LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO

LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO

Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli (Lc 17,3)

La missione di vivere la fede nella vita ordinaria è il tema che unifica il pezzo di vangelo, che illumina questo mese. Luca scrive a una comunità, che sta sperimentando scandali e divisioni a causa del peccato. Ricorda allora l’avviso di Gesù ai suoi discepoli sul pericolo di essere “pietra di scandalo” per gli altri (v. 1); lo sentiva come qualcosa di così grave da dire che sarebbe meglio, per chi lo procura, essere gettato in mare con una pietra al collo (v. 2). Forse il primo scandalo, che noi dobbiamo evitare, è quello di smentire con la nostra vita il Vangelo che predichiamo e, in questo modo, renderlo inefficace. Gesù già aveva detto: se il sale perde il suo sapore, non serve a niente. Dobbiamo ascoltare il Vangelo ogni giorno per non tradirlo e per evitare che il peccato metta radici nelle nostre vite. È in questo contesto, di scandalo e di divisione, che Gesù propone il perdono come una dimensione essenziale e quotidiana della comunità cristiana. Lui conosce bene la nostra debolezza, per questo aggiunge che la misericordia e il perdono devono predominare sul peccato. Deve sovrabbondare; per questo, aggiunge che si deve perdonare “settanta volte sette”, che significa perdonare sempre. Di fatto, il perdono mai deve mancare nella vita della famiglia di Dio, come dimostrazione di amore e di gioia, che lo stesso Signore ci regala. Di fronte a questa proposta di amore costante, gli apostoli chiedono a Gesù che aumenti la loro fede (v. 5). Anche noi, leggendo la proposta dell’Impegno di Vita: Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli, chiediamo a Gesù che aumenti la nostra fede, perché non è facile vivere concretamente il perdono, la correzione fraterna, la riconciliazione nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie. Don Ottorino mette in stretta relazione la correzione fraterna con l’apostolato. Sa che è necessario coraggio per fare il passo di correggere il fratello, però sa anche che è segno di vera carità. Bisogna pregare, dice, però questa stessa preghiera ci deve portare all’azione. Noi vorremmo realizzare cose straordinarie, clamorose e degne di ammirazione, che dimostrino una fede straordinaria. Però spesso dimentichiamo che ciò che Gesù vuole non è una fede straordinaria, ma che viviamo con fede le cose ordinarie e quotidiane della vita. Ed è una cosa quotidiana avere problemi, discussioni, differenze con gli altri; vedere che un fratello sbaglia, che ha bisogno di cambiare. La tentazione è quella di criticare senza impegnarci. Invece la proposta è l’amore, il coraggio, la missione di correggere e di perdonare.

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di Vita di questo mese?
Durante questo mese cercare di fare l’esercizio concreto della promozione e correzione fraterna nella mia comunità, nel gruppo dell’Impegno di Vita.

 

Parola di don Ottorino: La carità suggerisce la correzione fraterna

Amici miei, tutti sappiamo dove dobbiamo andare, tutti sappiamo la strada che dobbiamo percorrere, lo spirito che ci vuole, ma guardate che ci vuole coraggio per aiutare il fratello. Ognuno vede la schiena dell’altro, ma non la propria, ed è facile, camminando e avendo sempre gli altri davanti, vedere sporca la giacca di uno, la manica di un altro e di un altro ancora, e che fra amici uno dica: “Guarda che giacca che ha quel tale! Non aveva altre giacche da indossare?”. Gli altri, che ti stanno dietro, fanno lo stesso con te. Invece la carità suggerisce di dirgli: “Ehi! Guarda che hai la giacca sporca”. La carità, proprio la carità, lo suggerisce, ma non per criticare. Se oggi non avete il coraggio di fare la correzione fraterna, ma proprio per amore, proprio per fraternità, proprio con il senso di dire: “Io voglio che il mio fratello sia santo”, un domani non farete la conquista apostolica, perché l’uno e l’altro pane escono dallo stesso forno. Tutti vediamo le gemme preziose, ma anche le scarpe nere di ogni confratello; e tutti noi che vediamo, abbiamo il dovere di aiutare il fratello a cambiare il colore delle scarpe. (Med. 22 febbraio 1968)

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Novembre 2017 08:56

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