LA MISSIONE NASCE DA UN INCONTRO

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù (Papa Francesco)

 Nell'accingermi a scrivere queste righe di "spiritualità e formazione", sulla soglia ormai dell'Assemblea della Famiglia di don Ottorino e del Nono Capitolo, che hanno come tema principale "l'annuncio del Vangelo e la missione pastorale", mi scatta  dentro repentinamente come un flash il ricordo di una meditazione di don Ottorino che è stata determinante per la storia della mia vocazione. Ero ancora ragazzo e sono stato colpito e nello stesso tempo affascinato da alcune sue parole. Diceva con molta forza e profonda convinzione che non c'era forma più bella di vivere la vita di quella di donarla interamente alla missione. Da quel momento ho deciso che sarei stato missionario.

Quale ardore c'era in quelle parole da poter accendere il mio?

L'ho capito con il passare del tempo. Il suo desiderio missionario era intimamente legato a una costante Presenza di Dio che pervadeva la sua vita quotidiana. Il giovane Ottorino aveva guardato Gesù crocifisso, in quel quadro della cappella del seminario con dietro delle montagne,  e si era sentito guardato da Lui. Un incrociarsi di sguardi. Da allora aveva cominciato a vedere quello che Gesù vedeva. Più in là, oltre le montagne, tanti che avevano bisogno di Lui. Era urgente che sapessero che per loro era morto per amore. Gesù era veramente tutto per don Ottorino. Il costante punto di riferimento dei suoi pensieri, affetti, azioni. Niente voleva fare senza di Lui. Si sentiva perduto quando aveva la sensazione di non averlo vicino. Le sue giornate erano scandite dalla ricerca di un continuo dialogo con Gesù. Gli parlava continuamente di tutto, delle cose che faceva e di quelle che avrebbe dovuto fare. Difficoltà comprese. E con ogni persona che incontrava nel suo cammino, il pensiero dominante era quello di potergli parlare di Cristo e del suo amore. Il fuoco della missione lì aveva avuto la sua origine e lì si alimentava. Per don Ottorino la missione è sempre stata questione di incontro e di relazione con Cristo. Quanto sintonia con i santi Papi che Dio ci ha donato in questo travagliato ma fecondo tramo di storia della Chiesa che ci è stato dato di vivere. Una Chiesa sempre tentata di poter bastare a sé stessa, concentrata più su di sé che su Dio. "Aprite le porte a Cristo", aveva detto Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha insistito che "all'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona". Paolo VI nella Evangelii Nuntiandi aveva parlato della "dolce e confortante gioia di evangelizzare", espressione ripresa con la forza di un profeta e rilanciata alla Chiesa e al mondo da Papa Francesco nella sua proposta di "trasformazione missionaria della Chiesa", contenuta nel suo programma "La gioia del Vangelo". Una gioia che "riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù".

Don Ottorino ci esortava con paterne e decise parole: "Quando vi mettete a disposizione di Dio, Dio si serve di voi. Figlioli, donatevi, donatevi interamente! Spogliatevi, spogliatevi di tutto, di tutto! Vivete la vostra consacrazione battesimale al Signore! È da quel momento che Dio vi prenderà nelle sue mani e si servirà di voi, e sconvolgerà e convertirà".

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

Go to top