IL PROGRAMMA DI PAPA FRANCESCO: LA GIOIA DEL VANGELO

L'esortazione apostolica "Evangelii gaudium" sull'annuncio del vangelo nel mondo attuale: una Chiesa missionaria, audace, gioiosa

 La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento.

Con questo bellissimo annuncio inizia l’“esortazione apostolica” di Papa Francesco, promulgata il 24 novembre 2013, domenica della solennità di N. S. Gesù Cristo re dell’uni­verso. Il Papa  si ricollega alla riflessione del Sinodo dei Vescovi sulla “Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, avvenuta nell’ottobre del 2012, ma, per sua scelta deliberata, l’esortazione non entra nel merito delle proposizioni finali di quell’assise ma ne lascia ai Vescovi ogni approfondimento e applicazio­ne nelle loro chiese. Egli preferisce dire qualcos’altro, partendo appunto dall’affermazione che la condizione previa per  la diffusione del Vangelo è il viverne la gioia. A tale scopo addotta quasi più citazioni bibliche delle sue stesse parole, in modo che si comprenda senza ombra di dubbio che la vera gioia proviene dall’incontro con Dio. E le commenta, dal profondo della sua spiritualità, rivolgendosi a ciascun cristiano personalmente, alla comunità, al mondo, alla Chiesa che egli ripete essere, secondo il Concilio Vaticano II, la totalità del Popolo di Dio che evangelizza. E insiste: La gioia del Vangelo che riempie la vita della comunità dei discepoli è una gioia missionaria. Pertanto la Chiesa, se vuol essere autentica, dev’essere una Chiesa «in uscita», una comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano… La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’ini­zia­tiva, l’ha preceduta nell’amore (cfr 1 Gv 4,10), per questo essa sa fare il primo passo, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi….

Il Papa Francesco ha attirato da subito su di sé entusiastiche reazioni con i suoi gesti trascinanti e le sue parole immediate e comunicative. Ma certamente egli non desidera che ci si fermi alla superficie emotiva del suo stile personale. Capirne il significato richiede l’andare in profondità e scoprire che questo è proprio il modo insieme con la sostanza della nuova evangelizzazione per il mondo attuale.

Il Papa si esprime in termini semplici che tutti possono comprendere (non perché gli manchi una grandissima cultura), com’è semplice la sua testimonianza di vita nella linea di quella di Gesù, che ha detto: «Ti ringrazio, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e a agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11, 25).

La sua esortazione apostolica è un testo in larga misura di meditazione. Basti lasciarsene affascinare fin dalle prime parole: La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che s’incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia.

Il testo intero, poi, contiene molte indicazioni di segno interpretativo della mentalità moderna, alla quale avvicinarsi con la «cordialità» necessaria per il primo approccio, per l’accoglienza da parte dei ministri pastori, per il cammino della vita proprio dei laici cristiani col mondo e nel mondo, pur senza essere del mondo.

Siamo al cuore della missione della Chiesa, al cuore di Gesù.

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