PAPA FRANCESCO: LA TEOLOGIA DEL POPOLO

Il cristianesimo popolare ricco potenziale di santità e di giustizia sociale

Catalogare Papa Bergoglio? I media fanno il proprio mestiere ma non sembrano influenzare  l'approvazione contagiosa che il successore del gigantesco Giovanni Paolo II suscita nelle componenti più genuine  del popolo nel quale, in questa sintonia più che mai, si riconosce il "popolo di Dio": perché l'istanza popolare di fondo cui cerca di rispondere Papa Francesco è il bisogno di sentire la paternità di Dio, di vederne il volto, di sperimentarne la compassione. 

Chi , come me, è stato in Argentina, operando nei quartieri popolari e a contatto con la gente umile, può capire meglio lo spessore di questo rapporto tra l'evangelizzatore e il popolo, latinoamericano nel nostro caso, proprio in ordine alla vita quotidiana delle persone, impastata di umanità e di religiosità, di debolezze e di fede, di  terreno e di trascendente.

Bergoglio, cardinale arcivescovo di Buenos Aires, nel 2012 ebbe modo di parlare di questo nella presentazione di un libro di C.E. Bianchi sulla "teologia del popolo". Le processioni affollate, la fervida venerazione di immagini religiose, il tenero amore per la Vergine e altre manifestazioni di "pietà popolare" (Paolo VI, EN) - più profonda della stessa "religiosità popolare" (Puebla 1979)  - sono testimonianza eloquente di una "spiritualità popolare" (Aparecida 2007). Si può dire che in un continente con molti poveri e molti cristiani - com'è in altre aree del mondo - il cristianesimo abbia trovato un nuovo volto, percorrendo una strada originale sulla quale lo Spirito Santo conduce milioni di credenti: a partire dal popolo.  Aparecida  - definito il faro di Papa Francesco - afferma: "la pietà popolare, nell'ambiente secolarizzato in cui vivono i nostri popoli, continua ad essere una grandiosa confessione del Dio vivente che agisce nella storia, un canale di trasmissione della fede" (264). La Chiesa è chiamata ad accompagnare e a fecondare incessantemente questo modo di vivere la fede dei suoi figli più umili. In questa spiritualità c'è un "ricco potenziale di santità e di giustizia sociale" (262) di cui dobbiamo valerci per la nuova evangelizzazione. Il cristianesimo popolare, infatti, deve essere rafforzato con una pastorale popolare. Ancora, il futuro Papa: "Quando ci avviciniamo al nostro popolo con lo sguardo del buon pastore troviamo che questo modo culturale di esprimere la fede cristiana resta tuttora vivo tra noi, specialmente nei nostri poveri, fuori da ogni idealismo sui poveri, fuori da ogni pauperismo teologale". La teologia del popolo è un fatto, è originale, inclusiva: è evangelica. Visione teologica e opzioni pastorali non peregrine che Papa Francesco traduce in magistero nella Evangelii Gaudium. Infatti: soggetto dell'evangelizzazione è il "popolo in cammino verso Dio", popolo pellegrinante ed evangelizzatore al quale " il Signore chiama, con grande rispetto e amore, anche  quelli che si sentono lontani, timorosi, indifferenti" e al quale affida una missione: "portare la salvezza in questo nostro mondo, che spesso si perde, che ha bisogno di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino" (EG 113 e 114). La Chiesa porta il volto delle tante culture e dei tanti popoli. "Nelle espressioni cristiane di un popolo evangelizzato, lo Spirito Santo abbellisce la Chiesa, mostrandole nuovi aspetti della Rivelazione e un nuovo volto" 

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