LE SORELLE NELLA DIACONIA AD AFRICO

AVETE BISOGNO DI QUALCOSA?

E’ questa la frase che abbiamo sentito ripetere dagli africesi sin dal primo momento del nostro arrivo ad Africo Nuovo e che continua, come un tamtam, perché l’accoglienza e la generosità è veramente grande in questa terra calabra! La scelta del 24 maggio, come data ufficiale per dare inizio alla nostra piccola comunità, che abbiamo affidata alla Madre della tenerezza, ci è sembrata la più significativa. Con don Giuseppe Giacobbo, parroco di Africo, ci siamo accordate per la celebrazione dell’eucarestia nella nostra abitazione, assieme ai religiosi di Bovalino, don Luigi De Franceschi, don Elio e il diac. Berto Manzardo, pensavamo ad un semplice momento di fraternità. Immaginavamo la presenza di qualche persona che partecipa al gruppo degli Amici di don Ottorino in parrocchia, ma la sorpresa è stata davvero grande quando abbiamo visto arrivare una macchina di amici di Crotone in rappresentanza di tutti gli altri e anche a nome degli Amici della delegazione italiana.  Piano piano, abbiamo visto venire tanta gente di Africo per condividere questo “inizio” e fare festa con noi dopo la celebrazione con i dolci preparati per l’occasione e che, in abbondanza, hanno portato. Nell’omelia la parola ricordare (in riferimento all’inizio dell’Opera, 24 maggio 1941) ha guidato la nostra riflessione: ricordare, nel suo significato etimologico, significa ritornare con il cuore a qualcosa che non è più qui o non è più adesso, ma è presente e rivive nel cuore: un sentimento concreto che richiama alla responsabilità nel presente e nel futuro. Per noi significa essere presenza tra questa gente, senza fare tanto rumore, vivendo con fede questa realtà, come ha saputo fare Maria, la madre di Gesù.

 

 

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