FAMIGLIE NELLA FAMIGLIA: L'ADOZIONE COME UN DONO

Una esperienza di gratuità e provvidenza che fa crescere il cammino di coppia

Proseguiamo il nostro cammino dando spazio a esperienze familiari come testimonianze sui temi affrontati dal Sinodo sulla Famiglia. Questa esperienza riguarda il tema della "adozione e affido". 

"Quando ci siamo sposati, di sicuro volevamo che la nostra fosse una casa accogliente. Non abbiamo pensato mai alla casa, alla famiglia, al matrimonio stesso (nel senso proprio del rito) come a qualcosa di totalmente nostro. Volevamo ci fosse posto per chiunque ne avesse piacere o bisogno.

In effetti la nostra casa ha ospitato tante persone; per un tè, per viverci uno o due mesi… Quanti si sono scambiati le nostre chiavi di casa!

L’adozione è stata un passaggio naturale. Non è stata la conseguenza di una sofferenza, piuttosto una scelta, maturata già mesi prima di sposarci: ci sarebbe piaciuto adottare, pur in presenza di figli biologici.

Purtroppo nel nostro cammino abbiamo incontrato tante coppie “distrutte” dall’infertilità, e rassegnate all’adozione. Non ci siamo mai riconosciuti in questo atteggiamento. Siamo stati subito consapevoli che andavamo a chiedere un dono, un dono di serie A. E il Dono si sa, può arrivare, non arrivare. È tale perché è inatteso, immeritato, gratuito. Per noi è arrivato. E con lui, sono arrivati un’infinità di Doni a seguire. Sì, perché forse non ci si pensa ma nell’iter dell’adozione non sono previsti i 9 mesi di attesa durante i quali si preparano corredini, si compra la culla, ci si informa sul biberon migliore sfogliando milioni di riviste…

No. Lunedì alle 16,30 chiamano e giovedì alle 8,00 siamo diventati mamma e papà.

Dopo una decina di ore di incoscienza totale e sbandamento e “Stiamo scherzando?” … ci siamo accorti che era tutto vero. Che sì, stavamo diventando genitori di un neonato.

Ce ne siamo accorti perché fuori dalla porta di casa abbiamo trovato di tutto: passeggini, vestiti, biberon, lenzuola… E nei giorni a seguire tutto ciò che nominavamo come utile, lo trovavamo impacchettato sulla soglia di casa. Raccontiamo sempre questo episodio: una sera alle 23,00 un amico ci chiede di cosa abbiamo bisogno. Ci pensiamo. In realtà è arrivato davvero tutto in regalo. “Forse degli asciugamani” dico io. In quell’istante mia madre suona alla porta di casa, con 6 asciugamani nuovi, dicendo “io non so da dove arrivino, ho aperto l’armadio ed erano lì!” Da quel momento abbiamo definito la Provvidenza “Vanitosa” per quanto sfoggio stava facendo della sua presenza e prontezza.

Qualche riga vogliamo spenderla per ringraziare anche i servizi sociali territoriali, per come ci hanno guidati, accompagnati e sostenuti durante tutto il percorso. Un percorso che si è rivelato utile non solo in preparazione all’adozione ma anche come cammino di coppia.

Si, ci sono state le fatiche. E oggi ci riuscirebbe più facile raccontare di queste: il presente è meno idilliaco di ciò che abbiamo scritto qui. È una strada lungo la quale l’abbandono, l’assenza di un passato irrimediabilmente perso, pesano e prendono la forma della rabbia, di un dolore profondo che potrà essere superato ma costituirà una ferita sempre presente nella storia di nostro figlio. Ma siamo certi che, in questa strada non saremo mai lasciati soli.

 

Antonio F. e Tiziana S.

Ultima modifica il Giovedì, 16 Febbraio 2017 19:25

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Go to top