GESÙ: SGUARDO E CUORE DEL PADRE

Alcuni credono che la fede e la salvezza vengano con il nostro sforzo di guardare. Di cercare il Signore. Invece è il contrario: tu sei salvo quando il Signore ti cerca, quando Lui ti guarda e tu ti lasci guardare e cercare. (Papa Francesco)

"Fratelli miei, - ci diceva don Ottorino - è necessario sapersi incontrare a tu per tu con il Signore. Quando ti trovi a tu per tu con Lui cominci a considerare quello che egli ha fatto per te, il suo amor di predilezione, la bontà e la pazienza che ha avuto, il perdono che ha ripetutamente dato, la comprensione che ha manifestato, specialmente in certi momenti della vita, l'instancabile pazienza che ha portato, allora tu dici: 'Signore, tu mi hai perseguitato con la tua bontà, con le tue grazie e con il tuo amore'. E allora, senti il bisogno di dire: 'Mi alzerò. Adesso devo fare anch'io qualcosa per Lui'."

Che cosa sarebbe la nostra esperienza di Dio se non passasse attraverso questa ricerca assidua di un "a tu per tu" con Gesù, della sua presenza nel nostro quotidiano camminare? Come potremmo sentirci veramente amati da Dio se non ci fossimo incrociati con lo sguardo di Gesù su di noi? Il suo sguardo per alcuni può essere stato percepito fin da bambini. Per altri invece più tardi come una conversione che ha significato un preciso cambiamento di rotta nella propria vita. In ogni caso poi la percezione dello sguardo di Gesù è maturata piano piano nel proprio cammino di fede, di ascolto della Parola di Dio, nella celebrazione dei sacramenti, nella partecipazione alla vita ecclesiale. E in Gesù abbiamo imparato a conoscere lo sguardo e il cuore del Padre.

Papa Francesco, con la sua quasi quotidiana parola con cui da buon pastore ci accompagna, che ha da dirci al riguardo?  Presto fatto. Motore di ricerca su  "lo sguardo di Gesù in Papa Francesco? Omelia a Santa Marta del 21 settembre 2013. Festa liturgica di San Matteo. Matteo è il suo santo preferito. Perché Gesù lo ha chiamato nonostante fosse un peccatore. E il papa si riconosce in quel "peccatore perdonato". Proprio in quel giorno sessant'anni prima aveva percepito con estrema chiarezza lo sguardo di Gesù su di lui. Anche nel suo viaggio a Cuba, sempre il 21 settembre del 2015, ritorna a parlare di questo, ricordando che in quella stessa data nel 1953 era entrato senza un motivo preciso in una chiesa di Buenos Aires. E nel confessarsi con un sacerdote sentì per la prima volta chiaramente di essere chiamato al sacerdozio. "Fu lo stupore di incontrare qualcuno che ti sta aspettando - ha detto -. Da quel momento per me Dio divenne colui che ti 'anticipa'. Tu lo stai cercando, ma è Lui a trovarti per primo... Aveva scritto nella prefazione di un libro quando era ancora cardinale: "Alcuni credono che la fede e la salvezza vengano con il nostro sforzo di guardare. Di cercare il Signore. Invece è il contrario: tu sei salvo quando il Signore ti cerca, quando Lui ti guarda e tu ti lasci guardare e cercare." "Dopo di averlo guardato con misericordia - dice il papa alla folla a Plaza de la Revolución a Holguín (Cuba) - il Signore disse a Matteo: 'seguimi'". E Matteo "già non è più lo stesso. È cambiato interiormente. L'incontro con Gesù, con il suo amore misericordioso, lo ha cambiato". Per papa Francesco la misericordia non è uno sforzo. Non si può costringere nessuno a essere misericordioso. Si è misericordiosi verso gli altri solo perché si condivide, si partecipa della misericordia di Cristo. Di Colui che "vede sempre ciò che di più autentico vive in ogni persona, che è appunto l'immagine del Padre".

La spiritualità cristiana non è altro che questo sentirsi risvegliati e riconosciuti nella nostra verità più profonda dallo sguardo di Gesù che è lo sguardo di Dio su di noi. Capiamo allora che tutti siamo figli di quel Padre che tutti ama perché tutti sono la sua Famiglia.

don Luciano Bertelli

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