LA NOSTRA PRESENZA NEL MONDO DEL LAVORO (Sorelle nella Diaconia)

Le sorelle nella diaconia comunicano alcune esperienze che riguardano l'aspetto specifico del loro carisma che è il lavoro. Così recita il loro Statuto: "Viviamo il lavoro come realtà nella quale si esprime il carisma diaconale della Pia Società San Gaetano. Consideriamo il lavoro una espressione fondamentale della vita di consacrazione e di diaconia. Il lavoro è per noi completamento della creazione e della redenzione, contributo alla crescita del Regno di Dio e servizio ai fratelli...nella scelta del lavoro privilegiamo le professioni di tipo sociale, che siano vicine alla realtà della gente, di educazione e di promozione umana e cristiana." 

 

VICINE ALLA GENTE 

Il lavoro nella Pastorale Sociale e soprattutto nel CECPO (Centro Complementare P. Ottorino) mi mette molto in discussione perché affronta la realtà che vive la nostra gente e sento che è il luogo dove Dio mi chiama a dare una risposta. La crisi economica, sociale e politica che vive il nostro caro Guatemala mette i brividi, ma, nonostante tutto, la fede della nostra gente resiste. Tuttavia la realtà non è solo dipinta di grigio, c'è molta vita, con colori allegri.

In questi ultimi mesi un gruppo di 16 persone si sono impegnate per dare vita alla Pastorale per la prima infanzia nella Verbena (attività di sostegno per genitori che vivono in situazioni di povertà e che hanno bisogno di essere sostenuti e guidati nell'educazione dei loro bambini). La nostra è la prima parrocchia della Città Capitale che inizia un’attività pianificata di promozione sociale di questo tipo. È un programma che aiuterà molto la nostra comunità perché ci sono molti bambini che iniziano a crescere e hanno problemi di denutrizione o di cattiva alimentazione per mancanza di conoscenza da parte della mamma. Attualmente molte ragazze adolescenti rimangono incinte e non sanno come far crescere i loro figli, sono "bambine che fanno crescere altri bambini"! Purtroppo fino a questo momento il lavoro è molto e ci sono pochi volontari, però l'entusiasmo della nostra gente non manca ed è contagioso. In questo tempo ho sentito che Dio assomiglia al vulcano che si vede dalla finestra della nostra cappella. A volte non si vede per alcuni giorni perché le nuvole sono molto dense e lo coprono completamente. Altre volte il giorno è illuminato dal sole e il vulcano si vede in tutta la sua bellezza e grandezza. In alcuni giorni ci sono poche nuvole e si vede solo una parte del vulcano. Però non ha importanza com'è il giorno, io so che il vulcano è là, maestoso, fermo, fedele, permanente: è presente sempre.

Paty, sorella nella diaconia, responsabile del CECPO  - Città del Guatemala

 

IL LAVORO COME ESPRESSIONE DELLA MIA CONSACRAZIONE

In questo periodo sto vivendo un momento abbastanza delicato e una situazione difficile, sto facendo il possibile per superare tutto ciò, ma la circostanza è abbastanza delicata.

Il mio lavoro di assistente sociale come membro del Consiglio Tutelare dei bambini e adolescenti ha lo scopo di difendere e tutelare la vita dei bambini e adolescenti in situazione di rischio. Essere consigliera tutelare comporta la responsabilità di prendere decisioni molto importanti, a volte di creare le condizioni perché la vita di qualcuno possa essere salvata, ma è necessario fare scelte giuste usando in forma corretta gli strumenti che abbiamo.  Purtroppo, a causa di una serie di circostanze, un bambino è morto. Per me è difficile accettare ciò che è successo, non mancano sensi di colpa e mi sento responsabile per quello che è successo. Mi chiedo se potevo fare di più e di meglio. In questo tempo ho riflettuto molto su ciò che è capitato. So che il Signore ha camminato con me, ma quando ritorno dal lavoro, queste immagini ritornano alla mia memoria. Ho pregato molto perché tutto ciò passi, ma non è facile.

Non ho mai pensato di abbandonare il mio lavoro.  Quello che ho vissuto mi ha fatto comprendere maggiormente quanto sia importante impegnarmi con tutta me stessa nel lavoro che sono chiamata a svolgere.

Non riesco ancora a capire "perché" ho vissuto tutto questo e cioè cosa mi sta dicendo il Signore in questo momento. Sono successe molte cose e ho sentito forte la necessità di fermarmi e mettere in preghiera la mia vita e come sto vivendo la mia consacrazione. Sento che è un atto d'amore: solo per Lui e con Lui è stato possibile vivere tutto ciò. Lui mi chiama a una cosa tanto semplice e allo stesso tempo profonda: amare e rendere questo amore visibile e concreto in mezzo agli uomini e alle donne per continuare la missione di Gesù e che don Ottorino ci ha chiesto "farLo conoscere e amare da tutti".

Per questo devo mettere il mio corpo a servizio di questo amore per annunciarlo. Utilizzo il mio tempo, mettendo le mie qualità e l'entusiasmo per il bene dei miei fratelli specialmente nel Consiglio Tutelare. Ma per tutto ciò è necessario stare attenta in ascolto e rispondere ai clamori e ai gemiti della gente.

Lucia, sorella nella diaconia, Belford Roxo RJ - Brasile

 

Le sorelle nella diaconia comunicano alcune esperienze che riguardano l'aspetto specifico del loro carisma che è il lavoro. Così recita il loro Statuto: "Viviamo il lavoro come realtà nella quale si esprime il carisma diaconale della Pia Società San Gaetano. Consideriamo il lavoro una espressione fondamentale della vita di consacrazione e di diaconia. Il lavoro è per noi completamento della creazione e della redenzione, contributo alla crescita del Regno di Dio e servizio ai fratelli...nella scelta del lavoro privilegiamo le professioni di tipo sociale, che siano vicine alla realtà della gente, di educazione e di promozione umana e cristiana." 

 

VICINE ALLA GENTE 

Il lavoro nella Pastorale Sociale e soprattutto nel CECPO (Centro Complementare P. Ottorino) mi mette molto in discussione perché affronta la realtà che vive la nostra gente e sento che è il luogo dove Dio mi chiama a dare una risposta. La crisi economica, sociale e politica che vive il nostro caro Guatemala mette i brividi, ma, nonostante tutto, la fede della nostra gente resiste. Tuttavia la realtà non è solo dipinta di grigio, c'è molta vita, con colori allegri.

In questi ultimi mesi un gruppo di 16 persone si sono impegnate per dare vita alla Pastorale per la prima infanzia nella Verbena (attività di sostegno per genitori che vivono in situazioni di povertà e che hanno bisogno di essere sostenuti e guidati nell'educazione dei loro bambini). La nostra è la prima parrocchia della Città Capitale che inizia un’attività pianificata di promozione sociale di questo tipo. È un programma che aiuterà molto la nostra comunità perché ci sono molti bambini che iniziano a crescere e hanno problemi di denutrizione o di cattiva alimentazione per mancanza di conoscenza da parte della mamma. Attualmente molte ragazze adolescenti rimangono incinte e non sanno come far crescere i loro figli, sono "bambine che fanno crescere altri bambini"! Purtroppo fino a questo momento il lavoro è molto e ci sono pochi volontari, però l'entusiasmo della nostra gente non manca ed è contagioso. In questo tempo ho sentito che Dio assomiglia al vulcano che si vede dalla finestra della nostra cappella. A volte non si vede per alcuni giorni perché le nuvole sono molto dense e lo coprono completamente. Altre volte il giorno è illuminato dal sole e il vulcano si vede in tutta la sua bellezza e grandezza. In alcuni giorni ci sono poche nuvole e si vede solo una parte del vulcano. Però non ha importanza com'è il giorno, io so che il vulcano è là, maestoso, fermo, fedele, permanente: è presente sempre.

Paty, sorella nella diaconia, responsabile del CECPO  - Città del Guatemala

 

IL LAVORO COME ESPRESSIONE DELLA MIA CONSACRAZIONE

In questo periodo sto vivendo un momento abbastanza delicato e una situazione difficile, sto facendo il possibile per superare tutto ciò, ma la circostanza è abbastanza delicata.

Il mio lavoro di assistente sociale come membro del Consiglio Tutelare dei bambini e adolescenti ha lo scopo di difendere e tutelare la vita dei bambini e adolescenti in situazione di rischio. Essere consigliera tutelare comporta la responsabilità di prendere decisioni molto importanti, a volte di creare le condizioni perché la vita di qualcuno possa essere salvata, ma è necessario fare scelte giuste usando in forma corretta gli strumenti che abbiamo.  Purtroppo, a causa di una serie di circostanze, un bambino è morto. Per me è difficile accettare ciò che è successo, non mancano sensi di colpa e mi sento responsabile per quello che è successo. Mi chiedo se potevo fare di più e di meglio. In questo tempo ho riflettuto molto su ciò che è capitato. So che il Signore ha camminato con me, ma quando ritorno dal lavoro, queste immagini ritornano alla mia memoria. Ho pregato molto perché tutto ciò passi, ma non è facile.

Non ho mai pensato di abbandonare il mio lavoro.  Quello che ho vissuto mi ha fatto comprendere maggiormente quanto sia importante impegnarmi con tutta me stessa nel lavoro che sono chiamata a svolgere.

Non riesco ancora a capire "perché" ho vissuto tutto questo e cioè cosa mi sta dicendo il Signore in questo momento. Sono successe molte cose e ho sentito forte la necessità di fermarmi e mettere in preghiera la mia vita e come sto vivendo la mia consacrazione. Sento che è un atto d'amore: solo per Lui e con Lui è stato possibile vivere tutto ciò. Lui mi chiama a una cosa tanto semplice e allo stesso tempo profonda: amare e rendere questo amore visibile e concreto in mezzo agli uomini e alle donne per continuare la missione di Gesù e che don Ottorino ci ha chiesto "farLo conoscere e amare da tutti".

Per questo devo mettere il mio corpo a servizio di questo amore per annunciarlo. Utilizzo il mio tempo, mettendo le mie qualità e l'entusiasmo per il bene dei miei fratelli specialmente nel Consiglio Tutelare. Ma per tutto ciò è necessario stare attenta in ascolto e rispondere ai clamori e ai gemiti della gente.

Lucia, sorella nella diaconia, Belford Roxo RJ - Brasile

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