ABBIAMO BISOGNO DI UN CLIMA DI FAMIGLIA

Impegno di Vita di Marzo 2017

“Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!" (Salmo 133,1)

Il salmo 133 è  una breve lode all’unità e all’amore fraterno. Il salmista risalta com’è  buono, utile, dolce e bello che i “fratelli”, non quelli che sono uniti dai vincoli della carne ma uniti per scelta di Dio, si mantengano strettamente uniti. E lo illustra con segni tipicamente orientali: l’olio e la rugiada. L’olio per noi è simbolo dello Spirito Santo: chi lo possiede deve manifestarlo per mezzo dell’amore fraterno. E l’altro segno è la rugiada dell’Ermon, benedizione di Dio che discende sul popolo, che vive nell’unità. La prima frase di questo salmo: “che bello e dolce che i fratelli vivano insieme” sarà quella che ci aiuterà a vivere l’impegno di vita di questo mese.  Don Ottorino voleva che noi formassimo una vera famiglia: tutti chiamati da Dio, tutti fratelli/sorelle, bisognosi gli uni degli altri, disposti a donarci a tutti, cominciando dai fratelli e sorelle di casa, da quelli che vivono con noi condividendo la vita quotidiana. Vivere il clima di famiglia non è solo una virtù da praticare, ma anche una necessità per poter mantenerci in piedi di fronte alle difficoltà di ogni giorno, i problemi della nostra missione, del nostro lavoro, di tutta la nostra vita. Una necessità anche per vivere il nostro carisma. Don Ottorino lo esige con frasi forti, dicendo che aver cura della nostra famiglia e della nostra comunità è il nostro primo impegno.  E non farlo è come lasciare una centrale atomica senza controllo, perché a un dato momento scoppia tutto, rovinando tutto. Perché, ci ricorda: siamo uomini! Cristiani, religiosi/e, laici/ laiche…, però sempre umani e per ciò stesso sempre bisognosi dell’affetto, della tenerezza, del calore della famiglia, delle attenzioni degli altri. 

Durante questo mese, convocati dal salmo e dalla richiesta di don Ottorino, vogliamo vivere quotidianamente com'è  “bello e dolce” vivere insieme come famiglia. L’impegno è quello di fare dei passi concreti, con gesti concreti, che ci aiutino a vivere più “umanamente” tra di noi: preoccupandoci per chi vive al nostro fianco, attenti ai suoi bisogni, alle sue sofferenze, alle sue gioie. Disposti a lasciare i nostri progetti e urgenze per aiutare il fratello o la sorella, che sono il nostro primo apostolato, come ci indica lo stesso don Ottorino: “coltivandoli come il fiore più bello”. Pertanto un mese per “fertilizzare” la familiarità, rimuovere ciò che può danneggiarla, potare ciò che impedisce viverla e gioire dei piccoli gesti della vita familiare, comunitaria o di gruppo.

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Rinnovare il nostro impegno con gesti concreti, per far crescere il clima di famiglia nella nostra comunità o gruppo. Mi impegno a fare un gesto “di famiglia” per vivere la parola di questo mese.

 

Ultima modifica il Mercoledì, 01 Marzo 2017 01:31

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