TESTIMONIANZA DEL DIACONO PIERO PIVATO: MI SENTO UN DIACONO PERIFERICO

Il diac. Piero Pivato è in missione a Clorinda nella regione di Formosa, al confine con il Paraguay, dove c'è l'altra nostra missione a Limpio, vicino ad Asunción. È in comunità con don Lucio Rizzi, don Giuseppe Biasio e don Paolo Piccioni. Quando viene in Italia la redazione di "Unità nella carità" è ben lieta di conversare con lui e di trasmettere qualche annotazione.

 

Una Parola che mi sta guidando oggi nel vivere il mio diaconato è quella detta da Giovanni il Battista nei riguardi di Gesù: "Lui deve crescere; io, invece, diminuire" (Gv 3,30). Non è sempre stato così per me, ma ora lo è sempre di più. Per cui ultimamente mi sento di più "diacono periferico", cioè sto con quelli ai quali nessuno bada, con i più malandati. Me ne parlano le messaggere e io vado a trovarli.

Faccio anche i battesimi, ma vado a visitare prima i genitori in casa per rendermi conto delle loro situazioni: alcuni non sono sposati, altre sono  mamme sole. La celebrazione del battesimo poi acquista un altro senso. Poi li rivedo per strada. Girando in bicicletta mi incontro più facilmente con loro. È importante riconoscerli e salutarli.

Vivendo e lavorando insieme con i confratelli preti (don Lucio, don Giuseppe, don Paolo), io mi sento al mio posto come diacono  stando a livello di base, insieme con la gente, nelle relazioni quotidiane.

Seguo anche i ministri della comunione e le messaggere, ma il mio modo di seguirli è quello di stare con loro. Sono presente anche nella Caritas parrocchiale, a cui le messaggere e anche i ministri della comunione fanno riferimento, segnalando i bisogni con cui vengono a contatto

Visito spesso anche la scuola di formazione professionale che funziona in due sezioni. C'è una equipe di laici come responsabile, ma è importante essere vicini. Nella nostra scuola ci sono gli ultimi degli ultimi, cercando di dare speranza a chi è stata tolta. Vengono gli scartati dalle altre scuole. I ragazzi sono dei quartieri più poveri di Clorinda.

Nella nostra parrocchia c'è anche un diacono sposato Antonio Villalba. Ha frequentato la scuola di formazione religiosa che abbiamo iniziato qualche anno fa, della quale ora è divenuto responsabile. Lui è insegnante di scuola. È cresciuto con noi e lavoriamo in unità. Il vescovo ha riconosciuto questa scuola come valida per i futuri candidati al diaconato nella nostra zona che è molto lontana dal centro della diocesi. Ci sono infatti nove uomini che hanno iniziato il cammino. Il diac. Antonio fa delle celebrazioni e anche dei battesimi, ma è inserito più nell'ambiente scolastico e nella scuola di formazione si dedica ai futuri operatori pastorali e anche a coloro che hanno iniziato il cammino diaconale. È molto importante pensare al futuro. Lo dico spesso a loro. Fra pochi anni noi non ci saremo e ci saranno loro. Con l'inserimento di don Paolo la nostra comunità si è arricchita e lavoriamo uniti, naturalmente con le difficoltà normali della vita quotidiana.

diac. Piero Pivato

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