SAPERSI FERMARE PER RICARICARSI NELLO SPIRITO

Vivendo nel mondo incontriamo sempre un po' di polvere, un po' di distrazione ed è facile non sentire lo Spirito; rischiamo di perdere quella spiritualità che è la caratteristica dell'uomo di Dio.

Se vogliamo vivere la vita dello Spirito bisogna che sappiamo stare da soli a soli con Dio. Questa è la nostra forza. Noi dobbiamo essere sempre preoccupati di questo. Dobbiamo fare un continuo controllo come si controllano tutti gli strumenti di un apparecchio delicato.

Se viaggiate in automobile voi osservate subito la spia dell'olio. Vorrei dire che nel nostro intimo ci dovrebbe essere una spia luminosa che segna la nostra spiritualità. Quando vi accorgete che l'olio della macchina non circola, vi fermate e dite: “Alt, altrimenti si fondono le bronzine”. Alla stessa maniera dobbiamo sempre controllare la spia che c’è dentro di noi: il giorno che ci accorgiamo che diminuiamo di pressione dobbiamo ricorrere ai ripari.

Dobbiamo avere proprio questo segreto: saperci esaminare e vedere a che punto è il livello della nostra spiritualità. Se ci accorgiamo che stiamo perdendo il livello necessario bisogna assolutamente fermarsi, anche se avessimo delle cose urgenti da fare. Dobbiamo salvarci. Per quanta fretta si abbia, non si può partire per un lungo viaggio sapendo che l'olio è sotto il minimo, se no, ad un certo momento, si fonde il motore e quindi si arriva più tardi. Nel nostro lavoro spirituale occorre la stessa prudenza. Siete professori di scuola, siete impegnati in molte attività: se vi viene la febbre a quaranta, vi fermate; mandate a dire che non potete andare e richiedete la ricetta medica che vi autorizza a fermarvi perché siete ammalati. Ebbene, quando vi accorgete che, spiritualmente parlando, il vostro livello si abbassa, io vi dico: in nome del Signore, fermatevi! “Ma ci sono impegni urgentissimi, non possiamo farlo!”. Fermatevi perché avete una febbre peggiore della febbre a quaranta. Abbiamo bisogno assoluto di conservare il livello di spiritualità, altrimenti per noi sarà un disastro: porteremo umanità, non porteremo Dio. Ricordatevi: il mondo aspetta dei santi.

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