FORMARE APOSTOLI TRA I LAICI

FORMARE APOSTOLI TRA I LAICI

Non deve il nostro religioso, se non eccezionalmente e in forma transitoria, sostituirsi ai laici, nelle attività e negli ambienti loro propri. Se gli operai sono lontani da Dio, tocca all’operaio cristiano portare in mezzo a loro il fermento di Cristo. Nella scuola spetta al professore e allo studente cristianizzare l’ambiente; così nel luogo di ritrovo, nella famiglia, nella politica, nella economia... è il laico che deve portare la luce del Van­gelo.

Ma chi prepara i laici a questo compito? E soprattutto a chi spetta entusiasmarli per questa causa, sostenerli e guidarli?

Ecco il fine e il compito precisi dei religiosi della Pia Società San Gaetano: formare apostoli tra i laici, in modo che l’attività del piccolo gruppo di religiosi si moltiplichi e raggiunga tutti. (Don Ottorino, Carta di fondazione, n. 26)

 Il Padre fondatore coglieva così profeticamente il necessario connubio tra l’azione missionaria della Chiesa, nei diversi ambienti di vita in cui operano i cristiani, e la formazione permanente, strumento basilare per generare personalità forti e coraggiose nel difficile ‘compito’ evangelizzatore.

Sono passati quasi 50 anni da allora, e molto è cambiato nella società e nella Chiesa. Rimane però la profezia di questo ‘prete prete’, che ci sollecita anche oggi a cercare percorsi e itinerari per preparare apostoli affinché portino ovunque ‘la luce del Vangelo’.

Così la Famiglia di don Ottorino cerca tuttora di incarnare l’ideale di una comunione profonda tra le diverse vocazioni che la costituiscono, in vista di ‘conoscere e amare Gesù, farlo conoscere e farlo amare’ negli ambienti di vita e di lavoro in cui si costruisce la rete di relazioni della società contemporanea.

 Corresponsabilità più che collaborazione

 Viviamo oggi un tempo di maggiore consapevolezza della vocazione battesimale, propria dei laici come dei religiosi e dei ministri ordinati. Per questo, all’idea di ‘collaboratori’ che ‘moltiplichino l’attività del piccolo gruppo di religiosi’, ci piace sostituire piuttosto la realtà di una corresponsabilità sempre più concreta e solida.

Il cammino da compiere in questo senso è ancora lungo, ma la Delegazione di Italia e Albania della Famiglia di don Ottorino, in linea con le indicazioni del Capitolo e del Consiglio generale e in comunione con le altre Delegazioni, sta dando dei passi significativi.

A fine gennaio si è svolto il primo corso per facilitatori dell’Impegno di Vita, a cui sono stati indicati gli obiettivi che riportiamo in un riquadro a parte.

don Luca Garbinetto

Ultima modifica il Domenica, 02 Aprile 2017 08:29

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