LA VERA FELICITÀ È SEGUIRE GESÙ

"Beato il cuore che perdona, misericordia riceverà da Dio in cielo”. È con queste parole nel cuore e nella mente che i giovani pellegrini della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), svoltasi in Polonia, a Cracovia, dal 26 al 31 luglio 2016, ritornano alle loro case. Sono le parole dell’inno ufficiale di questa Gmg dal tema “Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia” (Mt 5,7). Tra i quasi due milioni di giovani di lingua, razza, cultura diverse, riuniti con papa Francesco, c’erano anche i giovani della Famiglia di don Ottorino, provenienti da Vicenza, San Sepolcro, Monterotondo e Crotone, accompagnati da don Luca, il diacono Pierluigi, la sorella nella diaconia Ornella e i seminaristi della Casa Nazareth. Per molti di loro è stata la prima Gmg, per altri la seconda, la terza,  la quarta  o addirittura la quinta Gmg. Che sia stata la prima o la quinta Gmg, è stata un’esperienza speciale per tutti. Ogni Gmg, infatti, è speciale, sempre unica,  ti colpisce nel profondo del cuore fino a cambiarti la vita. Chi partecipa alla Gmg torna a casa felice, una felicità difficile da descrivere e che chi non l’ha vissuta difficilmente riesce a capire fino in fondo. E di felicità ne ha parlato anche papa Francesco, durante uno dei momenti più attesi di ogni Gmg, la grande veglia di preghiera, davanti a Gesù Eucaristia, svoltasi sabato sera, in una vasta area, a 12 chilometri da Cracovia, chiamata, non a caso, Campus Misericordiae (il campo della misericordia). Che cos’è la felicità? La felicità la puoi trovare solo in Gesù Cristo, è Lui la vera felicità, è Lui che ti indica la via giusta per lasciare la tua impronta nella storia. Alcuni giovani – dice papa Francesco – identificano la felicità con la comodità di un divano (la divano-felicità), ma la vera felicità consiste nel cambiare il divano con un paio di scarpe e seguire Gesù. "Camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia che nasce dall’amore di Dio. Andare per le strade seguendo la “pazzia” di Dio  che ci insegna a incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo e nel migrante, nel vicino che è solo". Sono parole – queste pronunciate da papa Francesco - che non hanno lasciato i giovani indifferenti, hanno realmente illuminato il volto di ciascuno e riscaldato il cuore insieme alle migliaia di candele accese, che ognuno teneva in mano, simbolo di luce, ma anche di speranza, di unità, di fraternità. Il volto più bello della Chiesa si è illuminato nel Campus Misericordiae della luce dei giovani. Ciascuno, con la propria candela accesa, sembrava “gridare”  nel silenzio del proprio cuore: Jesus, I trust you (Gesù, io confido in Te). Questa frase si legge su ciascun braccialetto rosso, blu o giallo che i giovani hanno trovato nel kit del pellegrino e che gelosamente indossano. È la stessa frase che si legge in polacco (Jezu, ufam tobie) nella famosa immagine di Gesù Misericordioso, immagine realizzata alla richiesta di Gesù in un’apparizione a Santa Suor Faustina Kowalska. Ed è proprio Suor Faustina, insieme a San Giovanni Paolo II e don Ottorino, ad aver accompagnato la preparazione dei giovani “ottoriniani” svoltasi a Vicenza, prima della partenza verso la Polonia. Tre giorni di preparazione che hanno dato la possibilità di creare sempre più un clima di familiarità. La partecipazione dei giovani “ottoriniani” alla Gmg è stata davvero vissuta in un clima di famiglia, non solo per le relazioni fraterne costruite all’interno del gruppo, ma anche per la generosa ospitalità delle famiglie polacche. Famiglie profondamente innamorate di Gesù Cristo, che portano nel loro cuore il ricordo di una persona speciale, quella di Karol Wojtyla, prima loro vescovo e poi papa.  Attraverso la straordinaria accoglienza delle famiglie polacche, ciascuno ha sperimentato l’amore misericordioso di Dio Padre. Un’accoglienza straordinaria culminata nell’ultima sera, quella della domenica dopo la messa conclusiva, con una grigliata insieme alle famiglie ospitanti di Bugaj e ai volontari di Kozmice Wielkie, vicino a Wieliczka, la cittadina nell’area metropolitana di Cracovia, famosa per le miniere di sale (bene protetto dall’Unesco), dove siamo stati amorevolmente ospitati.

È difficile dire quale sia stato il momento più bello di questa Gmg: dalla catechesi vissuta con i giovani della Diocesi di Milano alla visita al Santuario della Madonna nera di Czestochowa, dalla messa degli Italiani presso il Santuario della Divina Misericordia all’incontro con papa Francesco al campo Blonia, dalla Via Crucis alla veglia di preghiera e alla messa conclusiva. Ognuno porterà con sé un ricordo diverso: un incontro, un abbraccio, una parola di papa Francesco, un momento di preghiera e forse un desiderio, quello di contagiare gli altri giovani di questo amore misericordioso di Dio. E c’è già chi pensa a Panama, meta della Gmg 2019. Chissà! C’è un Dio che  “fa  sempre il tifo per noi come il più irriducibile dei tifosi" (dall’omelia di papa Francesco, Messa conclusiva Gmg 2016).

 Antonella Palermo

Ultima modifica il Venerdì, 23 Settembre 2016 19:29

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