SORELLE NELLA DIACONIA

SORELLE NELLA DIACONIA

 Donne consacrate chiamate a essere presenza diaconale femminile nella corresponsabilità pastorale, insieme con i religiosi e gli amici laici

 A cinquanta anni di distanza dalla chiusura dei lavori del Concilio Vaticano II, sono particolarmente ricche di suggestione e rimangono una sfida aperta le parole del Messaggio finale di Papa Paolo VI: «Ma viene l’ora, l’ora è venuta, in cui la vocazione della donna si svolge con pienezza». Ci sembra di poter dire che, sulla scia del rinnovamento che don Ottorino ha portato alla Chiesa, si possa inserire l’invito, rivolto ad alcune giovani negli anni ’80, di consacrare la loro vita condividendo la spiritualità e la missione della Pia Società San Gaetano, impegnandosi a vivere una nuova forma di vita consacrata.

Nella storia della Congregazione don Ottorino, senza far rumore, aveva saputo coinvolgere alcune donne perché lo aiutassero nella sua missione e offrissero anche tempo e sostegno con i ragazzi raccolti nella prima Casetta. Far memoria del cammino compiuto nel corso degli anni, per la stesura e il riconoscimento dello Statuto delle Sorelle nella Diaconia (approvato “iuxta modum” e “ad experimentum” nel VI Capitolo generale, nel 1997), ci aiuta a riconoscere come vi sia stato un progresso continuo e costante, non senza difficoltà e tentennamenti. È un cammino che prosegue nella ricerca di una identità sempre più chiara da parte delle Sorelle e nella speranza di saper esprimere e condividere, come Famiglia di don Ottorino, la stessa chiamata alla diaconia nel servizio parrocchiale e nell’ambito lavorativo, ambiente dove, in particolare, sentiamo di essere chiamate a vivere la nostra consacrazione e diaconia perché anche il lavoro femminile sia letto come servizio alla società e prolungamento dell’opera del Creatore, servizio ai fratelli e contributo personale alla realizzazione del progetto di Dio nella storia umana (GS 34). Ci accompagna la speranza che nella Chiesa possano crescere e maturare nuovi sviluppi sul piano di una ministerialità femminile, sapendo leggere con coraggio ciò che già avveniva nel primo millennio, attestato dalla Scrittura e dalla prima tradizione. Oggi come allora la testimonianza di tante donne e uomini disposti ad offrire la vita per rimanere fedeli a ciò in cui credono, ci insegna che in Cristo vi può essere il superamento delle differenze di genere, ruoli, gerarchie varie, oltre le stesse discussioni teologiche.

Elisabetta, sorella nella diaconia

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