La nostra diaconia

Nessuno può essere cristiano e vivere come un solitario! 

Mettere Gesù al centro della propria vita, animati dalla forza dello Spirito ricevuto in dono nel battesimo, significa riconoscerci figli del Padre e, per questo motivo, membri della Sua famiglia che è la Chiesa.

 

Dio stesso, che ha impresso in noi la sua immagine fin dalla creazione, ci rende capaci di sentirci fratelli e sorelle fra di noi e di vivere come tali. Il sogno di Dio è che tutti gli uomini e le donne scoprano la bellezza della fraternità ed accettino di entrare a far parte della grande famiglia dei figli di Dio.

Per questo, Egli chiama noi e ci convoca a contemplare il mistero del suo amore, per viverlo nella fraternità e nella solidarietà reciproca, in modo da promuovere tra tutti i popoli il Regno della giustizia e della pace.

Dio ci vuole uniti e ci dona la forza della carità per realizzare questo suo sogno. Noi diventiamo così segno e strumento della comunione di tutta l’umanità con il Signore Uno e Trino. La Trinità è il fuoco e il modello che alimenta e attira a sé la Chiesa, perché sia nel mondo il primo nucleo di una umanità tutta contagiata e coinvolta nella gioia dell’amore reciproco.

 

Dalla sorgente, la forza

Per continuare il cammino, dunque:

  • ricorda il giorno del tuo battesimo, che ti ha reso membro della Chiesa: scoprine con gratitudine la bellezza e i doni dello Spirito;
  • se già non ne fai parte, cerca un gruppo o una comunità che ti possa accogliere e in cui condividere il tuo percorso con altri;
  • fai un passo verso qualcuno che è solo e isolato e cerca di coinvolgerlo, con carità paziente e operosa, nella vita della Chiesa.

 

Le domande di un assetato

  • Con chi sento di vivere maggiormente in comunione?
  • Dove sento di dover impegnarmi di più per essere segno e strumento di unità nella carità?
  • Quali sono i doni che riconosco in me e che posso mettere a servizio della comunità cristiana, perché cresca nella fraternità?

 

La Parola che disseta

 

Dalla vangelo secondo Giovanni (13, 34-35)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”.

 

Dalla prima lettera di Giovanni (3, 16-17.23-24)

Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l'amore di Dio?

Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

 

Due gocce d’acqua

Signore, facci uno come tu e il Padre siete uno.

Grazie, Signore, per il dono della Chiesa.

 

Un sorso da don Ottorino

“Dobbiamo volerci bene! Dobbiamo essere uniti con Cristo! E Cristo domanda come prima cosa: ‘Vogliatevi bene; abbiate compassione gli uni degli altri!’. Per stare con Cristo è necessario prima di tutto essere in pace fra di noi”.

Ultima modifica il Martedì, 15 Aprile 2014 09:34

1 commento

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Altro in questa categoria:

Go to top