TENERE FISSO LO SGUARDO SULLA MISERICORDIA

IMPEGNO DI VITA FEBBRAIO 2016

"Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo" (Ef 2,4-5)

Il testo che sarà il nostro riferimento per l'Impegno di Vita di questo mese è preso dalla lettera di Paolo agli Efesini. L'incontro con Gesù trasforma Paolo in un apostolo instancabile e appassionato per annunciare a tutti che Gesù è la salvezza dell'umanità. Non importa se si è stati immersi nelle colpe e nei peccati, perché Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ama, ci fa rivivere con Cristo fino a renderci partecipi della sua risurrezione. È una verità a cui non possiamo aderire solo con la nostra mente ma di cui dobbiamo fare esperienza con la nostra vita. Paolo sapeva che Dio era misericordioso ma non ne aveva fatto l'esperienza. Lui era uno che osservava veramente tutta la legge fin nei suoi minimi dettagli. Si considerava, pertanto, giusto e non peccatore. Proprio per questo non si era mai sentito amato da Dio gratuitamente. Perché l'amore lui se lo meritava. Però, sulla via di Damasco la luce di Gesù lo fa cadere a terra e lo salva (cfr At 9, 1-9). Le parole di Gesù lo sconvolgono profondamente. Si sente chiamato per nome e messo di fronte alla sua situazione di persecutore. È in quel momento che per la prima volta nella sua vita fa l'esperienza di un Dio misericordioso e tenero. Si sente messo a nudo nella sua più intima realtà di uomo peccatore, vede e accetta la verità di ciò che è e nonostante questo, anzi proprio per questo, si sente amato di un amore che è pura grazia. È questo il passaggio obbligato di una vera esperienza di Dio anche per ognuno di noi. Papa Francesco ha raccontato anche lui la sua storia di conversione che è coincisa con la sua vocazione, quando, ancora adolescente, ha sentito il bisogno di entrare in una chiesa per confessarsi. Il suo confratello gesuita P. Antonio Spadaro nella prima intervista gli ha chiesto: "Chi è Mario Bergoglio?" e lui ha risposto così: "Sono un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi". Nel suo magistero di papa in tutti questi anni non ha mai smesso di battere su questo chiodo della misericordia. Il Giubileo è come l'iniziativa più massiccia da lui messa in atto affinché la Chiesa torni ad essere annunciatrice della misericordia per gli uomini del nostro tempo. Lo sarà se essa stessa e ognuno di noi in essa ne faremo esperienza. Il mondo ha assoluto bisogno di questa testimonianza. Don Ottorino diceva: "È vero, sono stato cattivo, ma il Signore mi ama e continua ad amarmi. A volte penso a Gesù che nell'Orto degli Ulivi pensava proprio a me. Vi rendete conto? È Cristo che vuol bene proprio a me e mi ama, in Paradiso, nel tabernacolo!" (Meditazione 20 agosto 1966)

Come vivere, allora, la Parola di Dio dell'Impegno di Vita di questo mese?
Verificare bene in questo mese se veramente mi sento amato e perdonato da Dio e se questo mi dà una gioia tale da desiderare di comunicarla ad altri. 

DIVENTARE NOI STESSI SEGNI EFFICACI DELL'AGIRE DEL PADRE

Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre. È per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia come tempo favorevole per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la testimonianza dei credenti... Ho scelto la data dell’8 dicembre perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell’evento. Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. I Padri radunati nel Concilio avevano percepito forte, come un vero soffio dello Spirito, l’esigenza di parlare di Dio agli uomini del loro tempo in un modo più comprensibile. Abbattute le muraglie che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il Vangelo in modo nuovo. Una nuova tappa dell’evangelizzazione di sempre. Un nuovo impegno per tutti i cristiani per testimoniare con più entusiasmo e convinzione la loro fede. La Chiesa sentiva la responsabilità di essere nel mondo il segno vivo dell’amore del Padre.

(Papa Francesco, Il volto della misericordia, 3-4) 

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Febbraio 2016 17:35

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