FAMIGLIE NELLA FAMIGLIA

LA COMUNITÀ PARROCCHIALE COMPAGNA DI CAMMINO DELLE FAMIGLIE

 La Chiesa fa proprie, in un’affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce di ogni famiglia

 È stato forte il clamore mediatico che ha accompagnato lo svolgimento della XIV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, ed erano tante le attese circa il suo esito, ma certamente le conclusioni dei lavori riportate nella "relatio sinodi" (relazione del sinodo) consegnata al santo Padre, hanno disatteso le aspettative chi auspicava una forte apertura circa l’ammissione dei divorziati risposati all’Eucaristia.

Il documento finale prodotto dal Sinodo sulla Famiglia è un testo fortemente permeato di misericordia, ma non è certo quello stravolgimento che alcuni auspicavano ed altri temevano.

La proposizione su cui si è avvertita maggiormente la tensione tra le diverse anime della Chiesa, è la numero 85, quella sul discernimento ed integrazione dei battezzati  divorziati e risposati e la loro ammissione all’Eucarestia. Tale proposizione è stata approvata, per come richiesto, a maggioranza dei 2/3 con un solo voto di scarto e questo potrebbe lasciare presagire un’applicazione per nulla uniforme di eventuali regole in materia, anche se il Sinodo, è importante precisarlo, ha solo potere consultivo. Toccherà infatti al Papa emanare un'Esortazione post-sinodale suggerendo i percorsi adeguati.

Noi vogliamo invece concentrare la nostra riflessione sul punto 77 della relatio che riguarda l’accompagnamento delle famiglie nelle diverse situazioni, ove viene affermato che: La Chiesa fa proprie, in un’affettuosa condivisione, le gioie e le speranze, i dolori e le angosce di ogni famiglia. Stare vicino alla famiglia come compagna di cammino significa, per la Chiesa, assumere un atteggiamento sapientemente differenziato: a volte, è necessario rimanere accanto ed ascoltare in silenzio; altre volte, si deve precedere per indicare la via da percorrere; altre volte ancora, è opportuno seguire, sostenere e incoraggiare. «La Chiesa dovrà iniziare i suoi membri – sacerdoti, religiosi e laici – a questa “arte dell’accompagnamento”, perché tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro (cf. Es 3,5). Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana» (EG, 169).

Ci è sembrata interessante questa indicazione dei vescovi rivolta a tutta la Chiesa, che sentiamo particolarmente diretta alla Famiglia di don Ottorino:  viene rivolta indistintamente a ministri, religiosi e laici l’esortazione ad iniziare un percorso di affinamento dell’arte dell’accompagnamento, affinché impariamo tutti a saper toglierci i sandali davanti alla terra sacra dell’altro, gesto inteso come riconoscimento del mistero che l’altro rappresenta perche creato ad immagine e somiglianza di Dio e come tale portatore di una dignità che prescinde dal ruolo che ha nella società.

Auspichiamo possa iniziare in ogni comunità parrocchiale un nuovo percorso che abbia la famiglia al centro delle proprie attenzioni pastorali. Che la comunità si faccia compagna di cammino delle famiglie, condivida le loro gioie e i loro dolori. Ci saranno tratti di strada in cui si resterà accanto, semplicemente stando in silenzio, disposti ad ascoltare, altri in cui si dovrà precedere e indicare la strada, altri infine in cui sarà opportuno restare dietro e seguire, sempre pronti a sostenere e incoraggiare.

Tutto questo in un’ottica di corresponsabilità e condivisione con lo spirito di Gesù sacerdote servo che nel guardare il prossimo prova compassione ma nel contempo sana e dà speranza.

Ultima modifica il Domenica, 07 Febbraio 2016 08:54

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