CHIESA: PAPA FRANCESCO VUOLE ASCOLTARE I GIOVANI

All'ascolto è dedicato l'incontro pre-sinodale a Roma nel mese di marzo tra Papa e giovani  provenienti da ogni parte del mondo

Papa Francesco e la Chiesa vogliono ascoltare i giovani che saranno i protagonisti dell'assemblea sinodale in programma  nel prossimo ottobre: di questa volontà si dimostra deciso promotore Francesco.

L'aveva detto nell'indizione del Sinodo: "La Chiesa desidera mettersi in ascolto della vostra voce, della vostra sensibilità, della vostra fede, perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche".

Lo ha ribadito nella sua recente visita in Cile, incontrando le giovani generazioni e invitandole a far sentire la loro voce "senza filtro", a parlare "con coraggio" per aiutare i "pastori" a lasciarsi interpellare e  scuotere dalle loro domande. E ancor più esplicitamente: "La Chiesa ha bisogno che voi diventiate maggiorenni e abbiate il coraggio di dirci: questo mi piace; questa strada mi sembra sia quella da fare; questo non va bene".

Il "lavoro dell'orecchio" Francesco aveva definito, a braccio, il compito di preparazione dell'evento e, poi, dei padri sinodali riuniti. Proprio queste attese e queste speranze saranno al centro dell'incontro pre-sinodale a Roma, nel mese di marzo, tra il Papa e giovani provenienti da ogni parte del mondo: cattolici, di diverse confessioni cristiane e di altre religioni, anche non credenti.

I riflettori ecclesiali sono dunque accesi  decisamente sui giovani, non per farli oggetto di giudizi impietosi ma  per illuminare la risorsa che essi costituiscono per la Chiesa e per la società, oltre che per se stessi e per le loro famiglie. Senza sottovalutare il carico di inquietudine, di difficoltà e di solitudine che i giovani si trovano ad affrontare, ma senza nascondersi il fatto che loro sono lo specchio di quella generazione adulta che oggi li critica e li tiene parcheggiati nel loro mondo, escludendoli dalle responsabilità da adulti.

Papa Francesco detta con chiarezza anche lo spirito "rivoluzionario" che deve animare i giovani nel gridare il proprio disagio e nell'orientare il proprio impegno: "Non vivacchiate, pensate in grande, siate rivoluzionari... come le Beatitudini". Cioè: "Non temete di piangere, non trasformatevi in giovani da museo, imparate ad amare, lasciatevi sorprendere da Gesù, imparate l'umiltà dai poveri". E ancora: "Dovete rischiare nella vita: se un giovane non rischia... è invecchiato. Oggi dovete preparare il futuro ... perché il futuro è nelle vostre mani".  

La sfida dell'ascolto dei giovani è per tutti: pastori, educatori, famiglie, società: in primo luogo per la Chiesa nelle sue strutturazioni comunitarie, locali, feriali, come le parrocchie e le diocesi. Proprio dai contesti ecclesiali stanno venendo i segnali di migliore consapevolezza della serietà della situazione giovanile nella prospettiva dell'evento autunnale: fioriscono i sinodi dei giovani nelle chiese locali e una quantità di iniziative che le comunità stanno proponendo per conoscerli meglio, per far loro spazio con simpatia,  per interrogarsi su come creare comunicazione autentica tra la loro sensibilità, la loro ricerca e ciò che la chiesa ha da offrire loro.  In questa cornice si armonizzano le proposte carismatiche della Famiglia di don Ottorino nella sua attenzione prioritaria a ragazzi, adolescenti e giovani con i quali percorre gli itinerari  formativi ed esperienziali del "Come Gesù".

don Zeno Daniele

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