ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ

ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ

 

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri

Rom 12, 16

All’inizio del capitolo 12 della Lettera ai Romani san Paolo invita a un cambio di mentalità, a sostituire la logica del mondo con la logica di Cristo. Poi dà alcune regole pratiche circa la vita quotidiana dei cristiani. La lista incomincia con la virtù del vero e autentico amore (v. 9): questo amore deve dirigersi non solo verso Dio e gli altri credenti, ma anche verso coloro che stanno fuori della Chiesa e anche verso i nemici. E ci ricorda pure che non dobbiamo confinare l’amore a un sentimentalismo superficiale e vuoto; perché la presenza del vero amore ha molte conseguenze pratiche (v. 10-17): rispettare gli altri e trattarli con affetto fraterno; evitare una falsa stima di noi stessi; abituarci non solo a compatire coloro che soffrono, ma anche a rallegrarci per il successo del prossimo; contribuire a soccorrere il bisognoso, offrire generosa ospitalità e vivere in armonia con gli altri.   

Questa esortazione di san Paolo sarà la Parola, che ci aiuterà a vivere l’Impegno di Vita di questo mese: Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri.

Ricordiamo l’insistenza di don Ottorino circa il vivere nell’unità, nella carità, nella fraternità tra di noi. Ripeteva continuamente che lì risiedeva la nostra forza, nel vivere e lavorare insieme, stimandoci mutuamente, vivendo in armonia. Lo presentava come il suo sogno personale: vedere che viviamo come una gran famiglia, mettendo in comune le cose belle e anche i problemi.  Però questa vita familiare pone le sue sfide, non sempre ci trattiamo con affetto, a volte esageriamo la nostra importanza e di conseguenza stimiamo poco gli altri, ci costa rallegrarci per il successo di un nostro fratello e spesso non ci fermiamo davanti alla sua sofferenza.

Lo stesso san Paolo ci incoraggia: abbiate speranza, siate pazienti, pregate in ogni tempo. Di fronte alle sfide per vivere la grazia della comunità, di volerci bene come fratelli e sorelle, la forza ci viene da Dio: per questo dobbiamo coltivare la preghiera, l’incontro con la Parola, rinnovarci con il sacramento della Riconciliazione e alimentarci con l’Eucaristia.

Non bisogna pensare a cose grandiose. In questo testo della Lettera ai Romani (Cap. 12) ci sono varie proposte: stima per gli altri, umiltà personale, rispetto, mostrare affetto, condividere ciò che l’altro sta vivendo, non ricambiare il male, vivere in pace. E, se non sempre riusciamo a fare ciò che ci siamo proposti, sentiamoci ripetere da san Paolo: “Non lasciarti vincere dal male. Al contrario, vinci il male, facendo il bene (v. 21).

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Impegnarmi a fare un gesto concreto di fraternità o di servizio verso i fratelli di comunità o di gruppo, non come qualcosa di isolato, ma come un atteggiamento constante.

 

Parola di don Ottorino

Noi abbiamo una grazia grande: quella della comunità

Oltre che per il mio lavoro personale di santificazione io devo sentire il bisogno, vorrei dire anche in modo più urgente, della collaborazione fraterna quando si tratta del lavoro apostolico. Ricordate quante volte l'abbiamo detto e ripetuto: la parrocchia dovete prenderla in mano tutti, dovete lavorare tutti insieme, dovete mettere i problemi sul tappeto.(Med. 18 febbraio 1970)

Noi abbiamo una grazia grande: quella della comunità, quella di essere insieme, di non vivere da soli, ma in tre o quattro insieme. Uniti insieme ci si aiuta, ci si puntella a vicenda: questa è una grazia grande. Ho visto in giro che tanti, tanti sono soli. E invece proprio il senso di familiarità sarà quello che vi salverà. E allora insisto: continuate a progredire insieme, aumentate di giorno in giorno di più quella carità che vi stringe, perché oltre ad essere una virtù oggi gradita al Signore, questa carità sarà quella qualità che domani vi servirà nell'apostolato. È bello, è bello, figlioli. È quello che ho sognato da tanto tempo. È importante invece la parte umana, soprattutto la fraternità, questa unità, questa carità: questa, figlioli, è quella che vuole il Signore e questa è la nostra forza. Ricordatevelo!(Med. 27 ottobre 1965)

 

Ultima modifica il Mercoledì, 28 Giugno 2017 20:16

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