I SOGNI DI PAPA FRANCESCO

CHIESA 

Sogno un mondo... è "incipit" familiare ai discepoli e amici di don Ottorino: per tenere alta l'idealità evangelica, quell'anelito e impegno per l'unità nella carità che Gesù ci dà come suo testamento. Il nostro padre e maestro ci introduceva alla realizzazione di questo sogno nella vita comunitaria e apostolica, radicata  nella personale amicizia con Gesù e nell'accoglienza virtuosa dei fratelli, per fare della comunità religiosa, sempre più allargata, e poi della parrocchia la Famiglia dei figli di Dio. L'orizzonte del "mondo" è determinante nella vocazione e nella missione di don Ottorino: dalla folgorazione davanti al "trittico" della chiesa del Seminario al suo monito testamentario: spendersi senza sosta finché nel mondo c'è uno che non conosce e non ama Gesù. 

Papa Francesco è un sognatore formidabile: i piedi ben piantati sulla terra e lo sguardo dilatato a trecentosessanta gradi  e perforante il futuro. E questo dal  sussurro iniziale - come vorrei  una Chiesa povera e per i poveri! -  fino alle puntuali sfide che ne fanno sentinella attenta sul caleidoscopio universale. Ai Vescovi e ai preti italiani - dopo le luci sul "nuovo umanesimo" fatte risplendere a Firenze - chiede di assumere la "durezza" del nostro tempo per farsi prossimo di tutti ma col passo dei poveri, "uomini della Pasqua rivolti al Regno" verso cui si sente che la storia umana cammina; gente di Chiesa che sana relazioni ferite.                                                                                 In faccia ai politici europei, che gli riconoscono eclatanti meriti e interventi nell'integrazione e nell'unità del  vecchio continente, Francesco precisa di sognare una Europa giovane, "madre che abbia vita, che rispetta la vita, che offre speranza di vita" a tutti: poveri, anziani e malati, migranti, "che si prende cura dei bambini" e "dove i giovani respirino l'aria pulita dell'onestà una "Europa delle famiglie", incentrata sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull'aumento dei beni. Alla Chiesa riconosce il ruolo storico dei grandi Evangelizzatori ma richiama noi, cristiani di oggi, alla necessità di una testimonianza rinnovata.  Al Congresso USA, il più potente legislatore del mondo, evoca il sogno egualitario di M. L. King, se ne appropria - quel sogno continua a ispirarci! -  augura e prega perche diventi il sogno per tutta la terra. Francesco non teme di annunciare  la "Regola d'oro: "Fa' agli altri  ciò che vorresti fosse fatto a te" (Mt 7,12). E la illustra! Guardiamoci in faccia  con gli altri, tutti gli altri, con la medesima passione e compassione, con le stesse opportunità, con la giusta misura, con il generoso aiuto che vorremmo incontrare noi nel cammino stupendo della vita che Dio ci ha dato e che ci accomuna ad ogni creatura umana. Questo perché, riafferma Francesco, "Dio è innamorato di noi e noi siamo il suo sogno d'amore".

 

don Zeno Daniele 

Ultima modifica il Domenica, 03 Luglio 2016 14:40

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