sacerdozio, mi ha chiamato all’immolazione. Io ho capito così il sacerdozio. Poco importa, scrivevo in liceo nelle mie note personali, essere messo in alto o in basso, essere onorato o disonorato, essere messo in prigione o bastonato, purché questa candela si consumi per Dio.

 

Quando sono entrato in seminario circolava tra i seminaristi un opuscolo piccolo piccolo, un librettino con una candela sulla copertina; sotto l’immagine della candela era posta questa frase: “Poco importa quando, dove, come..., purché questa candela si consumi completamente per il Signore”.

 

Non importa se la vita dell’apostolo si consuma al caldo o al freddo, se in ottant’anni o in dieci o quindici anni, purché questa candela si consumi interamente per il Signore. Messo in chiaro questo punto, si può fare il resto e allora si possono aggiungere tutte le attitudini.  

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