IL LAVORO UNA COSA SANTA

FEBBRAIO 2015 - Impegno di vita

 

Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale (Rm 12,1)


In questo mese il tema dell'Impegno di Vita è il lavoro come mezzo di santificazione. La Parola di Dio che illumina questo tema è presa dalla lettera di Paolo ai Romani, nel versetto in cui egli parla del "culto spirituale", esortando a vivere un culto che non sia solo liturgico ma interiore, non solo sacrale ma legato alla vita di tutti i giorni. Non è necessario entrare in una chiesa per celebrare questo culto, ma si può celebrarlo in qualsiasi situazione ci si trovi... in famiglia, a scuola, per strada, mentre si fanno delle compere, nelle svariate occupazioni della vita e anche nel lavoro. In questo culto l'offerta da fare è quella del proprio corpo, cioè della propria vita secondo tutte le dimensioni in cui essa è articolata: pensieri, affetti, relazioni, azioni. Quello che fa che tutta questa vita diventi culto è la mozione dello Spirito che ce la fa vivere come una offerta a Dio, rendendoci disponibili totalmente a Lui.
Questa Parola di Dio don Ottorino l'ha vissuta come impegno e sfida affinché niente di sé, neanche il suo lavoro, rimanesse estraneo alla vita di Dio. Questo era anche il suo progetto per una nuova umanità. Egli sentiva che il lavoro era la realtà che più si era allontanata da Dio e che aveva, quindi, più bisogno di essere riscattata e santificata. Sono tante, infatti, le fatiche che accompagnano il mondo del lavoro, segnato spesso da grandi ingiustizie e oggi, sempre di più, dalla più grande delle ingiustizie che è quella della mancanza di lavoro per tanti uomini e donne. Nonostante questo il cristiano, secondo don Ottorino, deve avere coscienza che il lavoro unito all'offerta e alla preghiera serve non solo al progresso terreno, ma alla santificazione personale e alla costruzione del Regno di Dio nel mondo.
Dedichiamo ogni giorno tante ore al lavoro. Facciamo delle attività che strutturano fortemente la nostra esperienza di vita. Spesso siamo presi dall'angoscia del futuro per la possibile perdita del lavoro e a volte anche dalla disperazione di non avere lavoro. In ogni caso non possiamo perdere di vista il vero senso del lavoro trasformandolo in una offerta a Dio come vero atto di culto. Il lavoro è essenziale, pero è Dio, non il lavoro, la
fonte della vita e il fine dell’uomo, afferma categoricamente la Dottrina Sociale della Chiesa. Solo nella visione di Dio il lavoro, uscendo dalla logica del consumismo e del materialismo, contribuirà a costruire la fraternità universale.
Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?
All'inizio di ogni giornata offrire a Dio il nostro lavoro perché sia collaborazione all'opera creatrice di Dio, mezzo di santificazione per ognuno di noi e per i nostri fratelli, servizio e solidarietà per un mondo più umano e fraterno.

Nella casa di Nazaret si lavorava con amore

Santifichiamo il nostro lavoro? Sentiamo che quando lavoriamo facciamo una cosa grande, santa, voluta da Dio? Figlioli, ve l’ho detto tante volte, dovete considerare lavoro una passeggiata; dovete considerare lavoro la ricreazione; dovete considerare lavoro, in modo particolare, lo studio, la fatica che fate a scuola; il lavoro in officina, nei vari laboratori, in ufficio... Tutto quello che noi facciamo ogni giorno, è voluto dal Signore. È il lavoro che il Signore richiede da noi per la nostra santificazione, perché possiamo ottenere un po’ di merito per il Paradiso. Giuseppe, Gesù e Maria, nella casa di Nazaret, hanno lavorato per obbedire a Dio e hanno lavorato con amore, veramente con amore. (Don Ottorino, Meditazione 1 maggio 1965)

Il Signore affida a noi questa missione: “Andate in tutto il mondo, dappertutto; e dite agli uomini, in nome di Dio, che centro di interesse deve essere Dio e che il lavoro è una cosa santa, è una cosa benedetta, è una cosa che ha fatto, persino, il Divino Maestro di Nazareth”. (Don Ottorino, Meditazione 6 gennaio 1962) 

Ultima modifica il Lunedì, 02 Febbraio 2015 08:14

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