PARLARE DELLE COSE NOSTRE

MARZO 2015 - Impegno di vita

I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: "Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome" (Lc 10,17) 

 

La Parola che in questo mese ci viene proposta come Impegno di Vita ci parla della gioia che possiamo provare quando ci troviamo insieme per parlare delle cose di Dio, riconoscendo la sua presenza nel nostro operare. L'evangelista Luca ci presenta Gesù che, mentre sta compiendo il suo viaggio verso Gerusalemme, sceglie e invia, oltre agli apostoli, altri settantadue discepoli incaricandoli di andare nei villaggi a preparare la sua venuta. Il versetto che faremo oggetto del nostro Impegno di Vita ci descrive tutta la gioia dei discepoli per l’esito positivo della loro missione. Il segno più evidente che essi vedono è la sottomissione dei demoni. La vittoria sul male è riconosciuta come la conseguenza di un’autorità ricevuta dall’alto. Gesù viene qui indicato con il titolo di Signore (Kyrios) per designare l’autorità divina con cui egli agisce e di cui fa anche loro partecipi. Essi, comprendendo che l’esito positivo della loro missione dipende esclusivamente dalla grazia divina comunicata loro da Gesù, fanno l'esperienza che tutto ha la sua radice ultima nell’essere conosciuti e amati da Gesù e che ciò che conta non è il risultato dell’azione evangelizzatrice, ma la nuova realtà di unità con Gesù e tra loro che si viene a creare. Questo produce in loro una grande gioia che non riescono a trattenere per sé, ma hanno un urgente bisogno di comunicarsi tra loro. Importante è anche vedere nell’invio dei settantadue discepoli un significativo ampliamento della missione. Con questo Luca vuole sottolineare che l’opera dell’evangelizzazione non è affidata a un solo gruppo di persone, come quello degli apostoli, ma a tutti i membri della comunità. Pensiamo a come don Ottorino, fin dagli inizi si attorniò di amici e collaboratori, uomini e donne, laici e non, affinché lo aiutassero nella sua opera. A loro chiedeva aiuti materiali, professionali, consigli, ma soprattutto preghiere, sacrifici e coinvolgimento nell’opera intrapresa attraverso la testimonianza che siamo fratelli tra noi, e con il fratello Gesù, protesi verso l'eternità.

L’Impegno di Vita diventa allora l'occasione privilegiata per vivere la gioia di trovarsi insieme, sentendoci chiamati personalmente e comunitariamente dal Signore a una stessa missione e per leggere insieme con gli occhi e il cuore di Dio le meraviglie che ogni giorno il Signore opera in noi e attraverso di noi. Questo rafforzerà enormemente i nostri legami fraterni. Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di Vita di questo mese? Vivere la nostra vita quotidiana come inviati da Gesù a vincere il male con il bene del nostro amore e poi nel nostro incontro settimanale o mensile trasmetterci con gioia quanto Dio sicuramente ha operato in noi. 

 

LA GIOIA DI PARLARE DELLE COSE

la parola di don Ottorino

Ecco allora “l’Impegno di Vita” che deve portarci a parlare di Gesù e a confrontare la nostra vita sulla linea maestra che ci porta il Signore nel Vangelo. Ogni settimana ci raduniamo in ‘unum’ (in unità) e alla luce del Vangelo guardiamo se veramente assomigliamo, individui e comunità, al maestro, cioè se facciamo quello che vuole Gesù. Io mi incontro con lui, cerco di essere amico suo, di volere tanto bene a lui; il fratello fa altrettanto, e ogni settimana ci mettiamo insieme e parliamo di lui. Io penso al nostro ‘Impegno di Vita’ come all’incontro tra San Benedetto e Santa Scolastica, la quale ha voluto rimanere a conversare di Dio con il fratello, e ha fatto persino piovere per poter continuare ‘l’Impegno di Vita’! Volesse il Cielo che a un dato momento tu, Antonio, facessi piovere per poter continuare: “Parliamo un’altra oretta del Signore; stiamo qui un’altra mezzoretta a parlare del Vangelo!”. “Ma, bisogna mangiare, la pastasciutta diventa fredda!”. “Non importa!”. “Il riso...”. “Non importa; parliamo delle cose nostre...”. Ecco la Comunità! (Don Ottorino, Meditazione 12 febbraio 1967)

Ultima modifica il Domenica, 01 Marzo 2015 15:06

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