LA SOBRIETÀ È LIBERANTE

“Con timore e gioia grande corsero a dare l’annuncio” Mt 28,8 Nel capitolo 28 del Vangelo di Matteo si narra l’apparizione di Gesù risorto alle donne. Queste donne, che erano andate al sepolcro, quando ricevettero dagli angeli la notizia che Gesù non stava più lì, che era risorto, furono inondate da quell'evento, si riempirono di gioia, intuendo che qualcosa di grande era successo. Stavano in questa situazione, quando appare loro Gesù risorto, che conferma l’annuncio dato dagli angeli. È un’esperienza irripetibile, sicuramente, quella dell’incontro di queste donne con Gesù risorto. Questo il primo messaggio del Signore: “Non abbiate paura”. Lo stesso va ripetendo nelle varie apparizioni ai discepoli e a tutti coloro che si incontrano con Lui: “Non abbiate paura”. Che bello ascoltare questa esortazione. Lasciamo che risuoni nel nostro cuore. Anche noi abbiamo “paura”, pensando ai nostri limiti personali, alla povertà della nostra Famiglia, ai pochi che siamo e…
Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo (Lc 10,21) Il versetto della Parola dell'Impegno di Vita di questo mese: "Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo", appartiene alla conclusione della missione dei settantadue discepoli inviati ad annunciare la buona notizia. Al ritorno dicono con gioia: “Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Gesù li corregge, dicendo loro: “Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Con queste parole Gesù indica loro il vero motivo per cui devono rallegrarsi e immediatamente lui stesso esprime una gioia esultante nello Spirito Santo. Nel Vangelo Gesù è descritto come tenero con i peccatori e i poveri, duro e veemente con i farisei, paziente e chiaro con i discepoli, ma poche volte in un atteggiamento gioioso. Mentre qui, lo vediamo mentre, al constatare che il suo messaggio e la…

UN RITORNO ALLA SEMPLICITÀ

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace. (Gal 5,22) Nel testo, in cui troviamo il versetto della Parola dell'Impegno di Vita di questo mese, San Paolo ci descrive la differenza tra “vivere secondo la Legge” e "vivere secondo lo Spirito”. Se viviamo motivati solo dalla legge, siamo soggetti all'imposizione e diventiamo in qualche modo schiavi della legge, mentre se nel nostro agire siamo mossi dallo Spirito diamo testimonianza della gratuità e della libertà dell'amore. L'apostolo Paolo ci ricorda che Cristo ci ha liberati per la stessa libertà (Gal 5,1). Lui ci ha inviato lo Spirito perché potessimo vivere secondo lo Spirito. Il cristiano, infatti, è colui che attraverso la fede accoglie l'azione dello Spirito e la comunica agli altri attraverso l'amore. L'amore poi ci fa agire con gratuità e libertà. San Paolo menziona anche altri effetti dello Spirito in noi: “Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità,…
NON PRETENDETE DI AVERE PER FRATELLI DEGLI ANGELI Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te (Gv 17,21) La citazione, che ci accompagna durante questo mese, è parte della preghiera di Gesù per i suoi, però, ampliando l’orizzonte, prega il Padre: Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola (v. 20),chiedendogli: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. Qui appare la grande preoccupazione di Gesù per l’unione che deve esistere nelle comunità. Unità non vuol dire uniformità, ma rimanere nell’amore, nonostante tutte le tensioni e tutti i conflitti; l’amore che unifica tanto da creare tra tutti una profonda unità, come quella che esiste tra Gesù e il Padre. L’unità nell’amore, rivelata…
Chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. (Rom 12,8) San Paolo, nella lettera ai Romani, affronta un tema che creava problemi in molte comunità: i carismi particolari, che lo Spirito Santo dava ai credenti come aiuto all’evangelizzazione, perché alcuni cristiani facevano di questi doni motivo di vanagloria, di autoesaltazione e di giudizio verso gli altri. La prima raccomandazione che fa San Paolo a coloro che hanno questi carismi è di mantenere i piedi per terra, senza esaltazioni. La cosa più importante per il cristiano è la fede in Cristo, il rapporto con lui, non i doni particolari. Poi, ricorrendo all'immagine del corpo, ricorda l'importanza che i doni siano in unità fra loro, come membra di un unico corpo. Ciascuno deve cercare di fare bene la sua parte nella crescita di tutta la comunità. Allora i carismi saranno una ricchezza e non un motivo di divisione. Dobbiamo usare, pertanto,…
LA CORREZIONE FRATERNA È ATTO DI CORAGGIO, AMORE E APOSTOLATO Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli (Lc 17,3) La missione di vivere la fede nella vita ordinaria è il tema che unifica il pezzo di vangelo, che illumina questo mese. Luca scrive a una comunità, che sta sperimentando scandali e divisioni a causa del peccato. Ricorda allora l’avviso di Gesù ai suoi discepoli sul pericolo di essere “pietra di scandalo” per gli altri (v. 1); lo sentiva come qualcosa di così grave da dire che sarebbe meglio, per chi lo procura, essere gettato in mare con una pietra al collo (v. 2). Forse il primo scandalo, che noi dobbiamo evitare, è quello di smentire con la nostra vita il Vangelo che predichiamo e, in questo modo, renderlo inefficace. Gesù già aveva detto: se il sale perde il suo sapore, non serve a niente.…
ABBIAMO UNA GRAZIA GRANDE: QUELLA DELLA COMUNITÀ Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri Rom 12, 16 All’inizio del capitolo 12 della Lettera ai Romani san Paolo invita a un cambio di mentalità, a sostituire la logica del mondo con la logica di Cristo. Poi dà alcune regole pratiche circa la vita quotidiana dei cristiani. La lista incomincia con la virtù del vero e autentico amore (v. 9): questo amore deve dirigersi non solo verso Dio e gli altri credenti, ma anche verso coloro che stanno fuori della Chiesa e anche verso i nemici. E ci ricorda pure che non dobbiamo confinare l’amore a un sentimentalismo superficiale e vuoto; perché la presenza del vero amore ha molte conseguenze pratiche (v. 10-17): rispettare gli altri e trattarli con affetto fraterno; evitare una falsa stima di noi stessi; abituarci non solo a compatire coloro che soffrono, ma anche a rallegrarci…
OTTOBRE 2017 Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui (1 Gv 4,16) "Dio è amore": questa è una delle grandi definizioni del Signore, secondo Giovanni. Nei versetti 9-10 ci ha dato la spiegazione. Non cerca di dare una definizione astratta di Dio, ma, contemplando la sua opera nel mondo e il suo modo di rivelarsi, arriva alla conclusione che "Dio è amore". Nel sacrificio del Figlio unico abbiamo la suprema manifestazione dell’amore di Dio verso il mondo. Senza dubbio Dio già prima aveva dato molte prove del suo amore, però solo in Gesù Cristo ci dà la prova definitiva. Adesso sappiamo che l’amore non è solo una proprietà, una tra le tante proprietà, ma l’essenza stessa di Dio, poiché ci dà il meglio che possiede e ce lo dà senza riserve: ci dà il suo “Figlio unico”. L’amore, che viene da Dio e…
Erano perseveranti insieme nel tempio spezzando il pane nelle case (Atti 2,46) Il secondo capitolo degli Atti inizia con la narrazione della venuta dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti a Pentecoste e continua a narrare la nascita della Chiesa mediante la predicazione degli Apostoli. E sottolinea alcune caratteristiche della prima comunità di credenti: “vivevano uniti ed avevano tutto in comune” (v.44-45), mettendo in evidenza una vera ed autentica unione di vita, così grande da suscitare la comunione dei beni per aiutare i più bisognosi. Come pure che “tutti i giorni si riunivano nel Tempio con entusiasmo e condividevano il pane nelle loro case” (v.46). Anche se condividevano il pane nelle case, commemorazione che si faceva ogni primo giorno della settimana, Luca sottolinea che la comunità assisteva al Tempio tutti i giorni e lo faceva per pregare e insegnare. Il Tempio era il luogo per eccellenza di questa…
“Erano perseveranti e concordi nella preghiera... insieme a Maria, la madre di Gesù” Atti 1,14 Dopo la morte, risurrezione e ascensione di Gesù, si riuniscono attorno a sua Madre coloro che rappresentavano la famiglia di Gesù. Maria, fedele a Cristo fino alla croce, partecipa della sua gloria, vedendo riunita intorno a lei la famiglia di suo Figlio. E nasce in Lei una nuova maternità: é madre della Chiesa. Questa é l’ultima immagine di Maria, che ci offre la Scrittura della sua vita terrena: Maria, la Madre di Gesù, in mezzo ai discepoli perseveranti nella preghiera. É la presenza orante nel cuore della Chiesa nascente. Durante questo mese di maggio la proposta del nostro impegno di vita é quella di perseverare insieme nella preghiera, accompagnati da Maria, la nostra buona mamma. Don Ottorino, sempre tanto devoto della Madonna e fiducioso della sua intercessione, ci prega di restare uniti. Sa che nella…
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