È il Signore che apre i cuori

Non dimentichiamo mai che è il Signore che apre i cuori. Sta qui il segreto della nostra riuscita. Non li aprirete voi i cuori; non riuscirete nemmeno ad aprire il cuore di un bambino di sette o otto anni, semplice, innocente.

 

Se il Signore non interviene, voi avete solamente i tre pesci con diecimila persone da sfamare. Ve l’ho detto tante volte, convincetevi! Voi dovete mettercela tutta, per carità, ma quando ce l’avete messa tutta, ve l’ho detto e ve lo ripeto, è il Signore che salva.

 

Supponiamo che andiate a studiare e otteniate la laurea in diritto, in Sacra Scrittura, in teologia, in tutto quello che volete; e arriviate a cinquant’anni pieni delle esperienze più diverse, che cosa siete? Una verga, un pezzo di legno, grosso quanto si voglia, ma sempre legno, che deve fare scaturire acqua dalla roccia.

 

“Ma, allora, è meglio non studiare...”. No, no: tu devi trafficare i tuoi talenti, perché anche questo fa parte del progetto di Dio. Infatti il Signore ha detto a Mosè: “Batti con la verga” (Cfr. Es 17,6), non “Soffia!”. Perciò devi trafficare i tuoi talenti, impegnare tutte le tue capacità, ma ricordandoti che sei una verga e non c’è proporzione tra l’acqua che fluisce dalla roccia e la tua azione. Convinciti che è Dio che agisce: è Dio, è Dio! E Dio non voglia che lo scopriate troppo tardi, quando non c’è più tempo.  

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