CORRESPONSABILI DELLA PASTORALE CON I RELIGIOSI (Sorelle nella Diaconia)

Le sorelle nella diaconia Ornella e Geanni ci donano la loro testimonianza di servizio pastorale nella Famiglia di don Ottorino. Ornella lavora in una comunità per disabili e nella nostra parrocchia dell'Ausiliatrice a Vicenza e Geanni, oltre al suo lavoro all'università, si dedica alla pastorale giovanile nella parrocchia de La Verbena in Guatemala.

 

Servire profeticamente insieme

Operiamo nel territorio nel quale sono presenti i religiosi della Pia Società San Gaetano, organicamente inserite nella pastorale, secondo le necessità del luogo, da individuare nel discernimento fatto nello Spirito e in unità con la comunità dei religiosi.

Unite con loro nella carità, vogliamo essere segno visibile per la comunità umana e cristiana della ricchezza che viene dal servire insieme, nel proprio specifico di uomini e donne, il Regno di Dio che viene (cfr. Gal 3, 28). (Dallo Statuto delle sorelle nella diaconia)

 

ACCOGLIERE CRISTO NELLA PROPRIA E ALTRUI FRAGILITÀ

Il Signore, mi sta dando la grazia di vivere la vita piena di novità e di sorprese. Ogni mattino si presenta con una “luce” diversa, un colore che dà un'armonia e rende unico ogni istante della giornata. Armonia che cerco di conservare dentro ad ogni respiro, a ogni battito di vita, sia nei momenti di gioia, che nei momenti di difficoltà.

Che cosa scrivere del mio lavoro, nella comunità per disabili o nel servizio in parrocchia? In questa strada che è fatta di un’intima e profonda relazione al servizio dell’”uomo”, fragile e forte allo stesso tempo?

La mia vita si trasforma in preghiera e la preghiera si fa vita, ogni volta che riesco ad entrare in relazione con l’altro, e mi fa scoprire un volto nuovo di Cristo, a volte sorridente, affettuoso, altre volte sofferente, sanguinante. Papa Francesco, nella sua omelia del 19 marzo, ha detto che noi, come San Giuseppe, siamo custodi di noi stessi e delle creature che ci sono affidate, in modo particolare delle persone più “fragili”, che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Essere custodi della propria vita e quella degli altri significa accogliere Cristo. Significa cercare la bontà dell’uomo in ogni avvenimento, e fidarsi sempre perché il Signore ci precede nel nostro cammino, per cui niente può farci rallentare o fermare. Credere che è Lui il regista della nostra vita. Anche quando la vita ti sembra assurda, incredibile.

Come è successo qualche tempo fa in parrocchia, in occasione di un incontro. Eravamo tutti preoccupati che tutto andasse bene, che quel momento diventasse così “bello” da portarlo sempre nel cuore. Proprio mentre stavamo per iniziare è arrivata una persona, si vedeva chiaramente che non era sobria e chi stava con lei chiaramente si sentiva a disagio. Che cosa fare? A me è sembrato naturale andare loro incontro e accoglierle con un sorriso, cercando di non giudicare la fragilità presente in questa persona. Questo circostanza  è diventata per me l’occasione di non avere “timore” di donare la “tenerezza”, senza usare tante parole o fare chi sa cosa. Personalmente mi chiedo se so accogliere i fratelli o le sorelle nella mia vita così come sono. Sinceramente sento che ho tanta e tanta strada da fare ancora e ho solo da imparare dalle persone più semplici, come quelle che incontro nel mio lavoro.

Questo e altro mi aiutano a vivere la mia consacrazione come Sorella nella Diaconia, cercando di fare la volontà di Dio, nella quotidianità e semplicità delle piccole cose.

Ornella, sorella nella diaconia

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