SAN GABRIELE A MONTEROTONDO

VITA PARROCCHIALE

 

SAN GABRIELE VISITA MONTEROTONDO

 

Le reliquie di San Gabriele hanno espresso la vicinanza di Dio alla gente e accolto infiniti gesti di affetto

 

Evviva San Gabriele! Qualcuno dell'omonimo Comitato invitava all'acclamazione nei momenti in cui il fervore si faceva più elevato tra le file interminabili di fedeli che hanno dato devoto assalto all'Urna con il Corpo di San Gabriele dell'Addolorata: questa infatti ha sostato nella Chiesa di Gesù Operaio dal 7 al 10 ottobre aprendo in maniera esaltante il 50° di fondazione della parrocchia, ricordando la posa della prima pietra avvenuta nel 1965 e la consacrazione della chiesa nel 1966.

Si sa che il nucleo originale del territorio di Gesù Operaio è formato da abruzzesi e marchigiani e che questi sono devotissimi, perfino fanatici, del loro San Gabriele: ma è stata la città di Monterotondo,  nel suo insieme e con le sue quattro parrocchie, ad accogliere con familiare e gioiosa simpatia  la "visita di San Gabriele", ritenendola un privilegio se si pensa che per incontrarlo nel suo Santuario ci si deve portare a Isola del Gran Sasso d'Italia, in provincia di Teramo. Lì infatti è morto nel 1862 Gabriele dell'Addolorata, religioso passionista di appena 24 anni, letteralmente bruciato dall'amore per il Signore e la sua Addolorata Madre il cui nome aveva scelto per identificarsi con Lei  mentre "sta" ai piedi della Croce di Gesù, condividendo la Passione e l'offerta totale del Figlio al Padre e all'umanità. Un gigante di santità, Gabriele,  che esercita un forte fascino sui ragazzi, sui giovani, sugli studenti, sugli sportivi, sui consacrati, sulle famiglie, sugli ammalati e sui poveri che vi vedono un modello e un intercessore potente.

L'Urna santa è arrivata a  Gesù Operaio la sera di martedì 7 ottobre accolta da una folla osannante... ed è ripartita sabato 10 ottobre sotto una pioggia sferzante che ha rallentato il volo di tanti palloncini bianchi lanciati dai ragazzi ma che ha alimentato la speranza di un diluvio di grazie che, a detta dei padri Passionisti animatori della  breve missione monterotondese, accompagnano gli spostamenti del Santo del sorriso e dei miracoli.

Evviva San Gabriele!  È l'espressione genuina di fratelli e sorelle che hanno sostato, come in una ininterrotta veglia di guardia, accanto all'Urna santa, manifestando una fede semplice, fatta di segni e  bisognosa di prossimità: le reliquie di San Gabriele hanno accolto infatti infiniti gesti di affetto ed hanno espresso la vicinanza di Dio attraverso il volto di un Santo conosciuto, amato, invocato.

Intorno all'evento - pensato e programmato da tempo dalla nostra Comunità  religiosa e pastorale - ci sono state celebrazioni e impegni interparrocchiali, atti di affidamento delle diverse categorie di fedeli, ma anche  iniziative musicali  e artistiche ispirate alla vita di San Gabriele. Le visite alle scuole, alle case-famiglia, agli ammalati impediti di muoversi... hanno suscitato un  movimento  spirituale che sentiamo di buon auspicio all'inizio di un nuovo anno pastorale, l'anno del 50°.

La scossa che viene da una testimonianza radicale e dirompente come quella di San Gabriele ha toccato particolarmente noi  discepoli di don Ottorino, religiosi-pastori e giovani in formazione. Crediamo di avere assimilato il significato di questo passaggio pur tra le occupazioni  organizzative e ammirando fratelli e sorelle accedere alla Confessione, all'Urna, alla Parola, all'Eucaristia.

I nostri giovani "teologi", animando la preghiera della notte, con arpeggi di chitarra  e suonate di violino hanno tributato al Santo e alla Vergine Maria omaggi molto toccanti:  armonie fatte di note e di vibrazioni suscitatrici di profonda preghiera e di anelito di santità.

don Zeno Daniele

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