Tenendo fisso lo sguardo su Gesù

Se non prendiamo per modello Gesù, è impossibile la carità.

 “Tenendo fisso lo sguardo su Gesù” Ebrei 12,2

L’autore della Lettera agli Ebrei presenta, nel capitolo 12, come principale esempio di fede lo stesso Gesù. E lo fa servendosi di una metafora presa dai giochi pubblici. Immagina di trovarsi nell’arena di un anfiteatro nel momento di inizio di una corsa per raggiungere un trionfo. Sulle scalinate delle tribune c’è tutta una “nube di testimoni”, che guardano la gara: sono quegli antenati, modelli di fede, che ha ricordato nel capitolo precedente. Come i corridori, aggiunge l’autore, anche noi dobbiamo toglierci di dosso tutto ciò che ci può disturbare e il “peccato che ci assedia” (v. 1), fissando lo sguardo sulla meta, Gesù Cristo, “l’autore e il perfezionatore” della nostra fede (v. 2), modello che mai dobbiamo perdere di vista, per non cadere “esausti per la fatica” (v. 3).

Questa sarà la proposta per la nostra Famiglia durante questo mese: “fissare il nostro sguardo su Gesù”, per poter vivere la carità.

Don Ottorino ci dice che la caratteristica della nostra Famiglia è la carità e la proposta che ci fa è di dare al mondo la testimonianza di questa carità.  Però è impossibile viverla con le sole nostre forze, dentro di noi sorgono tanti ostacoli che ci allontanano dall’ideale. Sono tante le difficoltà per vivere l’amore nella famiglia, nella comunità, nella società, che anche noi possiamo cadere esausti, consumando tutte le nostre forze nell’impegno di amare. Non illudiamoci, dice don Ottorino, senza Gesù come modello non lo potremo.

Egli ha voluto mettere la parola “carità” sotto lo stemma della Congregazione, come base di tutto. E per accendere questa fiamma della carità, per renderla concreta, ci consiglia di rinnovare costantemente il contatto personale con Gesù, poiché Egli è il nostro modello per vivere l’amore. Ci saranno difficoltà, stupidaggini dice don Ottorino, però, se riusciamo a stare faccia a faccia con Gesù, non bisogna aver paura, perché sarà Lui ad accendere in noi il fuoco della carità. Cosi, insieme, riusciremo a vivere l’amore, salveremo la comunità, potremo offrire le difficoltà quotidiane.

Durante questo mese siamo invitati alla preghiera personale, a parlare con Gesù e ad ascoltarlo. Meditando la sua Parola, prendendolo come esempio per vivere la carità, domandandoci ogni giorno: “Che cosa farebbe Gesù in questo momento?” Sì, Lui è il modello, non abbiamo paura dello scoraggiamento e delle cadute, Lui sarà sempre lì per rialzarci e “accenderci” del suo amore. 

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Fare un esame di coscienza circa la nostra preghiera personale. É un incontro “personale e cosciente” con Gesù? E, dopo, proporci un passo per crescere nella preghiera.

 

Parola di don Ottorino:

Dobbiamo prendere come modello Gesù

Quando vogliamo veramente farci santi, non dobbiamo prendere come modello uno qualsiasi. No, dobbiamo prendere come modello Gesù, la parola di Gesù e l’esempio di Gesù. (Med. del 5 agosto 1966)

Figlioli, vi scongiuro in nome di Dio: salviamo le comunità! Dunque, per prima cosa imparate a offrire al Signore. È il segreto per conservare in perpetuo la spiritualità della Congregazione, anzi per accrescere sempre più questa spiritualità, e non creare la parabola discendente, ma per entrare ‘in orbita’. Come seconda cosa fermatevi qualche momento ogni giorno a ‘intendervela’ con il Signore. Se fate così andrete avanti tranquilli, non abbiate paura! Se dovesse capitare qualcosa, qualche stupidaggine, non interessa: fermatevi un momentino con Lui. Per esempio, alla sera, fate la ‘preghiera dell’angelo’ o qualche altra, ma fermatevi a guardare il tabernacolo: “Io lo guardo e lui mi guarda”. Bisogna saper intendersela con Lui, sapendo che c’è Lui lì dentro, parlare con Lui!  Per arrivare alla carità dobbiamo contemporaneamente realizzare l’incontro con Cristo. Ora se vogliamo accendere la carità tra noi è necessario che accendiamo il nostro contatto con il Cristo, e naturalmente verrà la carità. (Med. del 4 aprile 1968)

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