STRUMENTI DOCILI E ATTENTI NELLE MANI DEL SIGNORE

Noi cristiani siamo un po’ come quegli insetti che prendono il polline da una parte e lo portano per fecondare in un’altra parte. Dobbiamo sentirci strumenti nelle mani del Signore. Logicamente dobbiamo cercare di darci da fare, dobbiamo impegnarci, però ricordatevi che il Signore, senza che ce ne accorgiamo, vuole servirsi di noi per i suoi fini.

Può capitare che si rompe la macchina per strada e tu ti arrabbi e dici anche quattro parolacce perché perdi tempo;

vai dentro in un’officina e lì fai un incontro con una persona che, magari, dopo qualche anno si converte: spesso l’inizio di una conversione avviene così.

Io, guardando al mio sacerdozio e ripensando a questi casi che non sono casi, vedo che tante volte, ma veramente tante volte, il Signore si è servito di questi casi per fare le sue opere di misericordia, di carità, di amore.

Cercate di non avere gli occhi chiusi, ma di vedere il passaggio di Dio anche in questi momenti. Penso che questo succeda anche nelle piccole cose pratiche, anche nelle situazioni di lavoro: il Signore manda una persona, per caso; non perdete l’occasione!

Cercate, allora, di stare attenti al piccolo campanello che il Signore suona, alla parola che si dice, perché forse il Signore ti ha messo in quella situazione anche per quello: voleva che l’uomo di Dio arrivasse in quel posto e dicesse quella parola.

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