PAPA FRANCESCO: COSA PENSANO I GIOVANI?

"Parola ai giovani" è uno spazio che vogliamo riservare al mondo giovanile, in sintonia anche con la novità di un Sinodo voluto da papa Francesco sui giovani nel 2018. In questo articolo si parla proprio di lui: cosa ne pensano i giovani. D'ora in avanti nella nostra rivista ci metteremo in ascolto dei giovani e in dialogo con loro. Li ringraziamo per l'apporto che potranno darci.

‘Umile’, ‘rivoluzionario’, ‘pragmatico’: ecco un primo podio di quello che i giovani dicono, senza pensarci troppo, riguardo uno dei personaggi più importanti della storia del nostro tempo (e non solo): Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio, infatti, nonostante sia divenuto successore di Pietro da ‘soli’ quattro anni, ha avuto molte occasioni per farsi conoscere ed apprezzare, in particolar modo nel mondo dei giovani, universo che gli sta davvero molto a cuore: non è un caso che proprio essi siano al centro del Sinodo dei Vescovi del 2018. Che sia per l’energia con cui si esprime, che ricorda i colori della terra sudamericana di cui è figlio, che sia la semplicità del modo in cui si rivolge, Papa Francesco colpisce, interessa e ‘scuote’ giovani credenti... e non.

‘’Ha il coraggio di parlare di argomenti mai affrontati prima dalla Chiesa, approcciandosi in maniera innovativa a tematiche sociali, che non possono più non essere tenute in considerazioni: e tutto questo lo fa in maniera pratica, concreta, analizzando tutte le caratteristiche di un mondo volto ormai a un cambiamento radicale’’: questo il primo pensiero di una ragazza che si definisce atea.

‘’Ha la straordinaria capacità di farsi amare da tutti, indipendentemente dal credo religioso; scende dal pulpito senza smettere di predicare e riesce a farsi sentire vicino al popolo’’ sono, invece, le parole di un ragazzo timido, ma attento e curioso osservatore;

‘’..E poi è anche su Twitter!’’, aggiunge qualcun altro, come se fosse una ulteriore e fondamentale medaglia al valore.

Ogni caratteristica che  emerge dalla descrizione di Papa Francesco è un colore che dà luce alla sua personalità: ogni colore ha però le sue sfumature, cioè dei passaggi graduali da una tonalità all’altra.  Perciò,  se da un lato, dopo aver ascoltato i discorsi del Papa, un giovane si senta carico e ricco di entusiasmo, dall’altro lato inevitabilmente subentra il timore e la paura di accettare responsabilità troppo grandi. Per citarne qualcuna: "non rinunciare a compiere scelte audaci" anche se questo vuol dire abbandonare un clima di stabilità, "alzarsi dal divano e indossare gli scarponcini" che ci fanno sentire liberi ma che ci fanno anche lasciare un’impronta  e … "cambiare il mondo".

La verità è che Papa Francesco ci attrae con i suoi incoraggiamenti, ma ci lusinga perché ci fa sentire importanti, chiedendo spesso il nostro aiuto e, addirittura, i nostri dubbi e le nostre critiche per far (ri)nascere una Chiesa per noi e con noi. Forse non siamo tanto avvezzi a sentirci al centro dell’attenzione in questo modo e, soprattutto, non siamo abituati al fatto che qualcuno generi una ‘scossa’ all’interno delle terre più profonde della nostra intimità.

Papa Francesco è capace di mettersi in contatto con i giovani e di far scoprire che la nostra vocazione è una pro-vocazione a rispondere ‘Eccomi’, come Maria, non al ‘‘dio della comodità, ma al Signore del rischio, che apre tutte le porte della nostra vita, che spalanca orizzonti e ci spinge a vivere intensamente, fino in fondo.’’

Irene Perpiglia

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