“Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto” Lc 1,45

All’inizio del Vangelo, Luca sottolinea la prontezza di Maria nel servire. L’angelo le parla di Elisabetta che è incinta e immediatamente Maria si dirige in fretta a casa sua per aiutarla. Maria comincia a servire e a compiere la sua missione in favore del popolo di Dio. Nell’incontro delle due donne si manifesta il dono dello Spirito. Il bambino salta di gioia nel grembo di Elisabetta. La Buona Notizia di Dio rivela la sua presenza nelle cose più comuni della vita umana: due donne si visitano per aiutarsi mutuamente. Visita, gioia, gestazione, bambini, aiuto mutuo, casa, famiglia: in tutto questo Luca vuole che le nostre comunità e tutti noi avvertiamo e scopriamo la presenza di Dio. Elisabetta dice a Maria: “Benedetta tu fra tutte le donne e benedetto il frutto del tuo seno”. E poi aggiunge la frase, che ci accompagnerà durante questo mese: “Beata te che hai creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ti ha detto”. È l’elogio di Elisabetta a Maria e quello che Luca ricorda alle comunità: credere nella Parola di Dio, perché la Parola di Dio ha la forza di realizzare tutto ciò che dice. È Parola creatrice. Genera vita nel seno della Vergine, nel seno della gente povera, che l’accoglie con fede. Maria ed Elisabetta già si conoscevano e, tuttavia, in questo incontro scoprono tutte e due un mistero che ancora non conoscevano e che le riempì di tanta gioia. Anche oggi incontriamo persone che ci sorprendono con la loro sapienza e con la testimonianza di fede che ci danno. Però forse ci costa scoprire Dio nella quotidianità della nostra vita. Perché? Che cosa ci impedisce di scoprire e di vivere la gioia della presenza di Dio nella nostra vita? L’atteggiamento di Maria davanti alla Parola esprime l’ideale che Luca vuole comunicare alle comunità: non chiudersi in se stesse, uscire, essere attente ai bisogni concreti delle persone e cercare di aiutare gli altri. Noi, insieme con don Ottorino, chiediamo alla Madonna di rimanere sempre vicino a noi, di suggerirci i passi che dobbiamo fare, di correggerci e di aiutarci. Questo egli ci dice: “La Congregazione è tua. I suoi membri sono tuoi figli. Le sue difficoltà sono croci di famiglia. Fa’ che in tutti risplenda la serenità dei santi e continua a tenere in mano il timone della barca… Se disgraziatamente succedesse che ci dimenticassimo di essere tuoi figli, tu non dimenticarti di essere nostra Madre”. (Lettera a Maria 25/07/1972)

Come vivere, allora, la Parola dell’Impegno di vita di questo mese?

Accogliendo l'invito del Papa, chiedere alla Madonna di darci occhi più sapienti per guardare il mondo come un’opera meravigliosa di Dio e di aiutarci a ringraziare ogni giorno per il dono della vita.


 

Papa Francesco

Guardare il mondo con occhi sapienti

Maria, la madre che ebbe cura di Gesù, ora si prende cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito. Così come pianse con il cuore trafitto la morte di Gesù, ora ha compassione della sofferenza dei poveri crocifissi e delle creature di questo mondo sterminate dal potere umano. Ella vive con Gesù completamente trasfigurata, e tutte le creature cantano la sua bellezza. Elevata al cielo, è Madre e Regina di tutto il creato. Nel suo corpo glorificato, insieme a Cristo risorto, parte della creazione ha raggiunto tutta la pienezza della sua bellezza. Lei ora anche comprende il senso di tutte le cose. Perciò possiamo chiederle che ci aiuti a guardare questo mondo con occhi più sapienti. Insieme a lei risalta la figura di san Giuseppe. Egli ebbe cura e difese Maria e Gesù con il suo lavoro e la sua presenza generosa. Nel Vangelo appare come un uomo giusto, lavoratore, forte. Ma dalla sua figura emerge anche una grande tenerezza, che non è propria di chi è debole ma di chi è veramente forte, attento alla realtà per amare e servire umilmente. Anche lui può insegnarci ad aver cura, può motivarci a lavorare con generosità e tenerezza per proteggere questo mondo che Dio ci ha affidato. 

(Lettera Enciclica "Laudato si'" nn. 241-242)

LA SOBRIETÀ È LIBERANTE

Aspettava da me qualche cosa: un sorriso. Glielo diedi.

UN RITORNO ALLA SEMPLICITÀ

PERDONA, SOPPORTA, COMPRENDI, AIUTA E PER TUTTI ABBI UN SORRISO

NON PRETENDETE DI AVERE PER FRATELLI DEGLI ANGELI

LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO

UNITI TRA VOI COL CRISTO PRESENTE SARETE UNA POTENZA

ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ

Non posso realizzare una santità individuale! Dobbiamo farci santi insieme.

Vorrei pregarvi in nome della Madonna: state uniti insieme!

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù

ABBIAMO BISOGNO DI UN CLIMA DI FAMIGLIA

TUTTI RESPONSABILI DELLA SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA

IL SEGRETO PER CONSERVARE LO SPIRITO DELLA FAMIGLIA È L’IMPEGNO DI VITA

CANTARE CON MARIA LA MISERICORDIA DEL PADRE

AFFIDARE CHIESA, UMANITÀ E COSMO ALLA SIGNORIA DI CRISTO

INTRODURRE TUTTI NEL GRANDE MISTERO DELLA MISERICORDIA

SCOPRIRE CRISTO NEL POVERO

APRIRE IL CUORE A CHI VIVE NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI

Essere pellegrini della misericordia

VIVERE E ANNUNCIARE LA MISERICORDIA

ESSERE UNA CHIESA AVVOLTA DALLA TENEREZZA

MISERICORDIOSI COME IL PADRE

LA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

TENERE FISSO LO SGUARDO SULLA MISERICORDIA

Contemplare Gesù, volto della misericordia

INDUSTRIALI DEL BUON DIO

GESÙ NON SI È FERMATO AI PIEDI DEL CALVARIO

CARMELI AMBULANTI

TUTTO ALLA PRESENZA DI GESÙ

NON USCIRE A SPARLARE DEL CRISTO

MARE IN TEMPESTA, NON TEMERE, INVOCA MARIA!

MAI NESSUNO MI HA VOLUTO BENE

APOSTOLO "CHI PERDE TEMPO TRADISCE LE ANIME"

PARLARE DELLE COSE NOSTRE

IL LAVORO UNA COSA SANTA

LA FIRMA IN BIANCO

DIO AL TELEFONO

CURA DEL SOLE

CARMELI AMBULANTI

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