INCONTRO MONDIALE PER GIOVANI CONSACRATI E CONSACRATE

La comunità formativa Nazareth di Monterotondo ha partecipato di questo incontro dove erano presenti religiosi di quattro continenti e di più di venti paesi per condividere la gioia della consacrazione

 

Nel contesto dell’anno della Vita Consacrata, nei giorni tra il 13 e il 19 settembre eravamo presenti con i giovani consacrati di tutto il mondo in Vaticano e a Roma, per ascoltare, condividere, celebrare e testimoniare i cammini fatti e i nuovi cammini della nuova generazione della vita consacrata.

I primi due giorni, dal 13 pomeriggio fino al 15 sera, abbiamo fatto un tratto di strada con i giovani religiosi di Italia, in un gruppo che sta cercando di percorrere un cammino comune di dialogo intercongregazionale; eravamo religiosi di 4 continenti e di più di 20 paesi a condividere esperienze, gioia, fede e carisma che ognuno ha potuto cominciare ad apportare. La comunità Nazareth si è fatta presente, tra tanti momenti, specialmente nella conduzione della preghiera, guidata da Samir, che ha proposto attraverso il nostro carisma una interiorizzazione della presenza di Dio nel cammino vocazionale di ogni religioso. Il giorno 15, con la collaborazione di tutta la comunità, don Luca ha aiutato a riflettere sulla nostra donazione a Cristo, per mezzo di una breve Lectio Divina sul testo di Gesù Sacerdote Servo della Lettera ai Filippesi.

Dal 16 al 18, insieme a circa 7.000 religiosi, muovendoci tra la sala Paolo VI e alcune chiese di Roma, abbiamo ascoltato il cardinale don João Braz e il vescovo don Josè Rodriguez, alcune suore, alcuni preti e religiosi, e il Papa Francesco che hanno parlato della realtà attuale e futura della vita consacrata. Ci ha colpito sentire due punti di grande speranza: la vita comunitaria, nominata nell’incontro dal tema “Nel cuore della fraternità”; e le missioni, trattate nell’intervento dal titolo “Le speranze e le angosce del mondo”. I due temi sono stati ricchi di ascolto e di lavoro comunitario, suscitando un dialogo simpatico nella condivisione tra i gruppi, in cui è emersa la prossimità dell'impegno della vita religiosa con la periferia e la comunità di cui ciascuno di noi fa parte. Il richiamo alla missione è stato forte nelle parole di una religiosa brasiliana, che ha valorizzato il servizio della vita religiosa verso le persone più bisognose e ha messo in guardia sulla scelta di voler mantenere a tutti i costi delle opere che già non rispondono al carisma congregazionale. Sono state forti anche le parole dei vescovi, don João e don Josè, al parlare della vita religiosa ‘part time’, quando accade che alcuni religiosi lasciano la congregazione per la mancanza d'amore e della cura alla vocazione.

Le serate dei vari giorni erano sempre sviluppate per mezzo di cammini di arte, cultura, preghiera, carità in vari luoghi di Roma. Nell'ultima serata, insieme a tutti religiosi presenti, abbiamo ascoltato la testimonianza di giovani religiosi insieme a rappresentazioni artistiche in cui l'annunzio “Svegliate il mondo” è stato dato attraverso la gioia condivisa tra religiosi di varie nazionalità. Abbiamo cantato e danzato anche noi, per testimoniare che essere religiosi è dare tutto per Cristo, come ha detto una religiosa ballerina: “Se la nostra vita religiosa non è per amore a Cristo, abbiamo fallito”.

Durante i giorni, mai è mancata la presenza di Cristo, che era celebrata ogni sera in diversi luoghi e in diverse lingue; è stato speciale l'ultimo giorno, quando, con la gioia di celebrare Cristo, siamo andati alla Basilica di San Pietro a vivere la comunione essenziale alla nostra vita religiosa nella celebrazione eucaristica, in modo solenne. Lì tutti abbiamo potuto rispondere una volta ancora con il nostro ‘sì’ alla chiamata di Cristo e poi ci siamo salutati tra tanti religiosi, augurandoci un buon cammino, con molta forza e fede in Cristo, affinché possiamo trovare modi di svegliare il mondo per mezzo della nostra testimonianza.

Tra tante cose che abbiamo vissuto, ricordiamo anche la testimonianza di Samir data a ‘Radio Maria’, dove ha raccontato la propria vocazione, i sentimenti che aveva nel vivere questo incontro e alcuni pensieri sui temi di cui si è discusso.

Ringraziamo tantissimo Dio, il Papa, la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, per la opportunità di trovare uno spazio di condivisione e ascolto della presenza di Dio per la nuova generazione di Vita Consacrata.

Comunità  Nazareth

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