NON PRETENDETE DI AVERE PER FRATELLI DEGLI ANGELI Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te (Gv 17,21) La citazione, che ci accompagna durante questo mese, è parte della preghiera di Gesù per i suoi, però, ampliando l’orizzonte, prega il Padre: Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola (v. 20),chiedendogli: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. Qui appare la grande preoccupazione di Gesù per l’unione che deve esistere nelle comunità. Unità non vuol dire uniformità, ma rimanere nell’amore, nonostante tutte le tensioni e tutti i conflitti; l’amore che unifica tanto da creare tra tutti una profonda unità, come quella che esiste tra Gesù e il Padre. L’unità nell’amore, rivelata…
Chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. (Rom 12,8) San Paolo, nella lettera ai Romani, affronta un tema che creava problemi in molte comunità: i carismi particolari, che lo Spirito Santo dava ai credenti come aiuto all’evangelizzazione, perché alcuni cristiani facevano di questi doni motivo di vanagloria, di autoesaltazione e di giudizio verso gli altri. La prima raccomandazione che fa San Paolo a coloro che hanno questi carismi è di mantenere i piedi per terra, senza esaltazioni. La cosa più importante per il cristiano è la fede in Cristo, il rapporto con lui, non i doni particolari. Poi, ricorrendo all'immagine del corpo, ricorda l'importanza che i doni siano in unità fra loro, come membra di un unico corpo. Ciascuno deve cercare di fare bene la sua parte nella crescita di tutta la comunità. Allora i carismi saranno una ricchezza e non un motivo di divisione. Dobbiamo usare, pertanto,…
LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli (Lc 17,3) La missione di vivere la fede nella vita ordinaria è il tema che unifica il pezzo di vangelo, che illumina questo mese. Luca scrive a una comunità, che sta sperimentando scandali e divisioni a causa del peccato. Ricorda allora l’avviso di Gesù ai suoi discepoli sul pericolo di essere “pietra di scandalo” per gli altri (v. 1); lo sentiva come qualcosa di così grave da dire che sarebbe meglio, per chi lo procura, essere gettato in mare con una pietra al collo (v. 2). Forse il primo scandalo, che noi dobbiamo evitare, è quello di smentire con la nostra vita il Vangelo che predichiamo e, in questo modo, renderlo inefficace. Gesù già aveva detto: se il sale perde il suo sapore, non serve a niente.…
ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri Rom 12, 16 All’inizio del capitolo 12 della Lettera ai Romani san Paolo invita a un cambio di mentalità, a sostituire la logica del mondo con la logica di Cristo. Poi dà alcune regole pratiche circa la vita quotidiana dei cristiani. La lista incomincia con la virtù del vero e autentico amore (v. 9): questo amore deve dirigersi non solo verso Dio e gli altri credenti, ma anche verso coloro che stanno fuori della Chiesa e anche verso i nemici. E ci ricorda pure che non dobbiamo confinare l’amore a un sentimentalismo superficiale e vuoto; perché la presenza del vero amore ha molte conseguenze pratiche (v. 10-17): rispettare gli altri e trattarli con affetto fraterno; evitare una falsa stima di noi stessi; abituarci non solo a compatire coloro che soffrono, ma anche a rallegrarci…
OTTOBRE 2017 Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui (1 Gv 4,16) "Dio è amore": questa è una delle grandi definizioni del Signore, secondo Giovanni. Nei versetti 9-10 ci ha dato la spiegazione. Non cerca di dare una definizione astratta di Dio, ma, contemplando la sua opera nel mondo e il suo modo di rivelarsi, arriva alla conclusione che "Dio è amore". Nel sacrificio del Figlio unico abbiamo la suprema manifestazione dell’amore di Dio verso il mondo. Senza dubbio Dio già prima aveva dato molte prove del suo amore, però solo in Gesù Cristo ci dà la prova definitiva. Adesso sappiamo che l’amore non è solo una proprietà, una tra le tante proprietà, ma l’essenza stessa di Dio, poiché ci dà il meglio che possiede e ce lo dà senza riserve: ci dà il suo “Figlio unico”. L’amore, che viene da Dio e…
Erano perseveranti insieme nel tempio spezzando il pane nelle case (Atti 2,46) Il secondo capitolo degli Atti inizia con la narrazione della venuta dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti a Pentecoste e continua a narrare la nascita della Chiesa mediante la predicazione degli Apostoli. E sottolinea alcune caratteristiche della prima comunità di credenti: “vivevano uniti ed avevano tutto in comune” (v.44-45), mettendo in evidenza una vera ed autentica unione di vita, così grande da suscitare la comunione dei beni per aiutare i più bisognosi. Come pure che “tutti i giorni si riunivano nel Tempio con entusiasmo e condividevano il pane nelle loro case” (v.46). Anche se condividevano il pane nelle case, commemorazione che si faceva ogni primo giorno della settimana, Luca sottolinea che la comunità assisteva al Tempio tutti i giorni e lo faceva per pregare e insegnare. Il Tempio era il luogo per eccellenza di questa…
“Erano perseveranti e concordi nella preghiera... insieme a Maria, la madre di Gesù” Atti 1,14 Dopo la morte, risurrezione e ascensione di Gesù, si riuniscono attorno a sua Madre coloro che rappresentavano la famiglia di Gesù. Maria, fedele a Cristo fino alla croce, partecipa della sua gloria, vedendo riunita intorno a lei la famiglia di suo Figlio. E nasce in Lei una nuova maternità: é madre della Chiesa. Questa é l’ultima immagine di Maria, che ci offre la Scrittura della sua vita terrena: Maria, la Madre di Gesù, in mezzo ai discepoli perseveranti nella preghiera. É la presenza orante nel cuore della Chiesa nascente. Durante questo mese di maggio la proposta del nostro impegno di vita é quella di perseverare insieme nella preghiera, accompagnati da Maria, la nostra buona mamma. Don Ottorino, sempre tanto devoto della Madonna e fiducioso della sua intercessione, ci prega di restare uniti. Sa che nella…

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù

Se non prendiamo per modello Gesù, è impossibile la carità. “Tenendo fisso lo sguardo su Gesù” Ebrei 12,2 L’autore della Lettera agli Ebrei presenta, nel capitolo 12, come principale esempio di fede lo stesso Gesù. E lo fa servendosi di una metafora presa dai giochi pubblici. Immagina di trovarsi nell’arena di un anfiteatro nel momento di inizio di una corsa per raggiungere un trionfo. Sulle scalinate delle tribune c’è tutta una “nube di testimoni”, che guardano la gara: sono quegli antenati, modelli di fede, che ha ricordato nel capitolo precedente. Come i corridori, aggiunge l’autore, anche noi dobbiamo toglierci di dosso tutto ciò che ci può disturbare e il “peccato che ci assedia” (v. 1), fissando lo sguardo sulla meta, Gesù Cristo, “l’autore e il perfezionatore” della nostra fede (v. 2), modello che mai dobbiamo perdere di vista, per non cadere “esausti per la fatica” (v. 3). Questa sarà la…

ABBIAMO BISOGNO DI UN CLIMA DI FAMIGLIA

Impegno di Vita di Marzo 2017 “Ecco, com'è bello e com'è dolce che i fratelli vivano insieme!" (Salmo 133,1) Il salmo 133 è una breve lode all’unità e all’amore fraterno. Il salmista risalta com’è buono, utile, dolce e bello che i “fratelli”, non quelli che sono uniti dai vincoli della carne ma uniti per scelta di Dio, si mantengano strettamente uniti. E lo illustra con segni tipicamente orientali: l’olio e la rugiada. L’olio per noi è simbolo dello Spirito Santo: chi lo possiede deve manifestarlo per mezzo dell’amore fraterno. E l’altro segno è la rugiada dell’Ermon, benedizione di Dio che discende sul popolo, che vive nell’unità. La prima frase di questo salmo: “che bello e dolce che i fratelli vivano insieme” sarà quella che ci aiuterà a vivere l’impegno di vita di questo mese. Don Ottorino voleva che noi formassimo una vera famiglia: tutti chiamati da Dio, tutti fratelli/sorelle, bisognosi…
Impegno di Vita di Febbraio 2017 “Non spegnete lo Spirito” (1 Ts 5, 19) San Paolo scrive ai cristiani di Tessalonica, incoraggiandoli a continuare nel cammino iniziato alla sequela di Cristo, cammino che avevano cominciato grazie alla sua predicazione. Nella sua prima lettera, nel capitolo 5°, ricorda ciò che lo stesso Gesù aveva detto circa la fine dei tempi: verrà come un ladro nella notte (Mt 24, 43) e il momento dell’arrivo è sconosciuto. Pertanto l’invito, che rivolge loro è quello di stare attenti, di vivere nella luce, protetti dalla fede, e a questo fine dà una serie di raccomandazioni: la stima reciproca, l’amore mutuo, incoraggiare i timidi, sostenere i deboli, essere sempre allegri, pregare senza sosta, e “date grazie a Dio in ogni occasione: ciò è quanto Dio vuole da tutti voi, in Cristo Gesù”. E finisce dicendo: “Non spegnete lo Spirito..., esaminate tutto e rimanete con ciò che…
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