IL DISCERNIMENTO È CARATTERIZZATO DALLA RELAZIONE CON GESÙ

Continua l'approfondimento del tema del discernimento commentando le parole del testamento di don Ottorino

Scrive il gesuita Marko Ivan Rupnik: “Già da parecchi anni si è tornati a parlare di discernimento, che in ultima analisi significa l’arte di conoscere Cristo e riconoscerlo come nostro Signore e nostro Salvatore" (Il discernimento. Verso il gusto di Dio).

L’ideale di don Ottorino, è proprio questo: conoscere e amare Gesù e farlo conoscere e farlo amare. Per discernere cosa fare nel vivere quotidiano  è necessario rimanere continuamente alla sua presenza. “Tu devi sentire la presenza di Gesù nella tua vita”, scrive nel suo testamento rivolgendosi a ciascuno dei suoi figli. È un imperativo categorico. Un "devi" certamente caratterizzato da un accentuato esercizio della volontà, ma nello stesso tempo, nella pratica della vita di don Ottorino, intriso di amore e di gratuità. Si tratta di un “sentire" la presenza di Gesù. "Gesù - continua a scrivere don Ottorino - deve divenire per te una persona sempre presente, conosciuta, amata, seguita incondizionatamente". E a sostegno di un esercizio del discernimento basato sulla relazione costante con Gesù, inserisce una analogia di molta efficacia, quella della relazione sponsale: "Lo devi sentire vicino al mattino appena apri gli occhi al nuovo giorno e lo devi salutare con gioia come lo sposo saluta con gioia la sposa al mattino prima di incominciare la sua giornata... Alla sera con Lui chiuderai la giornata, nell’intimità della tua stanza, come babbo e mamma dopo di aver messi a dormire i bambini, godendo l’intimità familiare, commentano i fatti del giorno e maturano con gioia i loro progetti per l’avvenire".

Tale relazione sponsale è come fotografata in due momenti dell'ambiente familiare, quelli del mattino e della sera, con continui riferimenti alla relazione del consacrato con Gesù. È evidente il momento del mattino come momento della preghiera e della meditazione, a cominciare dal saluto a Gesù appena svegliati.

A esso fa séguito un altro "devi", che riguarda invece il lavoro pastorale: "Lo (Gesù) devi informare ed interrogare nel tuo lavoro apostolico". Per descrivere la relazione con Gesù in questo ampio spazio di tempo che occupa praticamente la gran parte della giornata, don Ottorino utilizza due verbi che indicano come deve essere vissuta la presenza di Gesù mentre si è impegnati nel lavoro: "informare" e "interrogare" Gesù. È una indicazione preziosa che ha a che vedere in maniera diretta e precisa con il discernimento.  L'"informare" Gesù indica il dialogo continuo con Lui a commento di ciò che si vive durante la giornata. È una forma di analisi continua della situazione e delle situazioni, guardandole in comunione con Gesù. Potremmo dire "con gli occhi e il cuore di Gesù". L'"interrogare" Gesù, invece, è l'esercizio del discernimento, fatto alla sua presenza, per valutare che cosa sia bene decidere e fare dopo l'analisi. La domanda chiave da farsi è: "Signore, cosa vuoi da me?".  È il vero e proprio discernimento nel quotidiano.

Il momento della sera, poi,  è quello che don Ottorino chiama dei "cinque minuti" da dedicare a Gesù prima di dormire, anch'esso come momento dell'intimità che chiude il cerchio della giornata, che deve essere vissuta tutta alla presenza di Gesù.

don Luciano Bertelli

Ultima modifica il Mercoledì, 06 Luglio 2016 04:50

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