AMICI IN DIALOGO

Due gruppi dell'Impegno di Vita, uno da Crotone e uno da Vicenza, hanno inviato le loro comunicazioni di vita su "Tenere fisso lo sguardo sulla misericordia". Grazie.

 

NELLA FRAGILITÀ IL SUO AMORE CI AVVOLGE

Fulcro di tutto è l’incontro con Gesù. Mi chiedo: l’ho incontrato? Oppure è tutto gestualità. Verifico giornalmente nei miei alti e bassi: Quello che faccio è per me o per Lui?

Riconosco che è importante e vitale la mia relazione con Lui. I miei limiti bloccano le mie parole e non sono sicura che possano essere di cambiamento per qualcuno.

 

Mi sento avvolta da qualcosa che mi lega alla Chiesa, a Gesù. La gioia di annunziare quello che ho dentro, quello che ho ricevuto, quello che ho scoperto è infinita. Però uso di più la ragione che affidarmi completamente a Lui nelle sue braccia. Mi sento amata e perdonata. Non completamente “docile” alla sua volontà.

 

L’ho incontrato nella sofferenza. Mi sono sentita chiamata ad affidarmi a Lui, alla sua volontà. Il suo Amore non mi ha mai abbandonata anche nelle scelte più grandi di me.

Sento ogni giorno Lui accanto a me attraverso le persone che sono suo strumento. Nella fragilità umana sento il suo Amore avvolgermi.

 

Anch’io mi sento protetto/amato da questa sorta di cappa. Mi sento chiamato anche stasera dopo un po' di tempo che mancavo all’IdV. Un mio limite comunicare la gioia che provo dentro.

 

L’amore di Dio lo sento forte, (tante volte nelle celebrazioni eucaristiche sento un calore dentro che mi pervade), ma metterlo in pratica è per me difficile, come pure esternarlo agli altri. Mi chiedo: sono degna di svolgere il mio servizio? Questo mi mette in crisi. Anche se ringrazio chi mi ha “chiamato” a fare questo servizio perché è molto quello che ricevo dagli altri. Mentre preparo gli incontri sento che fanno bene più a me che a chi li vado a proporre. “Farsi piccoli per ricevere Gesù”. Nella piccolezza della quotidianità mi auguro di essere segno dell’agire di Gesù. Mi chiedo: io sono come Gesù?

 Anselmo e Simona, Anna e Giovanni,

Rosa, Carmela, Angela e  Lucilla (Crotone - Italia)

 

LA MISERICORDIA CI FA CRESCERE IN AMORE

L'Impegno di Vita di questo mese è più difficile, perché non è qualcosa di pratico, ma è una "forma mentale": la misericordia è una forma mentale. Se anche noi ci rendiamo conto di essere peccatori, riusciamo a dare più misericordia: devo essere più umile in modo da sentirmi sullo stesso piano e quindi riuscire a dare misericordia. Chi è superbo fa fatica a dare misericordia, chi pensa che se il mondo facesse come lui andrebbe meglio... fa fatica a usare misericordia. La misericordia chiede di mettersi "sullo stesso piano", per me questo è faticoso. La misericordia non è giudizio, ma perdono.

 

Ho sperimentato la misericordia "vicendevole". Ho avuto modo di conoscere/capire ciò che fanno le catechiste e ho scoperto in loro il volto misericordioso del Padre che manda le persone per annunciare la sua Parola, il suo messaggio.

 

Ogni volta che mi succede qualcosa di grande, lo guardo pensando "davanti ho Gesù". Mi ritrovo che faccio sempre un passettino in più. E questa è la misericordia del Padre. Così di fronte ai fatti cerco di chiedermi cosa il Padre mi sta chiedendo, e per noi è uno stimolo, un qualcosa per migliorarsi. Così abbiamo continuo bisogno di ricevere misericordia e usare misericordia. Soprattutto oggigiorno in cui potresti avercela con tutti per tanti motivi. Sforzarti e usare misericordia ti fa crescere in Amore e come Persona.

 

Per me l'Impegno di Vita è stato vissuto in famiglia. Associo la misericordia con la tenerezza. Io come madre, donna, moglie, mi sono sentita "l'ago della bilancia" in questo disequilibrio che stiamo vivendo in famiglia. Quindi ho cercato di mettermi in atteggiamento di tenerezza, pace, misericordia: ascolto, non giudico, "incasso" il vissuto dei miei familiari, così il clima "decanta" e si riparte. Questo atteggiamento di pace, ascolto, misericordia riesce a portare riflessione, pace... amore. I figli non devono trovare in famiglia la tensione, la rabbia... litigi che già vivono a scuola, nel mondo. Io mi sento in questo ruolo misericordioso ora: lascio le mie rabbie da parte, metto da parte un po' di me e mi atteggio così in modo diverso. Passo dopo passo, così io cresco in misericordia e amore.

 

Quando mi innervosisco penso alla misericordia... il Signore mi aiuta a trovare un modo per essere d'aiuto diverso "della mia rabbia": questo mi fa crescere in misericordia.

 Rosanna, Elena, Carla, Ester, Monica (Vicenza - Italia)

 

Ultima modifica il Martedì, 05 Aprile 2016 14:25

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