IL SEGRETO PER CONSERVARE LO SPIRITO DELLA FAMIGLIA È L’IMPEGNO DI VITA

«Venite in disparte, in un luogo deserto,

e riposatevi un po'»

(Mc 6, 31)

 

Gesù, dopo aver chiamato i dodici, manda in missione i suoi apostoli due a due, raccomandando loro di non portare molte cose con sé, confidando solo nella sua Parola e nello Spirito che li guidava. Al ritorno, si riuniscono con lui per raccontargli tutto ciò che avevano vissuto durante la loro esperienza missionaria. E lui li invita ad andare insieme a un luogo “ritirato” per riposare un po’ e condividere quanto avevano vissuto nell’intimità del piccolo gruppo. È questo anche per noi l’invito per questo mese: andare in un posto ritirato, con Gesù, per riposare un po'.Dopo questo incontro intimo del Maestro con i suoi apostoli, essi assisteranno alla moltiplicazione dei pani e impareranno che con Gesù in mezzo l’impossibile  è  possibile.

Anche come Famiglia di Don Ottorino siamo invitati a ritrovarci per condividere tra di noi, con Gesù in mezzo, la nostra vita: le gioie, le tristezze, le sfide, il lavoro, la fede … in sintesi, per parlare delle “nostre cose”. Questo incontro “ritirato” dall’attività quotidiana don Ottorino lo ha chiamato “Impegno di Vita” e diceva che, se lo si viveva bene, era il segreto per conservare vivo lo spirito della Famiglia.

Lo spirito della Famiglia di don Ottorino non è un tesoro da conservare in un museo, non sarebbe un vanto conservarlo intatto, al contrario, don Ottorino ci dice che non sarebbe contento se, dopo cinquant’anni, vedesse che lo spirito della Famiglia non è cresciuto. Questa è la nostra sfida: far crescere lo spirito, che Dio ci ha donato per mezzo di don Ottorino, e lo faremo se cresce in profondità e nel contenuto l’Impegno di Vita, se veramente “impegniamo” la nostra vita nell’incontro con i fratelli e le sorelle; se realmente si accende il cuore al ritrovarci e parlare delle “nostre cose” con Gesù in mezzo. 

I nostri documenti congregazionali ci stimolano a impegnarci a far crescere in qualità i nostri incontri. Questo sarà l’impegno di questo mese e, in realtà, la constante preoccupazione di tutta la nostra vita. Anche Don Venanzio nella Lettera alla Famiglia ci propone per quest’anno la sfida di crescere “pensandoci, sentendoci e presentandoci come Famiglia”,  indicando come uno degli “strumenti” adatti l’Impegno di Vita, che è un elemento carismatico, che qualifica il nostro carisma ottoriniano. 

Come gli Apostoli, anche noi, dopo l’Impegno di Vita vissuto in profondità, siamo invitati ad andare insieme in missione, ciascuno al suo posto, dove si realizzerà il miracolo, perché lo Spirito di Gesù è con noi. E ritorneremo al prossimo Impegno con le gioie e le tristezze, con i successi e le sconfitte, per condividere e impegnare la nostra vita.

  • Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

 

Vivere con maggior intensità l’Impegno di Vita, cercando di condividere la vita, cercando che tutti esprimano qualcosa e che tutti ascoltino il fratello e la sorella con il cuore aperto.

 

  • PAROLA DI DON OTTORINO

 

Nell'Impegno di Vita ci aiutiamo a fare insieme quello che vuole Gesù

Ecco allora “l’Impegno di Vita” che settimanalmente deve portarci a parlare di Gesù e a confrontare la nostra vita sulla linea maestra che ci porta il Signore nel Vangelo. Ogni settimana ci raduniamo in ‘unum’ e alla luce del Vangelo guardiamo se veramente assomigliamo, individui e comunità, al Maestro, cioè se facciamo quello che vuole Gesù. Io mi incontro con lui, cerco di essere amico suo, di volere tanto bene a lui; il fratello fa altrettanto, e ogni settimana ci mettiamo insieme e parliamo di lui. Il segreto per conservare lo spirito è l’Impegno di Vita fatto bene in ogni comunità, fatto sul Vangelo, con la semplicità evangelica. È un incontro di anime, perché dopo l’Impegno di Vita sul Vangelo si passa naturalmente a parlare delle cose comuni, cioè del lavoro apostolico: ci si incontra. Se vogliamo che le nostre comunità conservino il carattere di santuari bisogna fare bene l’Impegno di Vita settimanale: si parla insieme di queste cose, si parla di lui, si parla del Vangelo, della necessità di vivere il Vangelo, del modo per applicarlo. Questo, per conto mio, conserva lo spirito di fede; questo perpetua lo spirito della Congregazione. (Med. del 12 aprile 1967)

Ultima modifica il Sabato, 31 Dicembre 2016 10:14

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