PAPA FRANCESCO CONTEMPLA E ADDITA "LA SANTITÀ DI FATIMA"

La Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia  quali depositari del suo messaggio

 Fatima è emblematicamente specchio del pontificato di Papa Francesco, della sua testimonianza e del suo parlare quotidiani, espressi nella sfida permanente  a vivere la semplicità e la essenzialità che avvicinano  la fede alla terra, la meta al cammino, l'incontro con Cristo a quello con il fratello. Proclamando "santi" due dei tre destinatari delle apparizioni avvenute 100 anni fa (dal 13 maggio al 13 ottobre 1917) il Pontefice addita  all'umanità una vocazione all'impegno per la vita e per la pace e l'impiego di risorse per i piccoli della terra. Alla Chiesa richiama  una missione povera di mezzi e ricca di amore, con una consegna severa: prendersi cura dei  bambini, di tutti i bambini, riconoscendoli icone del  volto del suo Signore, del suo Vangelo, del suo Regno.    

La Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia  quali depositari del suo messaggio: essi lo hanno accolto con serietà, dignità e generosità così da essere riconosciuti come "testimoni affidabili delle apparizioni e diventando modelli di vita cristiana". I tre pastorelli di Fatima sono un simbolo  per tutti noi... che invece a volte siamo sofisticati, efficienti e dimentichiamo che il Vangelo arriva sempre in una sorta di infanzia spirituale.  Ma  Fatima non è solo un richiamo a guardare al Cielo: dal suo humus paradisiaco promana una fede che ha i piedi sulla terra,  perché Fatima è  "territorio aperto", luogo diventato vero "ospedale da campo" dove le persone arrivano con le proprie ricerche interiori e situazioni drammatiche, con le cocenti domande esistenziali.  Il Papa, pellegrino a Cova d'Iria tra una immensa folla che lui ringrazia per averlo accompagnato, ricorda una memoria di Giacinta riferita da Lucia: "Non vedi - le sussurrò la Signora -  tante strade, tanti sentieri e campi pieni di persone che piangono per la fame... e il santo padre e tanta gente in preghiera con lui?". La bianca Signora accoglie tutti e guarda ognuno, senza giudicare  e con la dolcezza che ha affascinato i  veggenti e che fa sentire  tutti suoi figli.  Il Cielo, attraverso Maria e i fanciulli che se ne fanno messaggeri, mette in moto una vera mobilitazione generale contro l'indifferenza e per quella solidarietà magnanime, per noi evangelica, che urge nel tempo in cui viviamo e nel quale ognuno può essere speranza per gli altri.

Nella  parrocchia da dove scrivo queste riflessioni, proprio in questi giorni di maggio ammiro come la sua candida Immagine, peregrina per le zone e per le famiglie, susciti gioiosa partecipazione dei bambini che l'accompagnano  e il fedele affetto dei semplici che accorrono ogni sera a Lei  per riversarle nel Cuore... pene e speranze. Come ha pregato Papa Francesco invitando a seguire l'esempio dei nuovi piccoli Santi: andremo pellegrini per tutte le vie, abbatteremo muri e frontiere, uscendo verso le periferie, manifestando la giustizia e la pace di Dio: nella gioia del Vangelo.

Don Zeno Daniele

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Altro in questa categoria:

Go to top