APRIRE IL CUORE A CHI VIVE NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI

"La porta è generosamente aperta, ci vuole un po’ di coraggio da parte nostra per varcare la soglia. Coraggio! Entriamo per questa porta!" (Papa Francesco)

IMPEGNO DI VITA - AGOSTO

"Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi" (Mt 25, 35-36)

Come ben sappiamo le parole che ci proponiamo di trasformare in vita in questo mese: "Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi", fanno parte del grandioso scenario del giudizio di Dio, in cui Gesù stesso parla di sé come del Figlio dell’uomo, che dopo aver donato la sua vita, ritornerà nella gloria per accogliere nel suo Regno coloro che avranno amato e soccorso i fratelli bisognosi di aiuto: coloro che soffrono la fame e la sete, gli stranieri, coloro che non hanno di che vestirsi, i malati, i carcerati. Il Papa Francesco con la decisione che gli viene dallo Spirito Santo sta riportando la Chiesa a questa essenzialità della sua missione. Con parole e gesti profetici pone se stesso e tutti noi di fronte all’urgenza di rimettere i poveri al centro dell’impegno pastorale. Anche in questo troviamo una totale coincidenza con le parole e l'esempio di vita di don Ottorino. Ci diceva: "Figlioli miei, voi vi incontrerete con della povera gente che patisce la fame perché non ha lavoro; voi vi incontrerete con dei poveri orfani rimasti abbandonati, senza nessuno... Voi, voi, in una parrocchia, cari figlioli, sarete il papà e la mamma di queste creature... Ricordatevi bene che quelli sono vostri fratelli, ricordatevelo bene: sono vostri fratelli! Non basta gridare dal pulpito: la fraternità, la fraternità! Discendi dal pulpito, entra nella casa della vedova e porta un aiuto a quella povera donna. La carità ti porta non soltanto a dare dieci lire a quei poveri orfani, a quei ragazzi sulla strada, ma a vedere come tu, da papà, puoi aiutare quelle creature, risolvere i loro problemi: Ecco la carità: aiutare, aiutare! (Meditazione del 7 dicembre 1966) Don Ottorino e il Papa Francesco parlano con passione e dolore di come noi, se vogliamo essere veri discepoli di Gesù e mettere in pratica le sue parole, dobbiamo essere e agire con i poveri di oggi, colpiti da sempre nuove povertà che feriscono insieme corpo e anima. Papa Francesco le chiama "periferie esistenziali". C'è una sintonia con i poveri che deve essere sentita prima nell'anima, da anima a anima, e che si traduce poi in azione. I poveri sono nostri fratelli. Sono parte integrante di una Chiesa che è Famiglia. Chi è chiamato a essere pastore di questa Chiesa - non solo i preti e diaconi ma ogni discepolo di Gesù che assuma la responsabilità del fratello come il samaritano - deve amare, aiutare, curare le ferite, con il cuore di un padre e una madre.

Come vivere, allora, la Parola dell'Impegno di Vita di questo mese?

Chiedere nella preghiera la grazia al Signore di convertire la nostra anima ai poveri per vivere con loro delle relazioni che ce li facciano sentire come dei familiari.

Ultima modifica il Martedì, 02 Agosto 2016 23:40

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