DIO AL TELEFONO

DICEMBRE 2014 - Impegno di vita

 

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa" (Mt 1,20)

In questo mese siamo invitati ad alzare la suoneria del cellulare del nostro cuore per non perderci nessuna delle chiamate che Dio ci fa e rispondergli prontezza. Dio, infatti, ci parla spesso e in molti modi. Attraverso la Parola del Vangelo dell'Impegno di Vita di questo mese comprendiamo come “l'angelo del Signore”, messaggero di una chiamata di Dio, faccia scoprire a Giuseppe la dimensione più profonda della vita e degli eventi. Aiuta a fare la radiografia degli avvenimenti e a percepire l’appello di Dio che, ad occhi nudi, non si percepisce. L’angelo fa capire a Giuseppe che la gravidanza di Maria è frutto dell’azione dello Spirito Santo. Dio stesso, il giorno della creazione, aleggiava sulle acque e riempiva di forza la parola creatrice di Dio (Gen 1,2). In Maria avviene la nuova creazione. È l’inizio del nuovo cielo e della nuova terra, annunciati da Isaia (Is 65,17). Il figlio di Maria riceve due nomi: Gesù ed Emanuele. Gesù significa “Yavé salva”. La salvezza non viene da ciò che noi facciamo per Dio, bensì da ciò che Dio fa per noi. Emanuele significa “Dio con noi”. Nell’uscita dall’Egitto, nell’Esodo, Dio scende accanto al popolo oppresso (Es 3,8) e dice a Mosé: “Io sarò con te” (Es 3,12) e da quel momento in poi non abbandona più il suo popolo. I due nomi, Gesù ed Emanuele, rendono concreta e perfino superano la speranza del popolo.
Siamo invitati a diventare giusti come Giuseppe, ma la sua giustizia era differente. Già anticipatamente praticava ciò che Gesù avrebbe insegnato più tardi: “Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 5,20). Come uomini di Dio siamo chiamati a entrare nella logica di Dio “il Giusto”. Solo entrando nella meravigliosa musica della volontà di Dio, in ascolto delle sue chiamate, potremo portare nel mondo la nuova creazione. Non sarà opera nostra e neanche frutto delle nostre capacità, ma solo opera di "Colui che salva" e che sta sempre operando per il suo popolo sofferente.
Ma come diventare giusti come Dio? Come permettere a Dio di attuare nella nostra vita la sua opera salvifica? Nell’ascolto continuo e obbediente della sua volontà, in ogni istante fare in modo di essere preoccupati di dire, di pensare e di fare solo quello che vuole Dio. Nella palestra dell’ascolto del Signore diventeremo gli uomini e le donne di Dio (cristiani fino in fondo) che possono cambiare il mondo.
Come vivere, allora, la Parola dell'Impegno di Vita di questo mese?
Essere attenti a confrontare le nostre azioni con la volontà di Dio, facendo delle chiamate a Dio e rispondendogli quando Lui ci chiama. Fare questo esercizio di chiamare e ascoltare Dio anche nelle piccole e ordinarie cose della giornata.
Entrare nella meravigliosa musica della volontà di Dio
Bisogna che entriate in questa meravigliosa musica, che è la volontà di Dio, per cui in ogni istante siate preoccupati di essere, di dire, di pensare e di fare solo quello che vuole Dio. Dovete essere contenti solo quando, in ogni istante, compite la volontà di Dio.
Più di una volta ho sentito dire: “Non è questione di numero di preti, ma della loro qualità”. Perché il mondo non va bene? Perché non è sufficientemente cristiano? A motivo della qualità! Qualcuno ha anche detto che i cristiani d'oggi sono come un sasso bagnato solo esteriormente di cristianesimo. Il “cristiano fino in fondo” è un uomo che vive solo di Dio: vive in cielo e vive in terra, è perfetto uomo e perfetto Dio, in certo qual senso; cioè è un uomo come gli altri: generoso, buono, obbediente, allegro e gioioso, vorrei dire più gioioso degli altri, però un uomo che tu vedi e capisci subito essere in contatto con Dio, preoccupato di vivere solo per il Signore.
(Don Ottorino, Med. 4 aprile 1969) 

Ultima modifica il Lunedì, 01 Dicembre 2014 08:06

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