SULL’ALTARE PANE E VINO NON BASTANO

Amici miei, qual è la materia che dobbiamo collocare sull'altare per la nostra trasformazione in Cristo? Amici, sull'altare non dobbiamo mettere chiacchiere, ma dobbiamo mettere interamente noi stessi. Se vogliamo che Cristo si serva di noi per salvare i fratelli, dobbiamo mettere sull'altare la nostra intelligenza, il nostro cuore, il nostro corpo, così com'è, senza alcuna riserva, senza serbare per noi neppure un capello del nostro capo, un pezzettino d'unghia del nostro piede, interamente, la nostra intelligenza, a disposizione di Dio.

Al mattino sulla patena dell'altare durante la Messa non basta che ci sia un pezzo di pane, ma ci deve essere anche la mia intelligenza: “Signore, la mia intelligenza, il dono meraviglioso che tu mi hai dato, è a tua totale e completa disposizione!”.

Il mio cuore, amici miei, è fatto per amare; Dio non condanna l'amore, perché lui è amore. Se c'è amore sulla terra è perché siamo figli di Dio. Il cuore, però, è fatto per amare Dio e i fratelli per amore di Dio. E quando questo amore per i fratelli è veramente filtrato dall'amore di Dio, allora anche la nostra persona è messa in forma totalitaria nelle mani di Dio.

C'è il pericolo, fratelli miei, di attaccarci a questa e a quella cosa, di avere idee tutte nostre, un cuore che crediamo di Dio e, invece, è appiccicato a tutte le persone, a tutti i luoghi. Non basta dire: “Io prego, io amo!”; bisogna essere nelle mani di Dio in forma totalitaria.

Mettete ogni mattina sull'altare l'intelligenza, il cuore e anche il vostro corpo; dite al Signore e ditelo non solo con le labbra, ma veramente con il cuore: “Signore, sono tuo, completamente tuo. Come quella lampada è accesa per te, così voglio anch'io essere acceso solo per te, Signore! Non importa dove e in mezzo a chi dovrò consumare la mia vita, purché essa sia consumata solo e interamente per te!”. Ecco la materia del sacramento dell’Eucaristia.

Se non c'è questa disponibilità, questo amore consumato fino all'estremo, pronto a qualunque cosa, a qualunque taglio, a qualunque strappo, non siete uomini che possono portare il Cristo. Avrete l'impressione di aver fatto del bene, forse ne farete anche, però ricordatevi che non siete Cristo e non salverete. Volete salvare? Mettetevi sopra l'altare ogni mattina. Fate un bell'esame di coscienza e se non siete così, fermatevi in fondo alla chiesa, non accostatevi all'altare, preparatevi. A Cristo ci si dà interamente; la nostra offerta dev'essere totalitaria e continua.

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