EDITORIALE: VOGLIA DI FAMIGLIA

Carissimi,

da un po’ di tempo si sente parlare di “Famiglia di don Ottorino” e forse qualcuno si sta domandando: di che si tratta? Una nuova congregazione? Posso farne parte?

Beh, se mi stai leggendo, è perché, in qualche maniera, già ne fai parte. La rivista che tieni in mano infatti viene inviata a chi, in qualche modo, è interessato, vorrei dire, a chi si sente affascinato dal carisma che Dio ha donato alla Chiesa attraverso don Ottorino.

Se così è, significa che in te c’è una certa sintonia con questo carisma, che è quindi anche tuo. Di solito infatti la simpatia viene quando ci incontriamo con un modo di vedere o di pensare le cose che trova sintonia con il nostro modo di vedere e pensare. Quante volte, dopo ascoltata una omelia, abbiamo detto: Che bella! Perché? Non certo perché diceva cose contrarie al nostro pensiero, ma perché aveva dato voce a quanto già sentivamo dentro di noi.

Altrettanto può dirsi dei vari carismi sorti nella Chiesa. Sempre hanno trovato eco nei laici che ne venivano a contatto, anche se, il più delle volte,  si tendeva a vederli incarnati unicamente nei fondatori di Ordini e nei loro diretti seguaci dentro una vita consacrata.

Negli ultimi decenni stiamo vivendo una nuova visione dei carismi nella Chiesa. Sentiamo che Dio li dona perché diventino patrimonio tanto dei religiosi quanto dei laici, anche questi a pieno titolo attori di primo piano, vale a dire con il colore della laicità. A questo punto viene logico pensare a un cammino da farsi "insieme": non si tratta cioè di "formare" i laici, ma di "formarci e crescere insieme", convinti che questo cammino è un vero e proprio arricchimento reciproco. Sempre che il laico sia laico e non fotocopia dei religiosi, e viva la gioia della sua laicità, e il religioso sia religioso e viva la gioia della sua chiamata a una consacrazione specifica.

Entrando nell'esperienza della nostra Famiglia, stiamo constatando che il carisma ottoriniano ci sta affascinando tutti, laici, diaconi, preti, sorelle. E ognuno lo trova fatto su misura di se stesso, ognuno lo sente una particolare "chiamata di Dio" per una vita di servizio nell'amore lì dove vive.

In particolare durante quest'anno sta prendendo sempre più forma un filo d'oro che fa da supporto all'ideale di vivere "uniti nella carità", ed è "fare famiglia". È come la copertina che avvolge e trasuda una profonda spiritualità di comunione con il Signore.

Ci sentiamo tutti chiamati a pensarci, sentirci, presentarci come famiglia. Tre verbi che sono ciascuno un programma ambizioso, che profuma di paradiso, in quanto anticipo di quell’unità nella carità che saremo chiamati a vivere in pienezza nella Casa del Padre. Ognuno a modo suo e nel proprio ambiente di vita: il laico nella sua famiglia e nel suo ambiente di lavoro, con le caratteristiche del laico, il consacrato nella sua comunità e nel suo ministero, con le caratteristiche del consacrato, avendo come comune costante comportamento quello di vivere rapporti di famiglia con chi ci passa accanto. E piano piano il contagio si allargherà a macchia d'olio, e ci farà essere quel lievito nuovo che fa fermentare di fraternità la nostra società.

Provaci anche tu, e la Famiglia di don Ottorino sarà ancor più la tua famiglia.

Ultima modifica il Martedì, 20 Dicembre 2016 11:28

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