CROTONE

 COMUNICAZIONE DELLA NOSTRA PARTENZA ALLA COMUNITÀ PARROCCHIALE SACRO CUORE

Si è resa pubblica la decisione di lasciare Crotone da parte della Pia Società San Gaetano. Lettera aperta del Delegato don Luca, inaugurazione dell'oratorio, saluto al diac. Juan.

 Carissimi fratelli, carissime sorelle, la comunicazione che siamo chiamati a farvi oggi, noi religiosi Gaetanini, per molti di voi non sarà del tutto una novità, avendo avuto già modo di parlarne personalmente nei giorni scorsi.

Queste righe che condividiamo con voi diventano però una vera e propria preghiera, affinché quello che significano sia posto da tutti noi nel cuore di Dio, la cui volontà solo e sempre, con gioia e fatica, desideriamo mettere in pratica. Aiutateci a vivere nella fede questo momento impegnativo del nostro e vostro cammino.

Come congregazione religiosa, infatti, ci siamo messi da alcuni mesi in un percorso di discernimento, chiedendo luce allo Spirito Santo, per valutare in profondità la nostra realtà nelle varie comunità in cui siamo presenti in diversi Paesi del mondo. Con lo sguardo alzato su questo vasto orizzonte, abbiamo voluto riscoprire alcuni elementi fondamentali del carisma che il nostro fondatore, don Ottorino Zanon, ha ricevuto in dono da Dio e ci ha lasciato come eredità per la Chiesa e per il mondo. In particolare, ci siamo sentiti chiamati a rinvigorire questi aspetti della nostra vita di religiosi pastori:

- La scelta primaria di essere e di vivere radicati in Gesù sacerdote servo, il quale ci è Maestro e Guida nel cercare e fare sempre e solo la volontà del Padre, in assoluta obbedienza;

- La necessità vitale di vivere in comunità costituite da almeno tre religiosi, perché la vita famigliare che ci caratterizza sia ‘provata sulla nostra pelle’ per poter essere trasmessa agli altri;

- L’esigenza di rinvigorire l’impulso missionario verso diocesi e parrocchie più povere e scarse di clero, per essere di appoggio alla missione di evangelizzazione della Chiesa nel mondo.

Accanto a questi aspetti belli del nostro carisma, ci siamo trovati da alcuni anni in difficoltà dal punto di vista vocazionale, nel senso che il numero di giovani religiosi che rispondono alla chiamata di consacrarsi nella nostra Famiglia non riesce a sostenere i bisogni che si manifestano nelle comunità con l’invecchiare di alcuni confratelli e la malattia di altri.

Tutto ciò ha richiesto una inevitabile revisione del numero delle nostre comunità, e il Signore ci ha chiesto di assumere con coraggio il doloroso onere di chiudere alcune delle nostre presenze, per poter essere fedeli allo stile che ci caratterizza per vocazione.

Ci sembra che questa scelta debba essere fatta anche per quanto riguarda la nostra presenza a Crotone. Vi comunichiamo dunque che nel giro di alcuni mesi i religiosi della Pia Società San Gaetano lasceranno la cura pastorale della parrocchia Sacro Cuore, restituendola all’Arcidiocesi di Crotone – Santa Severina.

Siamo innanzitutto estremamente grati alla parrocchia, alla diocesi stessa, alla città di Crotone, a tutti voi e a quanti – e sono tantissimi – in questi 52 anni di cammino condiviso insieme ci hanno arricchito – a noi religiosi e sorelle nella diaconia - e ci hanno aiutato a costruire percorsi di speranza e di futuro tra le case dei quartieri della città. Sia qui, che a Sant’Antonio e a Fondo Gesù ci siamo sentiti e ci sentiamo voluti molto bene. Anche noi vi vogliamo molto bene. Per questo la decisione comporta sofferenza per molti, forse anche incredulità e timore per alcuni.

Tuttavia, la scelta di lasciare Crotone è stata motivata anche dalla consapevolezza che in questa parrocchia ci sono tanti battezzati cresciuti nella fede e preparati dal punto di vista ministeriale per continuare l’impegnativo cammino dell’evangelizzazione, in particolare alla luce del carisma di don Ottorino. Ci sono tante realtà e carismi che lo Spirito ha suscitato e che saranno colonna portante di un cammino che continuerà fecondo e ricco di grazia. E riconosciamo nella Diocesi una significativa presenza di confratelli presbiteri e diaconi, che sapranno seminare con generosità e amore il germe del Vangelo nel cuore delle famiglie del territorio.

Siamo anche consapevoli che i bisogni e le sofferenze dell’amato popolo crotonese sono ancora tanti, e che la missione della diaconia della carità non è finita e non finirà. Dovendo riconoscere i nostri limiti, abbiamo scelto di stare vicino a chi ci pare abbia ancora più bisogno, in questo tempo di grande prova. Resteremo anche in Calabria, nella diocesi di Locri, contando così sul desiderio e la possibilità di un legame con Crotone che continua in maniera diversa.

Questa sofferta decisione è stata presa dai nostri superiori, in quanto a loro tocca il difficile compito del discernimento. Ciò nonostante, tutti noi religiosi e gli Amici di Don Ottorino, presenti in maniera viva in questa comunità, siamo stati coinvolti, nella misura e nei modi che la sapienza della Chiesa ci suggerisce, per ascoltare e valutare la realtà alla luce del Vangelo. Siamo dunque in piena comunione e sintonia con quanto ci viene chiesto, e per questo vi chiediamo di aiutarci ad offrire insieme il dolore del distacco e le domande sul futuro perché questo passaggio – che già avviene con la presenza di Dio – divenga un evento di salvezza nella storia personale e comunitaria della parrocchia.

Il nostro vescovo, Monsignor Domenico Graziani, ha ricevuto con grande dispiacere la nostra comunicazione. Grati a lui e ai suoi predecessori per l’accoglienza e la stima, gli rivolgiamo parole di filiale affetto, come sempre abbiamo voluto e potuto fare nei decenni di aperta e obbediente collaborazione che abbiamo vissuto all’interno del clero di Crotone; anche ai confratelli preti e diaconi manifestiamo riconoscenza e gratitudine per esserci sempre sentiti accolti, rispettati e integrati nella nostra missione pastorale. Un grazie particolare va alle suore della Divina Volontà, con cui abbiamo camminato in stretta sinergia accanto alla nostra gente, e alle sorelle Carmelitane del Monastero di Capocolonna, a cui siamo uniti da profonda amicizia.

Attendiamo ora dal nostro vescovo l’indicazione del presbitero o dei presbiteri che saranno chiamati a sostituirci come guida della comunità parrocchiale, per impostare alcuni mesi di ‘passaggio del testimone’, con la partecipazione attiva di tutti voi, carissimi e carissime, che sarete chiamati a mostrarvi famiglia matura e accogliente verso il nuovo pastore o i nuovi pastori che verranno.

In questo Natale, il nostro vuole essere comunque un canto di lode: la tristezza di una notizia certamente dolorosa, condivisa in questo tempo, è illuminata dal bagliore della nascita del Figlio di Dio. A Lui e solo a Lui vogliamo volgere lo sguardo per rinnovare e consolidare la nostra adesione di fede, perché in Lui e solo in Lui poggia la nostra gioia e la nostra speranza.

Don Luca Garbinetto, a nome di tutti i religiosi Gaetanini e delle Sorelle nella Diaconia

 

 

UN SOGNO CHE SI AVVERA: L’ORATORIO DON OTTORINO ZANON A CROTONE

Nel giorno di Natale, festa della Nascita di Gesù, dopo la celebrazione eucaristica, la comunità parrocchiale è stata invitata a partecipare alla benedizione dei locali che ospiteranno il nuovo oratorio. È stato un momento importante nella vita della parrocchia, che significa la realizzazione di un sogno: creare un luogo di aggregazione, di accoglienza per bambini, ragazzi e giovani.

In processione, dopo la Santa Messa tutti nella sala per una breve ma intensa e partecipata cerimonia cui erano presenti anche il costruttore Franco Araldo e l’architetto Antonio Castelliti.

Un edificio adiacente la casa parrocchiale, realizzato grazie anche all’aiuto concreto della gente del territorio e non, che prevede la possibilità, con l’aiuto della provvidenza, di costruire altri due piani, con annessa cappellina. Uno spazio importa­nte non solo come luogo di accoglienza e di incontro ma anche di preghier­a e crescita spirituale e umana.

Don Ottorino dopo aver raccolto i ragazzi per strada li ospitò inizialmente in un sottopalco, per poi realizzare l’opera della Pia Società San Gaetano, oggi Famiglia di don Ottorino. Noi abbiamo iniziato a piccoli passi facendo i turni nell’occupare le stanze di cui dispone la parrocchia. Siamo cresciuti insieme ai ragazzi ed ora siamo pronti a continuare questa avventura, consapevoli che il Signore non lascerà incompiuta l’opera.

Noi ringraziamo i religiosi che hanno prima coltivato questo sogno, quelli che si sono attivati e hanno seguito passo passo le procedure burocratiche, tecniche e di costruzione, e i fedeli che hanno con i loro contributi reso possibile questa realtà.

Che l’avventura continui nella gioia di servire il Signore uniti nella carità.

Maria Teresa Nebioso

 

 

CIAO JUAN, CI VEDIAMO AD OGNI EUCARISTIA

 

Crotone: dopo dieci anni di missione in Italia (quattro a Vicenza e sei a Crotone), il diacono Juan ritorna nella sua America Latina. Il saluto all’intera comunità parrocchiale è avvenuto domenica 24 gennaio, durante la celebrazione eucaristica delle 10.30 presieduta dal vescovo di Crotone, Mons. Domenico Graziani. In una chiesa gremitissima di fedeli, Juan, con la voce rotta dall’emozione, ha ringraziato la comunità di San Francesco per tutto ciò che il Signore gli ha fatto vivere in questi anni e ha umilmente chiesto perdono se non sempre è riuscito a compiere la volontà di Dio. Tante lacrime hanno rigato i volti dei presenti alla celebrazione, soprattutto i volti dei giovani con i quali Juan ha saputo costruire solide relazioni. Relazioni fatte di sorrisi, di tirate d’orecchie, ma soprattutto relazioni di carità, quella carità, come scrive San Paolo, che è paziente, che non si adira, che tutto spera, tutto crede e tutto sopporta.

Juan, utilizzando una metafora tanto cara a Papa Francesco, quella della chiesa come "luna" che rifulge della luce di Cristo, ha detto che anche la comunità di Crotone è come una luna piena che brilla della luce di Cristo. Dopo sei anni di presenza a Crotone, Juan ha sicuramente contribuito a rendere oggi questa luna ancora più luminosa proprio attraverso la sua testimonianza di vita, di uomo innamorato di Dio, che si è lasciato amare da Dio. Attraverso la sua testimonianza Juan ha certamente saputo far conoscere e far amare Gesù alla comunità crotonese e ai giovani in particolare, realizzando così il grande ideale di don Ottorino. Ora la volontà del Padre lo porta a realizzare questo ideale in un’altra terra, in Paraguay, nella comunità di Limpio, a 23 km da Asunción, la capitale. Juan mancherà tanto ai giovani crotonesi, ma come egli stesso ha affermato, il suo non è un addio da Crotone, ma solo un arrivederci, un arrivederci ad ogni eucaristia, fonte e culmine della nostra unità e del nostro servizio.

Prima della partenza per il Paraguay, i giovani hanno voluto salutare Juan con una “serenata” sotto la finestra della sua camera. Un bel momento di amicizia caratterizzato da abbracci, qualche lacrima, un buon bicchiere di cioccolata calda e tanti canti, tra cui il canto francescano “Andate per il mondo” che ha fatto da “colonna sonora” al campo vocazionale che i giovani del "Come Gesù" hanno vissuto ad Assisi nell’estate 2014. Una strofa del canto recita così: “Andate per il mondo, cavalieri della pace, portate la letizia per le strade, passando tra la gente siate umili e gentili, mansueti come agnelli in mezzo ai lupi”. L’augurio a Juan dei giovani di Crotone è proprio questo: Vai Juan per il mondo, porta pace, letizia e carità. Ci vediamo ad ogni eucaristia.

Antonella Palermo

 

Ultima modifica il Martedì, 05 Aprile 2016 16:54

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