TUTTO ALLA PRESENZA DI GESÙ

Impegno di Vita - Settembre 2015

Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono (Mt 5,23-24) 

Tutto alla presenza di Gesù: per don Ottorino non era un’idea o un proclama, era un ideale vissuto quotidianamente. Chi l’ha conosciuto è testimone dell’eloquenza dei suoi gesti: la meditazione quotidiana con lo sguardo fisso nel Tabernacolo (“io lo guardo, lui mi guarda”), la relazione con Gesù segnata dal silenzio e dall’ascolto orante; le brevi visite in chiesa prima di uscire di casa e al rientro (“porto” Gesù con me); il suo parlare di Gesù senza timore, cosciente che è il bene più prezioso che egli era chiamato ad offrire al mondo. Gesù ha segnato la storia di don Ottorino e la sua vita ha parlato e continua a parlare di Gesù. Fa bene chiederci: Chi è Gesù per me? Come ha segnato e segna la mia vita? Che cosa dice di lui la mia vita? Tutto alla presenza di Gesù vuol dire ritorno all’essenziale, al bene che nessuno può toglierci, al solo bene veramente necessario per noi e che siamo chiamati ad offrire.

La parola del Vangelo proposta si trova nel Discorso della Montagna, “carta d’identità” del cristiano, programma di santità che va controcorrente rispetto alla mentalità del mondo. Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo. L’amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù arriva ad affermare che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con il prossimo. E dice così: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono”. Siamo chiamati a riconciliarci con i nostri fratelli per rendere autentico e sincero il nostro incontro con Gesù, nella preghiera personale e nelle celebrazioni della fede (vedi testo di don Ottorino). Sono parole che dicono come fare della nostra vita un’offerta gradita a Dio Padre e un dono gioioso per i nostri fratelli.

Quando si cammina alla presenza di Gesù crescono l’unità nella carità e la fratellanza. Chi non cammina alla presenza di Gesù si corrompe come l’acqua stagnante. Facendo spazio alla sua presenza in noi ci scopriamo famiglia dei figli di Dio, fino a riconoscere con stupore e gratitudine che tutto è grazia, perfino le fatiche (quanta fatica nel dare il perdono e nel riconoscere che abbiamo bisogno di chiedere e di ricevere il perdono!) e le contraddizioni del vivere umano, se queste vengono vissute con cuore aperto al Signore, con il cuore del peccatore pentito.

Come vivere, allora, la Parola dell'Impegno di Vita di questo mese?

In ogni comunione che facciamo cerchiamo di far memoria delle parole di Gesù di questo Impegno di Vita e pensiamo che con Gesù accogliamo anche ogni nostro fratello o sorella.

 

Il mio Dio è proprio qui, dentro di me e in ogni persona che incontro

“Vi rendete conto che Dio è presente? Che è presente nella mia stanza? Che in questo momento, per sua grazia, è presente dentro di me? Che la Santissima Trinità abita dentro di me? Fratelli miei, potessimo noi avere questa coscienza della presenza di Dio, la coscienza che Dio, il mio Dio è proprio qui, dentro di me! Se noi avessimo questa coscienza di un Dio personale, di un Dio che mi guarda, di un Dio che mi ascolta, di un Dio che mi ama, come sarebbe diversa la nostra vita!... (Meditazione 27 gennaio 1967).

Io vorrei che ognuno di voi potesse vivere così. Ti trovi per strada con una persona: quello è il prossimo che il Signore ha messo sulla tua strada per fargli del bene. Non la conosci, è simpatica o antipatica: quello è il tuo prossimo! Perciò, se tu ti incontri con Tizio, in quel momento il prossimo è Tizio e tu devi trattarlo con carità. Tu trovi un’altra persona, Caio: devi trattarlo con carità! È Lui, Gesù, che ti passa vicino e vuole essere trattato con amore, con dolcezza. Se i nostri cristiani riescono a capire queste cose, è una gioia, è un paradiso!” (Meditazione 27 gennaio 1966).

Ultima modifica il Mercoledì, 02 Settembre 2015 09:38

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