PASSAPAROLA

FRATERNITA'/SORORITA'

Guardando a ciò che oggi stiamo vivendo, può fare bene rileggere l’esperienza di una insegnante a contatto con i primi flussi di immigrati in Italia: “I nuovi arrivati in Italia, nel 1991, erano soprattutto uomini: maschi soli, provenienti dal Maghreb, che venivano alla scuola serale per imparare a parlare italiano, a leggere, a scrivere in una lingua che non era la loro, ma era  il solo mezzo di comunicazione della società in cui vivevano... E le donne? Sono arrivate, certamente grazie anche agli uomini, i quali, avendo sperimentato che ci si poteva fidare dell'istituzione (scuola)  e di una insegnante, ne hanno favorito la frequenza e la partecipazione. E quando arrivano le donne arriva la famiglia, arrivano i figli, ritornano le tradizioni, le feste, il cibo, gli incontri, le discussioni, su come porsi in questo nuovo mondo”. Papa Francesco, nell’enciclica Evangelii gaudium usa spesso il termine fraternità e ci chiede di "diventare testimoni di una fraternità attraente e luminosa”. In modo particolare oggi, alla luce di tante riflessioni e avvenimenti, al termine fraternità dovremmo aggiungere il termine sororità per completare la gamma di sfumature di amore che le relazioni interpersonali sviluppano. Sororità sottolinea la  relazione tra sorelle, tra donne, relazioni a partire dalle donne, perché le relazioni umane che si instaurano tra le donne è diversa in quanto esse hanno un tratto di sensibilità, un modo di sentire, toccare le cose, che non è uguale a quello maschile. La sororità caratterizza la relazione e le relazioni non solo tra donne, ma anche fra donne e uomini. Essere sorella di un uomo, essere amiche di uomini… certamente dice qualcosa di diverso rispetto all’amicizia e alla relazione fra persone dello stesso sesso. La differenza diventa allora reciproca ricchezza e, nella relazione, fraternità e sororità si integrano a vicenda tanto da poter dire che non ci può essere vera fraternità senza sororità e viceversa. Accogliere la comune umanità ci impegna ad accogliere l’altro, l’altra, che dà la luce per leggere la differenza non perché diventi opposizione, ma  “buona notizia”.

Elisabetta Granziera snd

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Ottobre 2016 19:37

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Go to top