AMICI IN DIALOGO

Semplici e intense comunicazioni di vita, che ci aiutano a spronarci mutuamente a vivere il carisma dell'unità nella carità.

 MIRACOLI SPIRITUALI

Per fare un santo si aspetta una guarigione fisica. Così stabilisce la Chiesa. Per don Ottorino vi sono tante guarigioni "spirituali", che per me sono più importanti di quelle fisiche. Una persona con cui ero in amicizia aveva perduto la fede. Recitava ogni mattina il Rosario e andava a Messa ogni giorno, con la pioggia e il cattivo tempo. Di colpo si è allontanata da tutto. Ho pregato, ho supplicato don Ottorino perché intercedesse presso Dio. Ha incominciato ad andare a Messa di nuovo la domenica. Spero che la fede ritorni sempre più viva.

Rosetta Scalise (Crotone - Italia)

 

FARSI PROSSIMO NELLE PICCOLE COSE

L'Impegno di Vita di questo mese ci invita ad agire come il Buon Samaritano. Lungi da quello che tante volte mi ripetevano in famiglia: "La carità bene intesa incomincia da casa...", la Parola del mese ci spinge a testimoniare Gesù fuori di casa.

Giorni fa nel fare un tramite in un ufficio pubblico, il Registro civile, vidi arrivare una signora, che camminava con moltissimo sforzo a causa della sua condizione fisica, per sollecitare il suo certificato di matrimonio.  Chi era allo sportello le disse che doveva portargli per iscritto i nomi dei coniugi e la data di matrimonio. Lei gli rispose che li sapeva perché erano lei e suo marito. "Va bene, le disse l'impiegato, ma portatemeli per iscritto".

"Non ha un pezzo di carta?", gli disse sottovoce andando lentamente verso l'uscita.

Allora dissi alla signora: "Aspetti che glieli scrivo io". Presi un foglietto che avevo nella borsetta e scrissi i nomi che lei mi dettava e lo diedi all'impiegato.

In quel momento sentii che mi ero fatta prossimo. Con qualcosa di molto piccolo, ma che per questa signora era molto. Esempio semplice e concreto con il quale anche l'impiegato capì che avrebbe potuto fare lo stesso...

Ileana Luis de Vido (Don Torcuato - Argentina)

 

LA MEDICINA DELLA MISERICORDIA

- Anche con i figli serve di più correggere con la misericordia. Con il solo rigore non si arriva a niente. Con un figlio che aveva avuto dei problemi a scuola, insieme a mio marito abbiamo cercato di avere un atteggiamento improntato alla misericordia.  Si è creato un clima di fiducia vicendevole e di maggior impegno da parte del figlio, notato anche dai suoi compagni di classe. 

- La misericordia bisogna averla anche verso se stessi. Posso perdonare  tutti, ma faccio fatica a perdonare me stessa.

- Mi sono chiesto che cosa vuol dire vivere la misericordia. Vuol dire "avere pazienza". Questo esercizio che mi viene chiesto di fare è il mio punto debole. Bisogna avere pazienza. Quando riesco a essere più paziente, improvvisamente vedo ciò che ho "cresciuto", ciò che ho seminato. Lo vedo veramente. Bisogna lasciare che il Signore lavori. Noi dobbiamo fare la nostra parte... Il resto lo fanno il Signore e il tempo.

- La pazienza è un elemento importante della misericordia. A volte, però, mi sembra che la pazienza venga scambiata con ingenuità. Quando la persona che ho di fronte approfitta di questa mia pazienza, amore, pace e li usa... non va bene. Così ho capito che la pazienza non deve essere disgiunta da una sana intelligenza emotiva. La bontà deve essere intelligente.

Rosanna (da un gruppo dell'IdV di Vicenza - Italia)

Ultima modifica il Martedì, 05 Luglio 2016 05:06

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