SORELLE NELLA DIACONIA

SI VEDE CHE SEI FIGLIA DI DON OTTORINO

Don Ottorino per me oggi è un caro amico, un fratello maggiore, un papà, è un punto di riferimento spirituale. Spesso mi trovo a parlare con lui, delle mie gioie, delle mie fatiche e, spesso della vita delle persone che incontro. Quante situazioni ho presentato a don Ottorino e più di qualche persona è venuta a pregare con me per chiedere la grazia della guarigione.

Nella mia vita ricordo un grande episodio vissuto a Crotone. L’idea di organizzare un’uscita per i bambini e i ragazzi del campo rom, quasi un mini camposcuola. Tra me dicevo: se potessi portare fuori questi bambini, questi ragazzi per toglierli dalla strada e offrire loro un’opportunità diversa.. e poi pensavo all’opera di don Ottorino, che ha iniziato raccogliendo ragazzi orfani. Ho condiviso questa idea con alcuni volontari e coinvolgendo molte altre persone. Dovevo portare via 25 bambini, ero senza lenzuola, asciugamani, alcuni bambini non avevano neanche vestiti di ricambio. Abbiamo chiesto aiuto in chiesa, e la provvidenza è arrivata. Una persona che fa parte del gruppo degli amici di don Ottorino mi ha detto: si vede che sei figlia di don Ottorino e durante il campo mi diceva: qui c’è Dio. Tante volte capita che mi mordo la lingua quando cado nella critica e ringrazio Dio che, attraverso don Ottorino, ho imparato uno stile di vita. Quando, a volte, in parrocchia o nel lavoro si vivono momenti delicati, sono la prima a dire “stiamo sbagliando”. Don Ottorino è l’uomo che ha scelto Dio e, attraverso Lui, si è innamorato dei luoghi di periferia e i diaconi ne sono la prima testimonianza. È per questo che ho scelto di essere sorella nella diaconia.

Maria, sorella nella diaconia

 

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