Il mio Dio è proprio qui, dentro di me

Il mio Dio è proprio qui, dentro di me Fratelli miei, vi rendete conto che Dio è una persona? Vi rendete conto che Dio è presente; che è presente nella mia stanza; che in questo momento, per sua Grazia, è presente dentro di me? Fratelli miei, potessimo noi avere questa coscienza della presenza di Dio, che Dio, il mio Dio è proprio qui, dentro di me? Fratelli miei se noi avessimo questa coscienza di un Dio personale, di un Dio che mi guarda, di un Dio che mi ascolta, di un Dio che mi ama, come sarebbe diversa la nostra vita! Facciamo un paragone. Siete due o tre che state parlando ed entra improvvisamente il Vescovo e vi dice: “Continuate il vostro discorso”. Per quanto siate santi, cambiate la tonalità del discorso, la forma del discorso o perlomeno pesate attentamente le parole. Perché? Perché è entrato il Vescovo. E Dio non è presente? Perché allora non dobbiamo sentire questa sua presenza sempre, di giorno, di notte? Che cosa andate a dire alla gente se voi non lo sentite questo Dio, se voi non lo vedete questo Dio, se voi non respirate questo Dio, se svegliandovi alla notte non lo sentite vicino e non gli parlate, se alzandovi al mattino non parlate con Lui? Fratelli miei, pensateci sopra! Meno chiacchiere e più testa bassa dinanzi al Signore: più testa bassa ad adorare il Signore. (M136, 6-7 del 27 gennaio 1967).


DIO AL PRIMO POSTO "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Mt 22,37) Questo versetto si inserisce in un contesto importante del Vangelo di Matteo. Gesù è giunto a una meta che apre sugli eventi finali della sua vita terrena. Dopo essere entrato a Gerusalemme osannato dalla folla, raggiunge il tempio e caccia via i mercanti. Iniziano le discussioni con gli scribi e i farisei che cercano inutilmente di metterlo in difficoltà. Gesù non raccoglie le provocazioni, ma approfitta per dare gli ultimi fondamentali insegnamenti. Tra questi spicca il comandamento più importante, "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" immediatamente accostato al secondo “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Sant’Agostino paragona questi due comandamenti alle ali: mancandone uno il “volo” non è possibile. “Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. (1Gv 4,20) Gesù non indica un comandamento da osservare, ma un atteggiamento totale da adottare incentrato sul verbo “amerai”. Provare a mettere in pratica l’“amerai” significa imparare a vedere con gli occhi dell’amore ogni errore, ogni difetto, ogni difficoltà, ogni tradimento e farli diventare un abbraccio di stima, di affetto, di perdono. È l’abbraccio del Padre misericordioso. È l’abbraccio all’umanità di Gesù, inchiodato sulla croce. Amare è una specie di segno che contraddistingue il cristiano, ecco perché non è il primo, ma è il più grande comandamento che tutto alimenta, è il comandamento radicale. Questo mese siamo chiamati a mettere Dio al primo posto, a fare esercizio di amore verso Dio. È bello come Gesù ci dica “con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo tutto è la misura della pienezza. Il mio tutto può cambiare. Magari certi giorni tristi il mio cuore appena riesce a battere. Anche in quei giorni tutto il mio cuore deve amare Dio. Forse il mio tutto è diverso dal tutto di un bambino, ma Dio mi ama così e sempre. Così e sempre io lo devo amare. Don Ottorino ci esorta ad “allacciare il nostro cuore al cuore di Cristo” (Don Ottorino, M223, 6 del 21 marzo 1968), ad accorgerci della sua presenza dentro di noi. Saperlo dentro di noi ci muove a metterlo al primo posto, a pensarlo costantemente, a muoverci col suo passo, ad agire come agirebbe Lui. Se imparo a metterlo al primo posto riesco ad amarlo. Allora divento credibile e nulla può fermarmi. Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di Vita di questo mese? Ricordandoci della presenza costante di Dio nella nostra vita. Proviamo a rivolgergli un messaggio d’amore a ogni risveglio notturno, come primo pensiero al mattino e quante più volte possibili nell’arco della giornata.

Ultima modifica il Venerdì, 24 Ottobre 2014 20:15

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