GESÙ NON SI È FERMATO AI PIEDI DEL CALVARIO

IMPEGNO DI VITA DI NOVEMBRE 2015

"A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro" (Lc 6,29-30)

La proposta dell'Impegno di Vita per questo mese può servirci per fare una verifica alla luce del Vangelo. La frase di don Ottorino: "Gesù non si è fermato ai piedi del Calvario", ci indica il tono che avrà questa revisione di vita: vedere se nel nostro cammino con il condimento delle difficoltà, della croce, non ci fermiamo davanti al dolore, ma continuiamo animati dalla testimonianza e dalla parola di Gesù.

Il testo del Vangelo: "A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro", ci spinge all'amore senza condizioni, un amore che va più in là di ciò che è comandato, amando anche il nemico: colui che ti percuote sulla guancia, che ti strappa il mantello, che ti prende quello che è tuo... La risposta umana è quella di pagare con la stessa moneta, Gesù ci propone di andare più in là nell'amore: offrire l'altra guancia, dare anche la tunica, non reclamare. E come dice don Ottorino, parlando di Gesù di fronte al Calvario, la parte umana non si entusiasma con questa proposta, al contrario diciamo: "che passi questa prova" o reclamiamo: "perché ci hai abbandonati, perché succede questo a me, se io ho fatto le cose bene, perché debbo essere io che fa il primo passo?".

E se questo primo passo ci sembra difficile: "amare tutti, anche se l'altro mi fa soffrire", il seguente passo non presenta minori difficoltà: "debbo vivere tutto questo mostrando gioia" e non perché sono masochista o perché non senta dolore, ma perché mi muove l'amore di Gesù.
Quando uno medita su queste proposte di Gesù lo fa, molte volte, guardando lontano: "i nemici stanno fuori", però la maggior parte delle volte le difficoltà si vivono nella propria famiglia, nella comunità religiosa, nella pastorale, con i vicini, nel lavoro. È lì dove siamo chiamati a non fermarci né chiuderci, ma ad amare e rallegrarci.

È scontato che questo è impossibile per noi esseri umani e limitati. È una proposta di cammino nella quale faremo dei passi, se Dio è il centro della nostra vita, se siamo innamorati di Lui e se rinnoviamo continuamente il nostro dialogo con Lui nella preghiera. Ricordiamo che, come dice don Ottorino, dando questi due passi saremo gli apostoli che il mondo attende in questo tempo.

Come vivere, allora, la Parola dell'Impegno di Vita di questo mese?

Confrontandomi con la proposta di don Ottorino, domandarmi se riesco ad amare i fratelli e le sorelle che mi fanno soffrire; e se posso vivere i momenti duri, non come vittima, ma con la gioia di sapere che Gesù mi ama e sta con me in quei momenti.

Il motore di tutte le mie azioni - ma proprio di tutte... - deve essere l'amore

Il Signore Gesù quando è salito al Calvario lo faceva per amore, nonostante che la sua natura fosse restia... "Padre, se è possibile, passi questo calice..." (cfr Mt,26-42), "Padre, perché mi hai abbandonato?" (Mt 27,46) ... La parte sensibile non sentiva nessun entusiasmo per quello che Lui faceva. C'era in Lui solo la volontà di donarsi, perché Dio Padre lo voleva. Il motore di tutte le azioni di Gesù era l'amore verso il Padre, la carità verso di noi, nonostante la sua natura fosse restia... Se noi non siamo totalmente di Dio in modo che le nostre azioni siano motivate solo dall'amore, non siamo gli apostoli che il mondo attende. (Meditazione 14 dicembre 1967) Per questo dalla passione del Signore devo imparare a vivere la mia Messa ogni giorno, ossia, portare il contributo del mio sangue al sacrificio dell'altare, devo continuare essendo Cristo. Cristo, mio fratello glorioso, sta in cielo; io qui in terra, devo continuare essendo Lui, mostrando che accetto con gioia la croce di tutti i giorni. "Perché siete così contenti? Non avete croci?". "No, le accettiamo per amore a Gesù, le offriamo per amore a Gesù". (Meditazione 26 novembre 1968) 

Ultima modifica il Lunedì, 30 Novembre 2015 21:34

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